Corylus (nocciòlo) L., 1753 è un genere di piante appartenente alla famiglia Betulaceae.
In questo genere sono riconosciute le seguenti specie:
Sono edibili i frutti di ogni varietà di nocciòlo. Il nocciòlo comune (Corylus avellana) è la prima specie più coltivata; nessun'altra specie ha particolare rilevanza commerciale. Un certo numero di varietà sono coltivate come piante ornamentali, per i rami contorti (C. avellana 'Contorta'), penduli (C. avellana 'Pendula') o per i petali viola (C. maxima 'Purpurea'). Il legno del nocciòlo si usa tradizionalmente per costruire graticci, palizzate, canestri. L'albero può essere capitozzato, dato che emette polloni dopo pochi anni. Foglie e germogli sono cibo per le larve di varie specie di Lepidotteri.
I celti ritenevano i nocciòli fonte di saggezza e ispirazione. Numerose leggende celtiche parlano di nove nocciòli cresciuti intorno a uno specchio d'acqua, in cui cadevano i frutti maturi, mangiati da un salmone (pesce sacro ai celti), il quale assorbiva la loro saggezza. In una di queste leggende un druido, nella speranza di diventare onnisciente, pescò uno dei salmoni e chiese a un allievo di arrostirlo senza assaggiarlo. Mentre lo cucinava, si formò una bolla che l'allievo fece scoppiare col dito e assorbì la saggezza del pesce succhiandosi il dito scottato. Il ragazzo si chiamava Fionn Mac Cumhail (Fin McCool) e divenne uno tra i più celebri eroi della mitologia gaelica.
I fratelli Grimm, ne Il ramo del nocciòlo sostengono che essi proteggono al meglio da tutti i rettili e dagli animali striscianti.
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