| Claudio Fazzone | |
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| Presidente del Consiglio regionale del Lazio | |
| Durata mandato | 6 giugno 2000 – 17 maggio 2005 |
| Predecessore | Luca Borgomeo |
| Successore | Massimo Pineschi |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 28 aprile 2006 |
| Legislatura | XV, XVI, XVII, XVIII, XIX |
| Gruppo parlamentare | XV: FI XVI: PdL XVII: FI-PdL XVII XVIII: FI BP-UDC XIX: FI-BP-PPE |
| Coalizione | XV: Casa delle Libertà XVI: Centro-destra 2008 XVII: Centro-destra 2013 XVIII: Centro-destra 2018 XIX: Centro-destra 2022 |
| Circoscrizione | Lazio |
| Collegio | XVIII: 9 (Latina) XIX: 6 (Latina) |
| Incarichi parlamentari | |
XVII legislatura:
XIX legislatura: | |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Forza Italia (dal 2013) In precedenza: DC (fino al 1994) PPI (1994-1995) FI (1995-2009) PdL (2009-2013) |
| Titolo di studio |
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| Professione | Funzionario del S.I.S.De. |
Claudio Fazzone (Fondi, 7 ottobre 1961) è un politico italiano, dal 28 aprile 2006 senatore della Repubblica per Forza Italia, dopo esserlo stato per la precedente Forza Italia e Il Popolo della Libertà.
Nato a Fondi (Latina), funzionario della Polizia di Stato, che è entrato in aspettativa prima e in pensione poi, ha lavorato nel Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (parte dei servizi segreti), facendo da autista a Nicola Mancino, politico e senatore della Democrazia Cristiana (DC), durante gli anni della trattativa Stato-mafia.
Esponente della DC, nel 1994, con il suo scioglimento, aderisce alla rinascita del Partito Popolare Italiano (PPI) di Mino Martinazzoli, seguendo le orme del suo maestro politico[senza fonte] Mancino.
Passa nel 1995 a Forza Italia e collabora con la deputata Maria Burani Procaccini; diventa anche coordinatore provinciale di Forza Italia a Latina. Dal 1995 al 2004 ricopre l'incarico di assessore nelle giunte provinciali di Latina di centro-destra presiedute da Paride Martella; è anche vicepresidente della provincia dal 1999 a 2004.
Nel 1996 viene nominato vicepresidente della società immobiliare IMOF per la realizzazione a Fondi del più grande mercato ortofrutticolo d'Italia; mentre nel 2002 diventa presidente della società pubblica/privata Acqualatina spa, che gestisce il servizio idrico integrato nell'Ambito territoriale ottimale n.4 – Lazio meridionale.
Alle elezioni regionali nel Lazio del 2000 si candida con Forza Italia, a sostegno del candidato presidente di centro-destra Francesco Storace, risultando eletto nel collegio di Latina con 25.134 preferenze come uno dei più votati in consiglio regionale del Lazio, di cui diventa presidente. Alle regionali laziali del 2005 viene rieletto consigliere regionale, nel medesimo collegio con 36.984 preferenze, come il più votato (nonostante la sconfitta del centro-destra).
Alle elezioni politiche del 2006 viene candidato al Senato della Repubblica, tra le liste di Forza Italia nella circoscrizione Lazio in sesta posizione, risultando eletto senatore per la prima volta come penultimo degli eletti, dimettendosi da consigliere regionale nello stesso anno e venendo sostituito da Romolo Del Balzo. Nella XV legislatura della Repubblica è stato componente della 2ª Commissione Giustizia e del Comitato per le questioni degli italiani all'estero.
Alle elezioni politiche del 2008 viene ricandidato al Senato, tra le liste del Popolo della Libertà (lista elettorale che univa principalmente Forza Italia e Alleanza Nazionale) nella medesima circoscrizione in settima posizione, venendo rieletto a Palazzo Madama. Nel corso della XVI legislatura ha fatto parte della 1ª Commissione Affari costituzionali, della 4ª Commissione Difesa, della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari e della Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa.
Il territorio del comune di Fondi è considerato feudo elettorale di Fazzone.
Laura Garavini, deputata e capogruppo del Partito Democratico (PD) nella Commissione Antimafia[senza fonte], ha presentato un'interrogazione parlamentare alla Camera, rivolta al ministro dell'interno Roberto Maroni, chiedendo informazioni su una società di Fondi che possiederebbe una struttura industriale situata in un'area interessata da una variante urbanistica e della quale sarebbero soci l'ex sindaco di Fondi, Luigi Parisella e il senatore del Pdl Claudio Fazzone..
A una settimana da una manifestazione di piazza per la messa all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri della proposta prefettizia di scioglimento del Consiglio comunale di Fondi per infiltrazione mafiosa, il 2 ottobre 2009, mentre il Consiglio dei ministri ne discuteva su proposta del ministro Maroni, sindaco e consiglieri di maggioranza di Fondi si dimettevano in blocco, su invito del senatore Claudio Fazzone. La mossa fu contestata dal senatore Stefano Pedica, perché avrebbe potuto consentire a Luigi Parisella di ricandidarsi dopo il periodo di commissariamento. Il Governo si sarebbe dovuto pronunciare sulla richiesta di scioglimento per infiltrazione mafiosa entro metà ottobre 2009.
Alle elezioni comunali nel Lazio del 2010 l'amministrazione comunale uscente di Fondi viene confermata; anche alle elezioni regionali nel Lazio del 2010 il senatore è rieletto nel consiglio regionale per il Popolo della Libertà con 28.817 preferenze nella circoscrizione di Latina, pur rinunciando al seggio in quanto incompatibile con la carica di senatore. Il confortante risultato personale lo ha indotto ad organizzare una opposizione frontale verso il sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, a lui ostile, culminata con le dimissioni dei consiglieri comunali vicini al senatore e la conseguente caduta del sindaco..
Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato al Senato, tra le liste del PdL nella circoscrizione Lazio in terza posizione, risultando eletto per la terza volta senatore. Nella XVII legislatura della Repubblica è stato vicepresidente della 1ª Commissione Affari costituzionali, oltreché membro della Giunta provvisoria per la verifica dei poteri, della Commissione parlamentare per la semplificazione, della Commissione parlamentare antimafia e membro supplente della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce alla rinascita di Forza Italia, venendo nominato il 4 gennaio 2014 coordinatore regionale nel Lazio da Silvio Berlusconi e diventando il successivo 24 marzo membro del Comitato di Presidenza del patito.
Alle elezioni politiche del 2018 viene ricandidato al Senato nel collegio uninominale Lazio - 09 (Latina), sostenuto dalla coalizione di centro-destra in quota forzista, venendo rieletto a Palazzo Madama con il 43,65% dei voti e superando i candidati del Movimento 5 Stelle Rosario Calabrese (34,24%) e del centro-sinistra, in quota PD, Claudio Moscardelli (15,11%). Nel corso della XVIII legislatura ha fatto parte della 1ª Commissione Affari Costituzionali, del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica e della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.
Nel dicembre 2019 è tra i 64 firmatari (di cui 41 di Forza Italia) per il referendum confermativo sulla riduzione del numero di parlamentari: pochi mesi prima i senatori berlusconiani avevano disertato l'aula in occasione della votazione sulla riforma costituzionale.
Alle elezioni politiche anticipate del 2022 viene candidato al Senato nel collegio uninominale Lazio - 06 (Latina), sostenuto dalla coalizione di centro-destra, risultando eletto per la quinta volta con il 54,33% dei voti e superando i candidati del centro-sinistra Sergio Messore (18,47%) e del Movimento 5 Stelle Anna Sacchetti (16,29%). Nella XIX legislatura è presidente della 8ª Commissione Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica e membro della Commissione parlamentare per la semplificazione, oltre a presentare disegni di legge per riaprire le case di tolleranza, seppure in una forma diversa, e per riattivare le centrali nucleari dismesse in Italia (Trino, Caorso, Latina e Sessa Aurunca) e costruire nuove centrali.
A febbraio 2024, con l'elezione di Antonio Tajani a segretario di Forza Italia, viene nominato segretario responsabile della Conferenza dei Coordinatori regionali di Forza Italia. Nel settembre 2026 viene eletto per acclamazione segretario del Lazio di Forza Italia durante il primo congresso regionale.
Il 17 febbraio 2010 viene indagato per il reato di abuso d'ufficio in merito a circa un centinaio di lettere di raccomandazione, scritte su carta intestata del Consiglio Regionale del Lazio tra il 2002 e il 2003, e inviate all'allora manager della ASL di Latina Benito Battigaglia per influenzare assunzioni e concorsi.
A settembre 2016 viene tuttavia assolto dal Tribunale di Latina perché "il fatto non sussiste".
Il 21 aprile 2015, al termine di un inchiesta iniziata nel 2005 e condotta dalla procura di Latina, viene confiscata la villa che domina la piana di Fondi (Latina), intestata alla moglie, per lottizzazione abusiva dal Tribunale di Latina. Fazzone non era direttamente tra gli imputati, non essendo intestatario dell'immobile.
Il 18 novembre 2023 viene indagato per corruzione per l'esercizio della funzione dalla procura di Latina, con l'accusa di aver ricevuto favori per far ottenere a una scuola paritaria di Fondi (paese d’origine) la proroga di un corso finanziato con risorse pubbliche, nonché per interessarsi alla sistemazione lavorativa della figlia del dirigente regionale Massimo Luciano, anche quest'ultimo indagato assieme al responsabile della scuola.
È un tifoso molto accanito della squadra di calcio della sua città: Società Sportiva Racing Club Fondi.