La radicchiella di Terrasanta (nome scientifico Crepis sancta (L.) Bornm, 1913) è una pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee.
L'etimologia del nome generico (Crepis) non è molto chiara. In latino Crèpìs significa pantofola, sandalo e i frutti, di alcune specie di questo genere, sono strozzati nella parte mediana ricordando così (molto vagamente) questo tipo di calzare. Inoltre lo stesso vocabolo nell'antica Grecia indicava il legno di Sandalo. L'epiteto specifico (sancta) significa "santo, sacro, casto".
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Carl Linnaeus (1707-1778) e Joseph Friedrich Nicolaus Bornmüller (1862-1948) nella pubblicazione "Mittheilungen des Thüringischen Botanischen Vereins" (Mitth. Thüring. Bot. Vereins 30: 79.) del 1913. In altre checklist il botanico indicato è Ernest Brown Babcock (1877-1954) con la pubblicazione "University of California Publications in Botany. Berkeley, CA" (Univ. Calif. Publ. Bot. 19: 403) del 1941.




Habitus. La pianta di questa specie è una erbacea annuale. Le forma biologica è terofite scapose (T scap), ossia in generale sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme e sono munite di asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Gli steli contengono abbondante latice amaro.
Fusto. I fusti di queste piante sono scaposi, eretti semplici (poco frondosi) o ramosi alla base; possono essere solcati e ghiandolari. Se è presente una parte sotterranea, questa può essere fibrosa o legnosa. La superficie è pubescente (o subglabra). Le radici possono essere del tipo a fittone o secondarie da rizoma. L'altezza media delle piante varia da 5 a 20 cm (massimo 80 cm).
Foglie. Le foglie si dividono in basali (in rosette) e cauline.
Infiorescenza. L'infiorescenza è formata da 2 - 10 capolini peduncolati, eretti in formazioni corimbose. Ogni capolino è formato da un peduncolo che sorregge un involucro più o meno cilindrico (o campanulato) formato da 2 serie di brattee o squame disposte in modo embricato e scalato, che fanno da protezione al ricettacolo sul quale s'inseriscono i fiori ligulati. La forma delle brattee, disuguali fra le due serie (quelle interne sono più lunghe), può essere da lanceolata a lineare con margini continui e scariosi; la superficie può essere glabra, tomentosa o setosa. Il ricettacolo è piano e provvisto di squame o setole rigide. Dimensione dell'involucro: larghezza 5 – 7 mm; lunghezza 8 –11 mm. Dimensioni dell'infiorescenza: 15 – 22 mm.
Fiori. I fiori (30 - 60 per capolino), tutti ligulati, sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha in genere 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, fertili e zigomorfi.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Il frutto consiste in un achenio, cilindrico o fusiforme (non compresso), con varie coste (da 10 a 20), con la superficie trasversalmente tubercolata e sormontato da un corto becco (può essere assente). Il pappo è soffice (ma tenace) formato da peli semplici (non ramificati) di colore generalmente bianco (o bianco sporco quasi giallastro) disposti su più serie. In uno stesso capolino i frutti possono essere monomorfici (tutti uguali) oppure dimorfi (generalmente quelli esterni differiscono da quelli interni per la presenza di tre ali). Dimensione degli acheni: 5 – 7 mm.

Dal punto di vista fitosociologico alpino Crepis sancta appartiene alla seguente comunità vegetale:
Per l'areale completo italiano questa specie appartiene alla seguente comunità vegetale:
Descrizione. L'alleanza Securigero securidacae–Dasypyrion villosi è relativa alle comunità erbacee nitrofile sviluppate su suoli ad elevata quantità di materiale organico (e azoto) e caratterizzate da densa copertura e consistente biomassa. La distribuzione delle specie di questa alleanza è nel Mediterraneo con climi temperati. In Italia questa cenosi è frequente soprattutto nelle regioni centro-meridionali.
Specie presenti nell'associazione: Dasypyrum villosum, Leontodon taraxacoides, Bromus rigidus, Securigera securidaca, Crepis sancta, Centaurea napifolia, Bromus erectus, Cerastium ligusticum, Picris hieracioides e Vulpia ligustica.
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.
Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Crepidinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae). La sottotribù Crepidinae fa parte del "quarto" clade della tribù; in questo clade è in posizione "centrale" vicina alle sottotribù Chondrillinae e Hypochaeridinae.
La sottotribù è divisa in due gruppi principali uno a predominanza asiatica e l'altro di origine mediterranea/euroasiatica. Da un punto di vista filogenetico, all'interno della sottotribù, sono stati individuati 5 subcladi. Il genere di questa voce appartiene al subclade denominato "Crepis-Lapsana-Rhagadiolus clade", composto dai generi Crepis L., 1753, Lapsana L., 1753 e Rhagadiolus Juss., 1789. Dalle analisi Crepis risulta parafiletico (per cui la sua circoscrizione è provvisoria).
Nella "Flora d'Italia" le specie italiane di Crepis sono suddivise in 4 gruppi e 12 sezioni in base alla morfologia degli acheni, dell'involucro e altri caratteri (questa suddivisione fatta per scopi pratici non ha valore tassonomico). La specie di questa voce appartiene al Gruppo 1 (gli acheni sono decisamente dimorfi) e alla Sezione C (il colore dei fiori è giallo; il ricettacolo è provvisto di squame o setole rigide).
I caratteri distintivi per la specie di questa voce sono:
Il numero cromosomico della specie è: 2n = 12.
Per questa specie sono indicate le seguenti sottospecie:
Altre checklist indicano anche le seguenti sottospecie:
Nella "Flora d'Italia" è indicata come presente in Italia la subsp. nemausensis (P. Fourn) Babc..
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: