Crepis aurea

Come leggere il tassobox
Radichiella aranciata
Crepis aurea
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùCichorieae
SottotribùCrepidinae
GenereCrepis
SpecieC. aurea
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùCichorieae
GenereCrepis
SpecieC. aurea
Nomenclatura binomiale
Crepis aurea
(L.) Cass., 1822

La radichiella aranciata (nome scientifico Crepis aurea (L.) Cass., 1822) è una pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee.

Etimologia

L'etimologia del nome generico (Crepis) non è molto chiara. In latino Crèpìs significa pantofola, sandalo e i frutti, di alcune specie di questo genere, sono strozzati nella parte mediana ricordando così (molto vagamente) questo tipo di calzare. Inoltre lo stesso vocabolo nell'antica Grecia indicava il legno di Sandalo. L'epiteto specifico (aurea) deriva dal latino (= dorato) fa riferimento al colore del capolino.

Questa specie è stata studiata prima da Carl von Linné (Rashult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, quindi dal botanico e naturalista francese Count Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781-1832) nel 1822.

I francesi chiamano questa pianta con il nome di Crépide orangée; mentre i tedeschi la chiamano: Gold-Pippau oppure Rinderblume; gli inglesi Golden Hawk's-beard.

Descrizione

Il portamento
La rosetta basale
Località Cimabanche, Cortina (BL), 1529 m s.l.m. - 3/7/2007
Infiorescenza
Il capolino
Località Passo di Giau, Cortina (BL), 2233 m s.l.m. - 1/8/2008

Habitus. L'aspetto di questa pianta è erbaceo-cespitoso perenne. La forma biologica è emicriptofita rosulata (H ros), ossia sono piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, e con le foglie disposte a formare una rosetta basale. Gli steli contengono abbondante lattice amaro.

Fusto.

Foglie. Sono presenti solo le foglie radicali, brevemente picciolate, a forma lanceolata-spatolata e tipo pennatopartite (con 2 – 4 incisioni profonde) con lobi patenti o riflessi (a volte sono debolmente roncinati). La lamina fogliare è glabra o al massimo pelosa sulle nervature. Dimensione delle foglie: larghezza 1-2 cm, lunghezza 4-5 cm.

Infiorescenza. L'infiorescenza è formata da un solo capolino emisferico (raramente il fusto si biforca in due capolini). La struttura del capolino è quella tipica delle Asteracee: un peduncolo sorregge un involucro cilindrico formato da più squame acuminate di colore scuro con setole nere patenti, che fanno da protezione al ricettacolo, in genere nudo e piatto, sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: esterni ligulati e interni tubulosi (in questo caso sono assenti). L'involucro è formato da poche brattee, scure con setole nere patenti, disposte su due serie in modo semplice (quelle esterne sono più corte). Quelle esterne sono più piccole di quelle interne. Diametro del capolino: 25 mm.

Fiori. I fiori tutti ligulati, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, fertili e zigomorfi.

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. L'achenio è fusiforme, glabro e rostrato (senza tubercoli), a 16 coste e sormontato da un pappo bianco e soffice formato da peli semplici (non ramificati), ma tenaci. Il frutto all'apice è assottigliato con un becco ben distinto (alcuni). Tutti gli acheni sono uguali. Lunghezza dell'achenio: 5 – 6 mm. Lunghezza del pappo: 6-7 mm.

Biologia

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi, oppure 22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1679 generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Crepidinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae). La sottotribù Crepidinae fa parte del "quarto" clade della tribù; in questo clade è in posizione "centrale" vicina alle sottotribù Chondrillinae e Hypochaeridinae.

La sottotribù è divisa in due gruppi principali uno a predominanza asiatica e l'altro di origine mediterranea/euroasiatica. Da un punto di vista filogenetico, all'interno della sottotribù, sono stati individuati 5 subcladi. Il genere di questa voce appartiene al subclade denominato "Crepis-Lapsana-Rhagadiolus clade", composto dai generi Crepis L., 1753, Lapsana L., 1753 e Rhagadiolus Juss., 1789. Dalle analisi Crepis risulta parafiletico (per cui la sua circoscrizione è provvisoria).

Nella "Flora d'Italia" le specie italiane di Crepis sono suddivise in 4 gruppi e 12 sezioni in base alla morfologia degli acheni, dell'involucro e altri caratteri (questa suddivisione fatta per scopi pratici non ha valore tassonomico). La specie di questa voce appartiene al Gruppo 2 (gli acheni sono uniformi con un becco più o meno visibile o con un apice bruscamente ristretto) e alla Sezione F (gli involucri dei capolini sono lunghi 3 - 8 mm; gli acheni sono lunghi 4 - 9 mm).

I caratteri distintivi per la specie di questa voce sono:

  • l'involucro è lungo 7 - 12 mm.
  • le brattee dell'involucro hanno dei peli ispidi e rigidi (subsp. glabrescens).
  • il colore dei fiori è aranciato.
  • gli acheni sono uniformi e sono lunghi 5 - 6 mm.
  • il becco degli acheni in genere è ben distinto (ma anche no).
  • gli acheni sono colorati di bruno chiaro (subsp. aurea).

Sottospecie

La specie presenta un alto grado di diversità; infatti studi di genetica hanno dimostrato per queste piante una poliploidia molto spinta causata dalla presenza di un numero di cromosomi superiore al normale corredo diploide (2n = 6, 8, 10, 12, 14, 18, 22 e multipli).

Per questa specie sono indicate le seguenti sottospecie:

Sottospecie aurea

Distribuzione della pianta (Distribuzione regionale – Distribuzione alpina)
  • Nome scientifico: Crepis aurea subsp. aurea.
  • Descrizione: (è la stirpe principale) i capolini sono più grandi; più grande è anche l'involucro che raggiunge i 5 – 7 mm di larghezza e i 10 – 12 mm di lunghezza; la ligula dei fiori è larga 2 – 3 mm; lunga 16 – 18 mm; gli acheni sono colorati di bruno chiaro.
  • Fioritura: la fioritura va da giugno a agosto (settembre).
  • Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Orofita – Sud Est Europeo.
  • Distribuzione: è presente in tutta l'Italia (è presente su tutto l'arco alpino) ma non nelle isole. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Sugli altri rilievi collegati alle Alpi è presente nel Massiccio del Giura. Nel resto dell'Europa e dell'areale del Mediterraneo si trova anche nella Penisola Balcanica.
  • Habitat: l'habitat tipico sono i pascoli alpini (formati da alte erbe nitrofile); ma anche nei riposi del bestiame e praterie rase alpine e subalpine. Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo, quindi questa pianta vive in condizione intermedie su terreni con pH mediamente neutro o debolmente acido (zone calcaree e zone granitiche) e alto valore nutrizionale del terreno che deve essere mediamente umido. In particolare su terreni calcarei questa pianta si può trovare nelle zone umide e ben drenate (terreni che per pedogenesi hanno perso i loro cationi basici). Viceversa per trovare questa pianta in ambiente acido il terreno deve essere percorso ad esempio da acqua dura (per compensare l'acidità).
  • Distribuzione altitudinale: l'altitudine preferita da queste piante va da 1400 a 2500 m s.l.m.; sui rilievi frequenta quindi il piano subalpino e alpino. Occasionalmente queste piante sono state trovate a quote più basse (900 m s.l.m. in Carnia) oppure più alte (2900 m s.l.m. in Valle d'Aosta).
  • Fitosociologia.
    • Areale alpino: dal punto di vista fitosociologico alpino la specie di questa scheda appartiene alla seguente comunità vegetale:
Formazione: comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Classe: Molinio-Arrhenatheretea
Ordine: Arrhenatheretalia elatioris
Alleanza: Poion alpinae
  • Areale italiano: per l'areale completo italiano Crepis aurea appartiene alla seguente comunità vegetale:
Macrotipologia: vegetazione delle praterie.
Classe: Molinio-arrhenatheretea Tüxen, 1937
Ordine: Arrhenatheretalia elatioris Tüxen, 1931
Alleanza: Triseto flavescentis-Polygonion bistortae Br.-Bl. & Tüxen ex Marschall, 1947
Descrizione: l'alleanza Triseto flavescentis-Polygonion bistortae è relativa ai prati regolarmente falciati una volta l’anno e spesso successivamente pascolati. Queste praterie in genere sono dominate da specie di taglia medio-grande e caratterizzate da un elevato numero di specie. Distribuzione: le Alpi sono il centro di diffusione di questa alleanza (Italia centro-settentrionale); questa comunità inoltre si sviluppa in vari settori montani dell’Europa temperata.

Sottospecie glabrescens

  • Nome scientifico: Crepis aurea subsp. glabrescens (Caruel) Arcang., 1882.
  • Descrizione: in questa varietà i capolini sono più piccoli (lunghezza dell'involucro 7 – 8 mm); gli involucri hanno dei peli ispidi e rigidi; la ligula è larga meno di 2 mm; lunghezza 11 mm.
  • Distribuzione: è presente negli Appennini ma raramente e nella penisola balcanica occidentale fino alla Grecia.
  • Numero cromosomico: 2n = 10.

Sottospecie olympica

  • Nome scientifico: Crepis aurea subsp. olympica (K.Koch) Lamond, 1975
  • Distribuzione: Anatolia.

Ibridi

Queste piante, come tutto il genere Crepis, presentano una grande facilità di creare ibridi interspecifici (questo per l'alta poliploidia dei suoi cromosomi).

Specie simili

Allo stesso gruppo e sezione appartengono le seguenti specie:

Generalmente i fiori dello stesso genere difficilmente si confondono con la specie della presente scheda in quanto sono nella quasi totalità gialli. C'è invece un altro genere che possiede una specie molto simile per colore e forma del capolino alla specie della presente scheda: Hieracium aurantiacum L. (Sparviere aranciato); l'involucro ha una struttura più complessa, ma si differenzia soprattutto per i fusti che sono ramosi verso l'infiorescenza.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

Sottospecie aurea

Sottospecie glabrescens

Sottospecie olympica

Note

  1. ↑ (EN) Crepis aurea (L.) Cass., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 9 agosto 2026 (archiviato il 6 settembre 2025).
  2. 1 2 3 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 27 gennaio 2022.
  4. 1 2 3 Motta 1960, vol. 1, pag. 767.
  5. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 27 gennaio 2022.
  6. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  7. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  8. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  9. 1 2 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 183.
  10. 1 2 3 4 Funk & Susanna 2009, pag. 350.
  11. 1 2 3 (EN) Cichorieae Portal, su cichorieae.e-taxonomy.net. URL consultato il 18 dicembre 2021.
  12. 1 2 3 4 5 6 Pignatti 2018, vol. 3, pag. 1108.
  13. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  14. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  15. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  16. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  17. ↑ (EN) World Checklist, su Royal Botanic Gardens KEW. URL consultato il 18 marzo 2021.
  18. ↑ (EN) Crepis L., su The International Compositae Alliance (TICA), 1753. URL consultato il 9 agosto 2026 (archiviato il 16 settembre 2025).
  19. ↑ Yin et al. 2021.
  20. 1 2 Pignatti 2018, vol. 4, pag. 907.
  21. ↑ Conti et al. 2005, pag. 81.
  22. 1 2 3 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 670.
  23. ↑ Prodromo della vegetazione italiana, su prodromo-vegetazione-italia.org. URL consultato il 27 luglio 2021.
  24. ↑ (EN) Crepis bellidifolia Loisel., su The International Compositae Alliance (TICA), 1807. URL consultato il 9 agosto 2026 (archiviato l'8 agosto 2025).
  25. ↑ (EN) Andryala aurea (L.) Scop., su The International Compositae Alliance (TICA), 1769. URL consultato il 9 agosto 2026 (archiviato il 9 agosto 2026).
  26. ↑ (EN) Apargia lucida Ten., su The International Compositae Alliance (TICA), 1819. URL consultato il 9 agosto 2026 (archiviato il 25 marzo 2025).

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica