De Luna d'Aragona

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De Luna d'Aragona
Diviso: nel 1° d'argento alla mezza luna rovesciata scaccata di nero e d'argento; nel 2° scaccato dello stesso.
Stato Regno di Sicilia
Regno di Napoli
Regno delle Due Sicilie
Regno d'Italia
FondatoreOrdoño I
Data di fondazioneIX secolo

I de Luna d'Aragona sono un'antica casata dell'alta nobiltà spagnola, «una delle otto grandi casate del Regno d'Aragona», imparentatasi più volte con i sovrani di quel reame.

«La familia Luna, una de las ocho principales familias aragonesas»

Le origini spagnole

I de Luna hanno origine da Ordoño I (810 - 866), re delle Asturie e presero il nome dal possesso feudale della città di Luna, nella provincia di Saragozza nel Regno d'Aragona. Si divisero in molti rami tra cui i principali sono: "Martinez de Luna", "Lopez de Luna", "Ximenes de Luna", "Ferrench de Luna", "Sanchez de Luna".

Lapide dedicata all'antipapa Benedetto XIII, Pedro Martinez de Luna, "el papa Luna", nel castello di Peñíscola, Spagna

Ad essa appartennero molti personaggi di primo piano della storia spagnola, tra cui:

Il ramo siciliano

Si vuole portato in Sicilia da uno Ximenio o Sigismondo di Luna ai tempi di re Pietro III di Aragona e noi troviamo, sotto detto re, un Roderici rui Ximenis de Luna castellano di Castrogiovanni.

Castello de Luna a Sciacca

Il ramo calabrese

Blasco Ximenes de Luna (morto nel 1324), figlio di Lope Ferrench de Luna, fu custode delle terre di Siracusa per la Curia nel 1283 e si trasferì in Calabria, dove nel 1314 venne investito della signoria feudale di Grotteria, con Siderno, Martone, San Giovanni, Mammola e terre annesse e di metà del feudo di Ragusia (attuale Gioiosa Jonica)

Questo ramo si estinse con donna Francesca de Luna d'Aragona, sposa nel 1689 di don Fabrizio Amato di Grotteria, barone della Corrija di Badolato.

Un altro ramo dei de Luna d’Aragona si trasferì in Calabria nella seconda metà del 1500 provenendo da Napoli. Il primo che viene citato é Bernardino de Luna d’Aragona che fu mandato come amministratore regio. Risiedette stabilmente a Cosenza ma periodicamente si recava nei feudi dei Sanseverino e dei Carafa come Paola, Belvedere e Diamante. Anche i figli di Bernardino risiedettero a Cosenza ma successivamente tornarono a Napoli. Dopo circa 30 anni i figli di Alfonso de Luna d’Aragona, del ramo napoletano dei Principi di Pascarola, il quale aveva sposato Lucrezia Carafa dei Principi di Belvedere, da Napoli si trasferirono a Belvedere per coadiuvare i Carafa nella amministrazione dei feudi calabresi. Verso il 1630 il Principe Carafa decise di trasformare la terra dove sorgeva quella che all’epoca era denominata Torre del Diamante in un vero e proprio borgo con una importante attività commerciale e portuale. Fu proprio in questi anni che questo ramo dei de Luna d’Aragona si stanziò definitivamente a Diamante, con il compito di rendere possibile dal punto di vista amministrativo e legale questa trasformazione. Da allora questo ramo dei de Luna è ancora presente a Diamante con varie ramificazioni.

Il ramo napoletano

Un altro ramo si estinse nella famiglia di origine spagnola dei Sanchez, con donna Catalina (Caterina) de Luna d'Aragona, sposa di don Alonso III Sanchez de Luna, patrizio napoletano, creato marchese di Grottole. Successivamente la famiglia ottenne il ducato della "Villa di Santo Arpino".
La famiglia dei principi De Luna è stata proprietaria del regio casale di Piscinola a Napoli, in via Madonna delle Grazie angolo via Piscinola Marianella c'è ancor oggi il palazzo di famiglia con all'entrata lo stemma visibile sia sul lato destro sia sul sinistro, impresso su due colonne di granito d'altezza di circa un metro. Inoltre annessa al manufatto vi è la cappella di famiglia e in Piazza Tafuri verso via Aquarola esiste un'altra loro proprietà.

Baroni (1564) poi marchesi di Grottole (1574)

Estinzione della linea maschile

Baroni (1607) poi duchi di Sant'Arpino (1678)

Il ramo si origina da Giovanni, figlio secondogenito di Alonso III, I marchese di Grottola

Estinzione della linea maschile

Stemma

Diviso, nel 1° d'argento, con una mezza luna riversata a scacchi d'argento e di nero; nel 2° scaccato del primo e del secondo. Corona e manto di duca.

Alias, nel 1° di rosso, con una mezza luna riversata a scacchi d'oro e di nero; nel 2° scaccato d'oro e di nero. Corona e manto di duca.

Arma dei de Luna nelle mura del castello di Peñíscola, Spagna
Stemma del Papa Luna nel castello di Peñíscola, Spagna

Note

  1. ↑ Pinson, Steve "The Tristan de Luna Expedition".
  2. ↑ Biagio Aldimari, Memorie historiche di diverse famiglie nobili, così Napoletane come Forastiere ..., Napoli, Stamperia di Giacomo Raillard, 1691, p. 367. URL consultato il 17 gennaio 2019.
  3. ↑ ItaliaInformazioni | Ritratto di tre donne siciliane del Rinascimento. Intervista di SiciliaInformazioni allo storico Salvatore La Monica, su italiainformazioni.com.
  4. ↑ Vedi tra gli altri: Mario Pelicano Castagna, Storia dei feudi e dei titoli nobiliari in Calabria, vol. III, ad vocem "Feudo di Grotteria", Catanzaro, 1990, pag. 331-332.
  5. ↑ Cfr. : Testamento del reverendo sacerdote e parroco di San Giorgio in Grotteria, don Giovan Battista Amato, depositato presso notar Fortunato Tavernese il 13 maggio 1770, pubblicato integralmente in Domenico Lupis Crisafi, Cronaca di Grotteria, Gerace Marina, 1887, ristampa, 1982, pagg. 192-197
  6. ↑ Il ruolo delle famiglie in Calabria, Amato pag. 39 .
  7. ↑ Giovanni Celico, Diamante: la città, il territorio, la sua gente, 1981.
  8. ↑ Vedi tra gli altri: Dell'Aversana A. -Brancaccio F., "I Sanchez De Luna d'Aragona feudatari di S. Arpino", 1997.

Bibliografia

Voci correlate

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