De plantis

De plantis
Titolo originaleΠερὶ φυτῶν
Perì phytòn
AutorePseudo-Aristotele
1ª ed. originaleIII secolo a.C.
Generebotanica
Lingua originalegreco antico
Serie'Corpus Aristotelicum'

Sulle piante (in greco: Περὶ φυτῶν; latino: De plantis) è un trattato botanico incluso nel Corpus di Aristotele ma generalmente considerato spurio. Esso descrive la natura e le origini delle piante.

Struttura

Il trattato si ritiene, oggi, scritto dallo storico e filosofo Nicola di Damasco nel I secolo a.C.. Si tratta della traduzione greca di una traduzione latina, condotta a sua volta su una traduzione araba di una traduzione siriaca.

Esso inizia procedendo dall’intuizione comune alla ricerca scientifica e sistematica, secondo uno schema tipicamente aristotelico:

«La vita si osserva negli animali e nelle piante, ma essa negli animali si manifesta in modo evidente e chiaro, mentre nelle piante è tenuta nascosta e non è altrettanto palese. È necessario pertanto, preliminarmente, avviare un'estesa indagine per trovarne la conferma. L'indagine consiste nel chiedersi se le piante hanno un'anima oppure no, se possono provare desiderio, dolore, piacere, e se sanno discernere .»

L'opera è divisa in due parti, o meglio, libri. La prima parte discute la natura della vita delle piante, il sesso nelle piante, le parti delle piante, la loro struttura e classificazione, la composizione e i loro prodotti, i metodi di propagazione e fecondazione, i cambiamenti e le variazioni. La seconda parte descrive le origini della vita vegetale, il loro materiale, gli effetti delle condizioni esterne e del clima sulle piante, le piante acquatiche e di terra, gli effetti della località, il parassitismo, la produzione di frutti e foglie, i colori e le forme, i frutti e loro sapori.

Edizioni

Nel XII secolo, Alfredo di Sareshel realizzò una traduzione commentata dall'arabo al latino, che fu utilizzata dal Savonarola nel trattato De doctrina Aristotelis. All'epoca esistevano anche traduzioni in ebraico e in siriaco, mentre Sant'Alberto Magno sviluppò il trattato in un De vegetalibus di cui Sareshel realizzò una versione commentata. Gli altri due commenti provengono da Pietro d'Alvernia e da Adamo di Buckfield.

Note

  1. ↑ 815a-829b della edizione Bekker.
  2. ↑ M.F. Ferrini, Introduzione, in [Aristotele] Le piante, Introduzione, traduzione, note e apparati, Milano, Bompiani, 2012, pp. 8-9.
  3. ↑ 815a.
  4. ↑ La presenza di florilegi aristotelici e testi enciclopedici nel "De doctrina Aristotelis" di Girolamo Savonarola, su spicae-cahiers.irht.cnrs.fr. URL consultato il 31 dicembre 2020 (archiviato l'11 aprile 2018).
  5. ↑ Luciana Repici, Le piante hanno anima? Il De plantis pseudo-aristotelico e la tradizione antica, su culturaclassica.ch, Liceo Cantonale di Bellinzona, 26 maggio 2009. URL consultato il 31 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale il 30 dicembre 2013).
  6. ↑ Theo Stammen e Wolfgang E. J. Weber, Wissenssicherung, Wissensordnung und Wissensverarbeitung, Colloquia Augustana, n. 18, Walter de Gruyter, 2011, p. 306, ISBN 9783050055824, OCLC 873846839.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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