La commissione Shamgar fu una commissione statale d'inchiesta israeliana istituita l'8 novembre 1995 per esaminare le circostanze dell'assassinio del primo ministro Yitzhak Rabin e il funzionamento degli organismi responsabili della sua sicurezza. Presieduta dall'ex presidente della Corte suprema di Israele, Meir Shamgar, presentò le proprie conclusioni il 28 marzo 1996.
La commissione fu istituita quattro giorni dopo l'assassinio di Yitzhak Rabin, ucciso da Yigal Amir al termine di una manifestazione per la pace a Tel Aviv il 4 novembre 1995. Oltre al presidente Shamgar, ne facevano parte Zvi Zamir, già direttore del Mossad, e Ariel Rosen-Zvi, giurista dell'Università di Tel Aviv.
Il mandato riguardava principalmente le misure di protezione del primo ministro e il comportamento degli apparati di sicurezza prima, durante e immediatamente dopo l'attentato. L'indagine esaminò anche l'evacuazione di Rabin e il suo trasferimento in ospedale.
La commissione tenne 61 riunioni e ascoltò 72 testimoni. Il rapporto pubblicato nel marzo 1996 comprendeva una parte pubblica di 214 pagine e un'appendice riservata di 118 pagine, relativa ai metodi operativi dello Shin Bet e della polizia.
La commissione concluse che lo Shin Bet aveva fallito nel compito di proteggere il primo ministro. Le informazioni sulla possibilità di un attentato da parte di estremisti ebrei non erano state adeguatamente valutate e tradotte in misure operative. Furono inoltre rilevate carenze nella pianificazione della sicurezza della manifestazione del 4 novembre.
Il rapporto individuò problemi di coordinamento tra gli organismi incaricati della sicurezza e insufficienze nel controllo dell'area in cui era parcheggiata l'automobile del primo ministro. La commissione precisò che il proprio compito riguardava il funzionamento delle persone e delle strutture responsabili della protezione di Rabin, anziché un'indagine generale sulle cause sociali e politiche dell'assassinio.
Il direttore dello Shin Bet, Carmi Gillon, fu ritenuto direttamente responsabile delle carenze nella protezione di Rabin. Poiché Gillon e il responsabile della divisione di sicurezza avevano già lasciato i rispettivi incarichi, la commissione non raccomandò ulteriori provvedimenti nei loro confronti. Propose invece la rimozione del capo dell'unità di protezione delle personalità e l'esclusione del responsabile operativo dell'unità da incarichi di comando per quattro anni.
Il 31 marzo 1996 il governo israeliano accettò le conclusioni e le raccomandazioni della commissione e istituì un comitato incaricato di seguirne l'attuazione. Fra le raccomandazioni figurava il rafforzamento della cooperazione tra lo Shin Bet e la polizia israeliana.
Nel novembre 1997 furono rese pubbliche ulteriori parti del materiale inizialmente riservato, relative anche alla gestione degli informatori dello Shin Bet negli ambienti dell'estrema destra. La pubblicazione riaprì il dibattito sulle carenze del servizio nella prevenzione dell'attentato.
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