Coffy è un film del 1973 diretto da Jack Hill.
Insieme a Cleopatra Jones: licenza di uccidere, diretto sempre nel 1973 da Jack Starrett e interpretato da Tamara Dobson, diede il via a un filone interno alla blaxploitation, con protagoniste donne afroamericane forti e coraggiose, che però conservano intatta la loro prorompente femminilità. La pellicola lanciò definitivamente nel novero delle star del genere Pam Grier.
Il film doveva avere un sequel intitolato Burn, Coffy, Burn!, sempre diretto da Hill, ma l'American International Pictures ebbe un ripensamento poiché altri sequel non avevano ottenuto molto successo. Nel 1974 Hill diresse comunque Foxy Brown, sempre con Pam Grier come protagonista, considerato il sequel non ufficiale di Coffy.
Un uomo di colore entra in un nightclub e offre una ragazza molto speciale a un boss afroamericano. Questi rifiuta l'offerta, poiché è ben fornito di ragazze di ogni colore. L'uomo però insiste, insistendo nel fatto che la ragazza sia veramente speciale e che lo aspetta in macchina. Il boss si convince e si reca nell'auto: qui vi trova Coffy, una bella ragazza afroamericana che gli chiede una dose di eroina. Il boss, eccitato, la porta nel suo appartamento. Una volta a letto, Coffy gli punta contro un fucile e gli fa esplodere la testa, quindi uccide un altro uomo che si trova nell'appartamento e scappa. Coffy è in realtà un'infermiera, e ha ucciso i due uomini per vendicare la sorella, tossicodipendente a causa di alcuni spacciatori.
Il suo fidanzato, un poliziotto onesto e incorruttibile, viene selvaggiamente pestato da alcuni spacciatori, entrando in coma. Coffy si finge una prostituta giamaicana ed entra nel giro con il nome d'arte Mystic: conosce così King George, un pappone afroamericano che veste abiti sgargianti. Le altre ragazze però non gradiscono la nuova arrivata, e si scatena una rissa. Coffy viene catturata da un mafioso, che incarica i suoi scagnozzi di eliminarla. La donna riesce a liberarsi poco prima dell'esecuzione, attuando poi la sua vendetta.
Coffy nacque sulla scia del grande successo ottenuto da Cleopatra Jones, prodotto dalla Warner Bros., ma che in origine doveva essere prodotto dalla American International Pictures. Larry Gordon, all'epoca a capo dell'A.I.P., decise quindi di preparare subito un altro film, affidando la regia a Jack Hill, che aveva già diretto Pam Grier in due film di genere Women in prison, Sesso in gabbia e The Big Bird Cage. Alla fine, il duello al botteghino tra i due film finì alla pari.
La colonna sonora del film, opera del musicista afroamericano Roy Ayers, è composta dai seguenti brani:
Coffy ricevette recensioni contrastanti al momento della sua uscita. Roger Ebert del Chicago Sun-Times assegnò al film 2 stelle su 4, lodando la pellicola per il credibile ritratto della protagonista femminile e definendo Grier un'attrice dal "bel viso e dalla forma fisica sorprendente", che possedeva una sorta di "atleticità" assente in molte altre attrici attraenti. Gene Siskel diede un giudizio negativo del film assegnandogli zero stelle su 4 e definendolo "un film stupido" con la "recitazione legnosa" da parte della Grier. Fredric Milstein del Los Angeles Times lo descrisse "molto ben fatto, molto sporco e oscenamente violento", aggiungendo che il regista Hill "suscita interpretazioni convincenti e interessanti da parte di tutti tranne che della signorina Grier, che legge le sue battute in modo piuttosto rigido e infantile e che non dovrebbe essere in grado di ingannare nessuno, soprattutto non il "Principe degli spacciatori", con quel falso accento giamaicano che usa quando va sotto copertura." Variety scrisse: "Jack Hill, che ha scritto e diretto con una mano sintonizzata sull'azione, inserisce molto realismo nelle riprese in cui Pam Grier nel ruolo del titolo si comporta abilmente."
Con il passere del tempo, il film ha riscosso maggiori consensi ed è considerato innovativo per la sua rappresentazione di una protagonista femminile afroamericana. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 79%, Coffy has an approval rating of 79% basato su 24 recensioni, con un voto medio di 6,8 su 10. Il consenso critico del sito recita: "Pam Grier porta grinta e pepe in Coffy, supportata dalla miscela esplosiva di grinta autentica e brividi salaci del regista Jack Hill." La ricercatrice Karen Ross ha scritto che il film "ha permesso al pubblico nero di godersi la vista di eroi che sfidavano il sistema bianco e vincevano, pur condannando la violenza e riconoscendone l'improbabilità. Ha permesso ai neri di trovare la via di fuga definitiva per applaudire l'eroina che ha combattuto la corruzione e il crimine e poi lasciare il teatro per essere rovinata dal razzismo nella società".
Coffy è uno dei film preferiti di Quentin Tarantino, che lo colloca in cima alla sua classifica dei 20 migliori film di sempre. Infatti, nel 1997 scritturerà Grier per Jackie Brown, un film chiaramente ispirato da pellicole come Coffy e Foxy Brown. Tarantino disse del manifesto del film: «Non solo è una splendida immagine di Pam Grier, ma ha anche una grafica fantastica: è l'epitome di un grande manifesto di sfruttamento commerciale... e ogni sua versione nei paesi stranieri ha avuto un grande successo».
Coffy è stato inserito nelle seguenti liste dall'American Film Institute: