Diadumeniano

Diadumeniano
Busto di Diadumeniano in abiti militari (Musei Vaticani, Città del Vaticano)
Imperatore romano
In carica8 aprile 217 –
giugno 218
PredecessoreMacrino
SuccessoreEliogabalo
Nome completoMarcus Opellius Antoninus Diadumenianus
Altri titoliCesare nell'aprile del 217 e dal 218 Augusto
Nascita14 settembre 208
MorteZeugma, giugno 218
DinastiaMacrini
PadreMacrino

Marco Opellio Antonino Diadumeniano (in latino Marcus Opellius Antoninus Diadumenianus; 14 settembre 208 – Zeugma, giugno 218) è stato un imperatore romano, figlio dell'imperatore Macrino.

Nome e titolatura

Il nomen Opellius (in età più antica Opeillius o Opilius) è attestato, prima di Macrino, soltanto su lapidi sepolcrali di Praeneste e su bolli di laterizi e lucerne: era dunque un gentilizio praticamente sconosciuto.

Il nome originario era Marcus Opellius (attestato in CIL XV, 7505, dove compare in forma abbreviata c. p., poiché il padre aveva ricevuto gli ornamenta consularia). Dopo l'assunzione del nome Antoninus divenne Marcus Opellius Antoninus Diadumenianus: come Severus per il padre, Antoninus per il figlio, nel richiamo alla dinastia severiana.

Dall'autunno del 217 fino alla fine di maggio del 218 portò i titoli di nobilissimus Caesar (titolo che con lui compare per la prima volta) e di princeps iuventutis; talvolta è attestata anche la formula Aug(usti) n(ostri) filius. Titolature di questo tipo sono documentate da un'ampia serie di iscrizioni, distribuite in quasi tutte le province e da emissioni monetali. Dopo la proclamazione ad Augusto, verso la fine di maggio del 218, dovette portare il titolo imp(erator) Caes(ar) …; di questa titolatura non si conoscono attestazioni epigrafiche, ma solo un papiro (Lond. Pap. II 93, n. 351) e un ostrakon (Pap. Leipz. I, 1906, p. 217, n. 79).

Biografia

Nascita e titolo di Cesare

Secondo Cassio Dione Diadumeniano nacque il 14 settembre 208, mentre secondo la Vita Diadumeni dell'Historia Augusta la nascita cadde il 19 settembre. Era figlio del futuro imperatore Macrino e di una madre non nota (la Vita lo associa a Nonia Celsa); il luogo di nascita è ignoto.

Quando nel 217 suo padre si nominò imperatore, Diadumeniano fu nominato "Cesare" ed erede. Il conferimento del titolo avvenne dopo la conclusione della guerra partica e il ritorno di Macrino ad Antiochia, a Zeugma sull'Eufrate; contestualmente gli fu fatto assumere il popolare nome di Antoninus.

La rivolta di Eliogabalo e la fine

Quando il 16 maggio 218 scoppiò a Rafanea l'ammutinamento contro Macrino e il quattordicenne Eliogabalo fu acclamato imperatore dalle legioni della Siria, Macrino fece proclamare Augusto il figlio ad Apamea.

Diadumeniano ebbe quindi poco tempo per godere della sua posizione. Quando Macrino fu sconfitto dagli insorti nella battaglia di Antiochia, l'8 giugno 218, cercò la fuga e inviò il figlio, accompagnato da Epagato e da pochi altri, presso il re dei Parti Artabano IV. A Zeugma un centurione, Claudio Pollione, catturò Diadumeniano. La notizia sconvolse a tal punto Macrino che questi, nella condizione di fuggiasco in cui si trovava, tentò di porre fine alla propria vita gettandosi da un carro (Dione LXXVIII, 40, 1; la Vita Macrini, 10, 4, riporta l'episodio in modo inesatto). Macrino fu comunque catturato e giustiziato, e Diadumeniano fu decapitato; secondo la tradizione la sua testa fu presentata come trofeo a Eliogabalo.

Fonti

Le fonti principali sono Cassio Dione ed Erodiano. Secondo la Historia Augusta, Diadumeniano emulò il padre in quanto a tirannia, incitandolo a non risparmiare nessuno di quelli che potevano opporglisi o che tramavano contro di loro; la Vita Diadumeni è tuttavia giudicata dalla critica "così priva di valore" da essere ritenuta non meritevole di indicazioni bibliografiche specifiche, e la sua cronologia è erronea.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 (DE) Friedrich Münzer, Opellius, in Paulys Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft, XVIII, 1, Stoccarda, 1939, pp. 539-540.
  2. ↑ Ad esempio CIL II, 4789, CIL III, 3714, CIL VIII, 4598, CIL X, 7280, CIL XI, 6116, CIL XII, 5828, CIL XIII, 7379, CIL XIV, 4393.
  3. ↑ Cassio Dione, LXXVIII, 20, 1; 34, 2; Vita Diadumeni, 5, 5.
  4. ↑ Dione LXXVIII, 17, 1; 19, 1; 40, 1; Erodiano, V, 4, 12.
  5. ↑ Dione LXXVIII, 39, 1.

Bibliografia

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