Cyril Joe Barton

Cyril Joe Barton
NascitaElveden, 5 giugno 1921
MorteRyhope, 31 marzo 1944
Cause della morteMorto in combattimento
Luogo di sepolturacimitero di Bonner Hill Road a Kingston upon Thames
Dati militari
Paese servitoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Forza armataRoyal Air Force
Anni di servizio1941-1944
GradoSottotenente di squadriglia
GuerreSeconda guerra mondiale
CampagneFronte occidentale (1939-1945)
BattaglieBattaglia aerea di Berlino
Decorazionivedi qui
dati tratti da Cyril Joe Barton VC
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Cyril Joe Barton (Elveden, 5 giugno 1921 – Ryhope, 31 marzo 1944) è stato un militare e aviatore britannico, insignito della Victoria Cross nel corso della seconda guerra mondiale. Effettuò un totale di 19 missioni notturne, 2 con la No. 1663 Heavy Conversion Unit (HCU), mentre era assegnato al No.76 RAF Squadron, 10 con il No.78 RAF Squadron e 7 con il No.578 RAF Squadron. Gli obiettivi erano Amburgo, Montluçon, Hannover, Mannheim, Bochum, Leverkusen, Berlino, Francoforte, Stoccarda ed Essen..

Biografia

Nacque a Elveden, nella contea di Suffolk, il 5 giugno 1921, figlio di Frederick James (1892–1963) e Ethel May Edwards (1896–1958). Fu educato secondo i principi della fede cristiana, frequentando corsi biblici e, occasionalmente, tenendo discorsi e conferenze sui principi cristiani. Fu astemio e non fumatore convinto. Ricevette la sua prima istruzione presso la Beverley Boys' School, a New Malden, nella contea del Surrey. Durante l'infanzia fu uno scout presso il 1st Oxshott Scout Gp, Surrey. A 16 anni iniziò un apprendistato come ingegnere presso gli stabilimenti della Parnall Aircraft Factory a Tolworth e fu studente a tempo parziale di ingegneria al Kingston Technical College, a Kingston upon Thames, nel Surrey.

Interruppe il suo apprendistato in un settore riservato presso la fabbrica di aerei Parnall e si arruolò volontario nella Royal Air Force Volunteer Reserve il 16 aprile 1941, all'età di 19 anni. Dopo l'addestramento di base, fu promosso a Leading Aircraftman (LAC) il 1° novembre, per poi imbarcarsi per gli Stati Uniti d'America e iniziare l'addestramento da pilota. Salpò da Gourock, in Scozia, diretto ad Halifax, in Canada, a bordo della nave da trasporto Pasteur. Arrivato alla Darr Aero Tech School ad Albany, Georgia, il 17 gennaio 1942, effettuò il suo primo volo due giorni dopo su un [[aereo da addestramento] Boeing PT-17 Stearman e volò "da solo" per la prima volta il 20 febbraio. Completato l'addestramento preliminare alla Darr Aero il 4 luglio, si trasferì a Cochran Field, a Macon, per l'istruzione di base fino al 7 settembre; in quella data si trasferì nuovamente a Napier Field, a Duthan, in Alabama, per l'addestramento avanzato volando sui Vultee BT-13A e North American AT-6. Qualificatosi come sergente pilota il 10 novembre 1942, tornò quindi in Inghilterra e fu assegnato al No.6 (P) AFU di Chipping Norton il 15 marzo 1943, prima di unirsi alla No.19 Operational Training Unit di Kinloss, nel Morayshire, il 4 maggio. Dopo aver volato sugli Airspeed Oxford e Armstrong Whitworth A.W.38 Whitley, il 17 luglio fu trasferito alla No. 1663 Heavy Conversion Unit (HCU) di Rufforth, nello Yorkshire. Mentre si trovava a Rufforth, effettuò le sue prime due sortite operative sulla Germania: il 24 luglio divenne secondo pilota dell'equipaggio di un Handley Page Halifax del No.76 RAF Squadron per un attacco su Amburgo, e tre notti dopo, sempre come secondo pilota, effettuò una nuova missione su Amburgo. Il 1° agosto effettuò il suo primo volo di conversione su un Halifax con il suo equipaggio al completo, e il 5 settembre 1943, si trasferì all'aeroporto di Breighton per unirsi al No.78 RAF Squadron del Bomber Command; fu promosso a sergente di volo lo stesso giorno e nominato ufficiale pilota il 26 settembre.

La sua prima missione operativa con il suo equipaggio fu contro un obiettivo a Montluçon, nella Francia occupata. L'11 novembre il suo aereo fu danneggiato dalla contraerea durante un raid su Leverkusen e dovette effettuare un atterraggio di emergenza alla base RAF Woodbridge. Dopo una rapida ripresa delle attività, tornarono in volo, bombardando Berlino il 22 novembre, Francoforte il 25 e Stoccarda il 26. Completò nove sortite con il No.78 RAF Squadrone fino al 15 gennaio 1944, quando fu trasferito al No.578 RAF Squadron sulla RAF Burn, nel North Yorkshire. Il 24 marzo effettuò la sua quarta incursione su Berlino, senza incidenti, e due notti dopo bombardò Essen, otenendo la promozione a sottotenente di squadriglia. La sua seconda sortita con il nuovo squadrone fu un attacco alla città di Stoccarda, in Germania. Entro il 30 marzo 1944, aveva completato sei sortite a bordo dell'Handley Page Halifax LK797 (nome in codice LK-E), che l'equipaggio aveva chiamato Excalibur.

Attacco a Norimberga

Tomba di Cyril Joe Barton presso il cimitero di Bonner Hill Road a Kingston upon Thames.

Nella notte del 30 marzo 1944, il suo aereo fu uno dei 770 mandati a bombardare la città di Norimberga, in Germania, nell'ambito della battaglia aerea di Berlino lanciata dalla RAF. Mentre si trovava a 70 miglia (110 km) dall'obiettivo, il suo bombardiere Halifax (LK797) fu gravemente colpito da due caccia notturni della Luftwaffe, uno Junkers Ju 88 e un Messerschmitt Me 210, con conseguente perforazione di due serbatoi di carburante, disattivazione della radio e della postazione di tiro della torretta posteriore, danni critici al motore interno di dritta e interruzione delle linee dell'interfono interno. In una battaglia in movimento, nonostante gli attacchi fossero persistenti e determinati, in qualità di comandante dell'aereo, riuscì, grazie alla sua abilità di pilotaggio, a seminare e sfuggire agli assalitori più veloci e agili. Tuttavia, un malinteso nelle comunicazioni di bordo, nel pieno della crisi, portò tre dei sette membri dell'equipaggio a lanciarsi con il paracadute, lasciandolo senza navigatore, bombardiere o operatore radio. Invece di tornare in Inghilterra, decise di proseguire la missione, sfidando le probabilità di ulteriori attacchi a bordo di un aereo semidistrutto, che perdeva carburante e reso inutilizzabile dalla mancanza di un equipaggio completo. Giunto sull'obiettivo, sganciò personalmente il carico di bombe e poi, mentre virava verso casa, il motore di destra, già in avaria, esplose. Successivamente, riuscì a pilotare l'aereo danneggiato per quattro ore e mezza senza alcun aiuto alla navigazione, sorvolando le difese nemiche della Germania e dell'Europa occupata, e attraversando il Mare del Nord. Mentre l'Halifax sorvolava la costa inglese all'alba, a 90 miglia a nord della sua base, il carburante si esaurì a causa della perdita dovuta ai danni subiti in battaglia. Avendo un solo motore ancora in funzione, e a trovandosi a un'altitudine troppo bassa per consentire ai membri rimanenti dell'equipaggio di lanciarsi con il paracadute, fece atterrare bruscamente il bombardiere nel villaggio di Ryhope, allontanandosi nella discesa finale dalle case e dalle gallerie della miniera di carbone. Dopo l'atterraggio di emergenza fu estratto vivo dall'aereo distrutto, ma morì per le ferite riportate nell'atterraggio prima di raggiungere l'ospedale. I tre membri rimanenti dell'equipaggio a bordo sopravvissero. Anche un uomo del posto, un minatore, morì colpito da un pezzo del relitto dell'aereo durante l'impatto al suolo. Il suo corpo fu tumulato il 6 aprile 1944 nel cimitero di Bonner Hill Road a Kingston upon Thames, tomba 6700, ed 27 giugno gli fu conferita postuma la Victoria Cross, che fu in seguito donata al Royal Air Force Museum di Hendon. L'onorificenza fu consegnata ai suoi genitori da re Giorgio VI il 5 dicembre 1944, nel corso di una apposita cerimonia tenutasi a Buckingham Palace.

Dopo la sua morte, sua madre ricevette una lettera postuma del figlio contenente il seguente passaggio: "Spero che non riceverai mai questa lettera, ma mi aspetto che la riceverai. So cosa significa "Operazioni" sulla Germania e non mi faccio illusioni al riguardo. Secondo i miei calcoli, la durata media della vita di un equipaggio aereo è di venti operazioni e noi ne abbiamo 30 da fare nel nostro primo turno. Ti scrivo per due motivi. Il primo per dirti come vorrei che venissero spesi i soldi che ho lasciato; il secondo per dirti come mi sento riguardo all'incontro con il mio Creatore. 1. Come sai, intendevo iscrivermi all'università con i miei risparmi. Bene, vorrei che venissero spesi per l'istruzione dei miei fratelli e sorelle. 2. Tutto quello che posso dire a riguardo è che sono abbastanza pronto a morire. Non mi spaventa. A volte mi sono chiesto se avessi ragione a credere in ciò in cui credo, e solo di recente ho dubitato della veridicità della Bibbia, ma nel poco tempo che ho avuto per riordinare A causa di problemi intellettuali, mi è rimasta una propensione per la Bibbia. A parte questo, però, mentre scrivo ho la convinzione interiore di una forza esterna a me stesso, e il mio cervello mi dice che non ho riposto la mia fiducia invano. Tutto ciò che mi preoccupa è che anche tu e il resto della famiglia possiate conoscerLo. Ken, so che lo conosce già. Vi raccomando il mio Salvatore. Scrivo a Doreen separatamente. Immagino che ormai avrai capito che ci amiamo molto. Bene, credo di aver detto tutto, quindi un abbraccio a papà e a tutti, il tuo affettuoso figlio Cyril ". L'attacco a Norimberga fu la sua diciannovesima missione operativa. In un'ultima lettera al fratello minore, poco prima della sua morte, scrisse: "Sono pronto a morire, la morte non mi spaventa. Non ho fatto nulla per meritare la gloria".

Onorificenze

Victoria Cross - nastrino per uniforme ordinaria
Victoria Cross
«Nella notte del 30 marzo 1944, il sottotenente pilota Barton era il comandante e pilota di un aereo Halifax incaricato di attaccare Norimberga. Quando si trovava a circa 70 miglia dall'obiettivo, l'aereo fu attaccato da uno Junkers 88. La prima raffica di fuoco del nemico rese inutilizzabile il sistema di intercomunicazione. Un motore fu danneggiato quando un Messerschmitt 210 si unì al combattimento. Le mitragliatrici del bombardiere erano fuori uso e i mitraglieri non furono in grado di rispondere al fuoco. I caccia continuarono ad attaccare l'aereo mentre si avvicinava all'area dell'obiettivo e, nella confusione causata dal guasto del sistema di comunicazione nel pieno della battaglia, un segnale fu interpretato male e il navigatore, il bombardiere e l'operatore radio lasciarono l'aereo con il paracadute. Il sottotenente pilota Barton si trovò in una situazione di grave pericolo. Il suo aereo era danneggiato, la sua squadra di navigazione era andata via e non poteva comunicare con il resto dell'equipaggio. Se avesse continuato la sua missione, sarebbe stato alla mercé dei caccia nemici quando si sarebbe trovato in controluce contro i fuochi nell'area dell'obiettivo e se avesse sopravvissuto, avrebbe dovuto affrontare un viaggio di ritorno di 4 ore e mezza con tre motori attraverso un territorio pesantemente difeso. Determinato a portare a termine l'attacco a tutti i costi, continuò a volare e, raggiunto il bersaglio, sganciò le bombe da solo. Mentre il sottotenente pilota Barton virava verso casa, l'elica del motore danneggiato, che vibrava molto, volò via. Si scoprì anche che due dei serbatoi di benzina avevano subito danni e perdevano. Il sottotenente pilota Barton mantenne la rotta e, senza ausili alla navigazione e nonostante i forti venti contrari, evitò con successo le zone di difesa più pericolose sul suo percorso. Alla fine attraversò la costa inglese a sole 90 miglia a nord della sua base. A questo punto la scorta di benzina era quasi esaurita. Prima che si potesse trovare un luogo di atterraggio adatto, i motori di sinistra si fermarono. L'aereo era ormai troppo basso per essere abbandonato con successo. Il sottotenente pilota Barton ordinò quindi ai tre membri rimanenti del suo equipaggio di prendere i loro posti di emergenza. Poi, con un solo motore funzionante, fece un coraggioso tentativo di atterrare lontano dalle case sopra le quali stava volando. L'aereo alla fine si schiantò e il sottotenente pilota Barton perse la vita, ma i suoi tre commilitoni sono sopravvissuti. L'ufficiale pilota Barton aveva precedentemente preso parte a 4 attacchi su Berlino e ad altre 14 missioni operative In una di queste, due membri del suo equipaggio furono feriti durante un determinato tentativo di localizzare l'obiettivo nonostante le terribili condizioni meteorologiche Nel completare coraggiosamente la sua ultima missione di fronte a probabilità quasi impossibili, questo ufficiale ha dimostrato un coraggio e una dedizione al dovere insuperabili.»
— 23 ottobre 1951.
1939-1945 Star - nastrino per uniforme ordinaria
1939-1945 Star
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Air Crew Europe Star - nastrino per uniforme ordinaria
Air Crew Europe Star
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Defence Medal - nastrino per uniforme ordinaria
Defence Medal
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War Medal 1939-1945 - nastrino per uniforme ordinaria
War Medal 1939-1945
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Note

Annotazioni

  1. ↑ Qui formò il suo equipaggio: sergente Len Lambert navigatore, sottotenente pilota Jack Kay operatore radio tenente pilota Wally Crate puntatore, sergente Freddie Brice mitragliere di bordo. Ad essi si unirono a Rufforth]], il sergente Maurice Trousdale ingegnere di volo, e il sergente Harry Wood, mitragliere di bordo.

Fonti

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

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