| Constantin Feldzer | |
|---|---|
| Nascita | Kiev, 12 ottobre 1909 |
| Morte | Parigi, 29 dicembre 1988 |
| Luogo di sepoltura | cimitero di Père-Lachaise |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Armée de terre Forces aériennes françaises libres Royal Air Force |
| Arma | Aéronautique Militaire |
| Specialità | Caccia |
| Reparto | Reggimento Normandie-Niémen |
| Anni di servizio | 1929-1945 |
| Grado | Capitano |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) Campagna di Tunisia Fronte orientale (1941-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Francia |
| Decorazioni | vedi qui |
| Pubblicazioni | vedi qui |
| dati tratti da Constantin Feldzer | |
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Constantin Feldzer (Kiev, 12 ottobre 1909 – Parigi, 29 dicembre 1988) è stato un militare e aviatore francese, particolarmente distintosi nel corso della seconda guerra mondiale. Decorato con la Croce di Commendatore della Legion d'onore, dell'Ordre de la Libération, della Croix de guerre 1939-1945 con cinque palme, della Médaille de la Résistance con rosetta.
Nacque il 12 ottobre 1909 a Kiev, Ucraina, allora parte dell'Impero russo, figlio di un avvocato. Studiò a Parigi presso il Lycée Michelet e poi all'École Bréguet. Ottenne la cittadinanza francese nel maggio 1928. L'11 ottobre 1929 si arruolò nell'Aéronautique Militaire conseguendo il brevetto di pilota presso la scuola Blériot di Buc, e quello di pilota militare a Istres. Sergente pilota della 1ére escadre de chasse a Villacoublay nel 1936, si offrì volontario per trasportare moderni aerei da caccia in Spagna per aiutare i repubblicani. Nel settembre del 1939, con il grado di aiutante prestava servizio presso il Groupe de chasse III/10 di stanza a Saint-Inglevert, e nel maggio-giugno 1940 partecipò alla battaglia di Francia, dove dimostrò un talento eccezionale. Il 14 maggio salvò il suo gregario in pericolo e, a sua volta colpito da un Messerschmitt Bf 109, lo abbatté sopra Charleroi sparando da brevissima distanza.
Convinto che la guerra sarebbe continuata in Nord Africa, il 17 giugno abbandonò il suo gruppo a Clermont-Ferrand, portando con sé tre piloti di riserva e sei piloti polacchi del Gruppo ad Algeri. L'11 novembre 1940, con diversi compagni smobilitati, decise di fuggire e raggiungere Gibilterra a bordo della nave Le Saint Pierre, noleggiata da Christian Martell. Salpata di notte con rotta per Marsiglia, la nave si diresse poi verso Gibilterra. Sorpresa da una tempesta, andò alla deriva verso le isole Baleari. Dopo un periodo di relativa calma, durante il quale l'imbarcazione fu riparata, riprese la rotta originale, ma ancora una volta, un violento vento la spinse nella direzione opposta e tornò verso le isole, arenandosi infine sulla costa di Ibiza. Gli occupanti vennero arrestati dai miliziani spagnoli, internati e poi estradati in Francia un mese dopo. Rinchiuso a Céret, il 20 dicembre 1940 evase, sotto il nome di copertura di Raymond Demarre, si imbarcò a Port-Vendres. Arrestato nuovamente ad Algeri, fu posto agli arresti domiciliari e poi condannato dal tribunale marittimo a un anno di prigione. Fu detenuto a Biserta, Tunisi e nella colonia penale di Teboursouk. Trasferito all'ospedale del campo dopo uno sciopero della fame di sette giorni, fu finalmente rilasciato il 25 maggio 1942. Reintegrato in uno squadrone da caccia, fu nuovamente condannato a due mesi di prigione per aver supportato gli sbarchi anglo-americani in Nord Africa (Operazione Torch). Il 1° gennaio 1943 si unì al Groupe de chasse II/7, pilotando i caccia Supermarine Spitfire, e partecipò alla campagna di Tunisia, dove compì 40 missioni di combattimento. L'11 giugno 1943, durante una missione di copertura sull'isola di Pantelleria, abbatté un bombardiere Junkers Ju 88. Assegnato al Groupe de chasse 3 "Normandie", operante nell'Unione Sovietica, partecipò come capo pattuglia alle vittoriose operazioni del 1944 su Vicebsk, Orša, Minsk, la Beresina e il Neman, portando a termine 30 missioni offensive, tra cui 10 missioni di protezione.
Il 1° agosto 1944 fu abbattuto sopra Eidtkunein, nella Prussia Orientale, durante uno scontro tra cinque caccia Yakovlev del Normandie-Niémen e dodici Focke-Wulf Fw 190. Lanciatosi con il paracadute fu fatto prigioniero di guerra. Ferito e ustionato, rimase cieco per otto giorni. Dichiarato disperso in azione, fu in realtà internato successivamente nei campi di prigionia di Łódź, Norimberga e poi Aschaffenburg. Fuggì il 6 marzo 1945 con due ufficiali sovietici e attraversò il fronte tedesco-americano vicino a Darmstadt il 25 marzo, arrivando a Parigi il giorno 29 dello stesso mese. Il 30 giugno 1945 si offrì volontario per combattere contro il Giappone. Poiché i suoi sentimenti contro il governo di Vichy ne avevano bloccato l'avanzamento, concluse la guerra con il grado di cadetto ufficiale. Nel 1945 continuò la sua carriera nell'Armée de l'air come assistente curatore presso il Musée de l'air et de l'espace. Sospeso dai voli, nel 1955 divenne costruttore di case per l'abbé Pierre e in seguito gli fu affidata la responsabilità delle innovazioni e delle relazioni franco-sovietiche presso Charbonnages de France. Negli anni settanta del XX secolo, fu responsabile delle relazioni franco-sovietiche presso la banca di Suez e dal 20 gennaio 1982 fu corrispondente della rivista Aviation International da Mosca. Si spense il 29 dicembre 1988 a Parigi, e venne sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 71412598 · ISNI (EN) 0000 0000 7830 278X · GND (DE) 118953710 · BNF (FR) cb12064000n (data) |
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