L'angelo azzurro (Der blaue Engel) è un film del 1930 diretto da Josef von Sternberg, tratto dal romanzo Professor Unrat di Heinrich Mann, romanzo che si segnala per la sua aspra e immediata efficacia narrativa ed espressiva e che ha suscitato l'interesse di sociologi e studiosi, oltre che degli psicoanalisti.
Proiettato per la prima volta a Berlino il 1º aprile 1930, il film narra la tragica storia del professor Rath, rispettabile insegnante di un ginnasio di provincia, che si innamora di una cantante di varietà, impersonata da Marlene Dietrich, attrice che con questa opera troverà la sua consacrazione, riscattando così una già lunga, ma poco brillante, carriera svolta in precedenza.
Immanuel Rath, attempato professore di ginnasio in una cittadina tedesca (gli studenti con un gioco di parole lo chiamano Professor Unrat, professor Sporcizia), è votato ad un'onorevole carriera nell'insegnamento. Un giorno, a lezione, scopre ai suoi alunni una cartolina che raffigura la bella e provocante cantante Lola Lola, che si esibisce nel locale cittadino "Der Blaue Engel" (L'angelo azzurro).
L'insegnante, mosso da intenti pedagogici, decide di indagare e vi si reca. Non appena i suoi studenti lo vedono arrivare vengono nascosti da Lola, con cui stanno facendo i galanti. Il professore conosce così Lola: la sua avvenenza, i suoi modi e un certo fascino di artista lo fanno innamorare di lei. Una sottoveste della donna che gli alunni infilano a sua insaputa nel suo pastrano e l'intrigante direttore della compagnia Kiepert conducono Rath ad assistere visibilmente compiaciuto allo spettacolo della cantante e a passare la notte con lei.
Da questo momento in poi nulla sarà più come prima: il docente, ridicolizzato in classe dai suoi allievi e richiamato dal preside del liceo in cui lavora, sceglie di abbandonare l'insegnamento per sposare Lola. Rath segue la moglie nelle sue tournée ma, dopo gli entusiasmi iniziali, è sempre più deluso da questa vita e vorrebbe ritornare a quello che era prima, anche se è incapace di compiere il suo proposito.
Esaurite nel giro di qualche tempo le sue disponibilità economiche, Rath è costretto a diventare clown nella compagnia, che dopo qualche anno riapproda nella città natale del protagonista, proprio all'Angelo azzurro. Kiepert, che è anche prestigiatore, ben conoscendo la curiosità della gente, non si lascia sfuggire l'occasione di riempire il locale grazie all'attrazione del professore-pagliaccio Immanuel Rath, che viene costretto a subire l'umiliazione di esibirsi in un numero davanti ai suoi concittadini.
Allo stesso tempo Rath si accorge che un altro artista, Mazeppa, ha gioco facile con la licenziosa moglie Lola e nel mezzo del numero li scopre appartati: sopraffatto dall'ira, cerca di strangolare la showgirl ma viene fermato e rinchiuso in una camicia di forza. Dopo esserne stato liberato, il professor Rath fugge dall'Angelo azzurro e si rifugia nella sua vecchia scuola, dove muore aggrappato alla cattedra della sua classe.
Il romanzo, arrivato da noi solo nel 1953 come L'angelo azzurro e poi nel 91 intitolato Il professor Unrat, vede come protagonista soprattutto quest'ultimo mentre il ruolo di Lola-Lola, per quanto importante, è un po' più defilato.
Il romanzo si conclude in maniera che si può definire brusca. Infatti, al contrario del finale del film estremamente drammatico, termina con i due protagonisti che vengono arrestati e portati via su una camionetta perché lui ha tentato di strangolare un ex amante della donna (nel film tenta di uccidere lei) per poi rubargli il portafoglio con cui l'uomo, a patto che tornasse ad essere l'amante di lei, si era offerto di ricoprire tutti i numerosi debiti che i due avevano fatto inseguendo uno stile di vita estremamente dispendioso che non potevano permettersi.
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