Diocesi di Chalon

Diocesi di Chalon
Dioecesis Cabillonensis
Chiesa latina
Suffraganea dell'arcidiocesi di Lione
 
StatoFrancia
Parrocchie220 (nel 1772)
 
ErezioneIV secolo
Soppressione29 novembre 1801
territorio unito alla diocesi di Autun
Ritoromano
CattedraleSan Vincenzo
Dati dall'Annuario pontificio (ch · gc?)
Chiesa cattolica in Francia
Il palazzo dell'antica abbazia di La Ferté.
L'abbazia di San Filiberto di Tournus.

La diocesi di Chalon (in latino Dioecesis Cabillonensis) è una sede soppressa della Chiesa cattolica.

Territorio

La diocesi comprendeva parte della Borgogna ed era delimitata dalle diocesi di Mâcon, di Autun e di Langres e dalle arcidiocesi di Besançon e di Lione. Appartenevano a Chalon anche tre enclavi nella diocesi di Langres. La maggior parte del territorio era compreso nell'attuale dipartimento della Saona e Loira, mentre una porzione minore, comprese le enclavi, appartenevano all'odierno dipartimento della Côte-d'Or.

Sede vescovile era la città di Chalon (l'odierna Chalon-sur-Saône), dove fungeva da cattedrale la chiesa di San Vincenzo.

Nel 1772 la diocesi racchiudeva 220 parrocchie, suddivise in 4 arcidiaconati, già censiti nel XII secolo, e 16 arcipresbiterati, attestati solo a partire dal 1670:

Alla fine del Settecento nel territorio diocesano si trovavano cinque abbazie maschili e 2 femminili: le abbazie benedettine di San Pietro a Chalon e di Lancharre; l'abbazia dei canonici regolari di Tournus; le quattro abbazie cistercensi di Cîteaux, casa madre dell'ordine, di La Ferté, di Maizières e di Molaise.

Storia

Secondo la tradizione, ricordata dal Martirologio Romano alla data del 4 e del 15 settembre, all'epoca dell'imperatore Antonino Pio a Chalon subirono il martirio san Marcello e san Valeriano. In una lettera pastorale del 1790, il vescovo Jean-Baptiste du Chilleau ricordava come la sua Chiesa, nata con il sangue dei martiri Marcello e Valeriano, fosse per anzianità la seconda di Francia.

La diocesi è documentata per la prima volta verso la metà del IV secolo; il vescovo Donaziano, la cui attribuzione alla sede di Chalon è tuttavia contestata, sottoscrisse, durante lo peudo-concilio di Colonia del 346, il documento di adesione alla decisione del concilio di Sardica a favore di sant'Atanasio. Lo storico Sidonio Apollinare menziona due vescovi nella seconda metà del V secolo, Paolo e Giovanni, che molti storici considerano essere i primi vescovi della Chiesa di Chalon.

Il castrum Cabillonensis faceva parte della provincia romana della Gallia Lugdunense prima; la sua diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Lione, sede metropolitana provinciale.

Chalon fu sede di 12 concili tra il 470 e il 1073. Tra questi si ricordano in particolare: il concilio del 647/649, che promulgò una ventina di canoni sulla disciplina ecclesiastica; quello dell'813, che impose l'obbligo di creare scuole per i chierici, vietò di ribattezzare più volte i penitenti ed impose a tutti i monaci la regola di san Benedetto; il concilio dell'886, che cercò invano di riconciliare i principi carolingi.

Attorno al 1090 fu iniziata la costruzione della cattedrale, dedicata a san Vincenzo di Saragozza, che fu definitivamente ultimata nel XVI secolo.

Originariamente il capitolo della cattedrale aveva diritto alla nomina dei vescovi, Hugues de Corraboeuf nel 1333 fu il primo vescovo nominato dal papa. Questo cambiamento comportò la nomina a vescovo del clero della Corte del re di Francia o del duca di Borgogna o della Corte pontificia, che talvolta conservò i propri incarichi e non risiedette in diocesi; inoltre il clero locale fu praticamente escluso dall'accesso all'episcopato.

Tra i vescovi di Chalon si ricordano Uberto (o Ucberto), che fu ambasciatore di Carlo Magno a Roma, e lo scrittore Pons de Thiard de Bissy, che fu vescovo dal 1578 al 1594.

Nel 1620, durante l'episcopato di Cyrus de Thiard, fu pubblicato l'Officia propria sanctorum insignis ecclesiae cathedralis Cabilonensis et ejus dioecesis, che segna l'inizio dell'adozione del rito romano nella diocesi in sostituzione di quello gallicano. Si deve al vescovo Jean de Maupeou la fondazione del seminario diocesano nel 1675; il seminario minore fu eretto a Tournus nel 1688.

La diocesi fu soppressa in seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 e il suo territorio incorporato in quello della diocesi di Autun.

Un nuovo concordato, stipulato nel giugno 1817, e la successiva bolla Commissa divinitus, prevedevano la restaurazione della diocesi; ma il nuovo accordo non entrò mai in vigore, perché non ratificato dal parlamento di Parigi. La diocesi non venne mai più restaurata.

Dal 19 luglio 1853 ai vescovi di Autun è concesso di aggiungere al proprio titolo quello di "vescovi di Chalon".

Cronotassi dei vescovi

Note

  1. 1 2 Gras, DHGE, col. 297.
  2. ↑ Gras, DHGE, col. 298.
  3. 1 2 Besnard, op. cit., p. 450.
  4. ↑ Chronica minora, collana Monumenta Germaniae Historica, I, p. 555 (archiviato dall'url originale il 15 luglio 2015).
  5. ↑ Gras, op. cit., col. 299.
  6. ↑ Officia propria sanctorum insignis ecclesiae cathedralis Cabilonensis et ejus dioecesis, 1748ª ed..
  7. ↑ Non è da tutti ammesso questo vescovo; alcuni autori e storici vedono in questo Donaziano l'omonimo santo di Châlons; cfr. Besnard, op. cit., pp. 467-468.
  8. ↑ Menzionato come predecessore di Giovanni da Sidonio Apollinare, il quale scrive che «postquam iunior episcopus Paulus discesserat decesseratque», ad indicare che Paolo avrebbe lasciato l'episcopato in giovane età e sarebbe morto poco dopo. Il documento di Sidonio Apollinare è databile al 470 o poco dopo. Il termine iunior utilizzato da questo autore ha erroneamente indotto Gallia christiana e tutti gli autori che ne dipendono a sdoppiare il vescovo Paolo introducendo nel catalogo episcopale di Chalon un Paulus senior. Cfr. Duchesne, op. cit., p. 192 e nota 1; Besnard, op. cit., p. 468. Quest'ultimo autore ritiene che la morte di Paolo sia avvenuta attorno al 448 o 449, e che la sede sia rimasta vacante per diversi anni, in concomitanza con l'invasione dei Burgundi.
  9. ↑ Inserito da Gallia christiana nella sua cronotassi. Un san Tranquillo era celebrato, assieme ad altri sette santi vescovi di Chalon, il 30 aprile (ancora nel proprium del 1620); un santo vescovo con questo nome è menzionato in un catalogo episcopale che era conservato nella cattedrale di Chalon. Cfr. Duchesne, op. cit., pp. 191-192; Besnard, op. cit., pp. 473-474. Gras lo esclude decisamente dalla cronotassi di Chalon come vescovo apocrifo.
  10. ↑ Nel 1851 fu scoperta, nei pressi di Chalon-sur-Saône, una lapide con un'iscrizione che menziona un Iamlychus episcopus. Sia Duchesne (p. 193) che Besnard (pp. 470-473) ipotizzano una sua collocazione dopo Giovanni e prima di Silvestro. Secondo Gras potrebbe identificarsi con l'Amblacus menzionato nel catalogo della cattedrale di Chalon dopo Desiderato.
  11. ↑ Questo vescovo è rigettato da Besnard (op. cit., pp. 474-475) e da Gras (op. cit., coll. 297 e 298).
  12. ↑ La cronologia di Agricola è stabilita da Gregorio di Tours, che lo dice morto nel 580 e che avrebbe governato la sua Chiesa per 48 anni.
  13. ↑ Menzionato da Gallia christiana, ma per escluderlo dalla cronotassi di Chalon. Secondo Duchesne, Wadelino, ricordato nelle Gesta episcoporum Antissiodorensis, potrebbe essere vescovo di Chalon, ma non v'è certezza. Cfr. anche Besnard, op.cit., p. 470, nota 4. Secondo Gras (op. cit., col. 298) Wadelino era un vescovo che possedeva dei beni a Chalon, ma che non necessariamente era vescovo di Chalon.
  14. ↑ Menzionato nella vita di san Grato come suo immediato predecessore.
  15. 1 2 3 Menzionato nel catalogo della cattedrale di Chalon, non ha riscontri documentari.
  16. ↑ Warnulfo fu realmente un vescovo (cfr. Duchesne, op. cit., p. 195, nota 9.), ma la sua qualifica di "vescovo di Chalon" è dovuta ad un falso di papa Agapito II (X secolo). L'antico catalogo lo inserisce prima di Fova (cfr. Gras, op. cit., col. 298).
  17. ↑ Menzionato nel catalogo della cattedrale di Chalon, non ha riscontri documentari. Secondo Gras (op. cit., col. 298), Axoranus è solo una lettura errata per Ardradus; la tradizione lo ha erroneamente trasformato in un vescovo diverso e distinto dal precedente Ardrado.
  18. ↑ Un vescovo Ugo è menzionato dal catalogo della cattedrale dopo Frotgario.
  19. ↑ Esiste una lettera di papa Callisto II del 15 dicembre 1120 indirizzata a G. Cabilonensem. Il vescovo G. potrebbe essere Gualterius o il successivo Gothaldus. Cfr. Gallia christiana, col. 891.
  20. ↑ Gallia christiana, col. 892.
  21. ↑ Contravvenendo alle disposizioni di papa Pio VII contenute nella bolla Qui Christi Domini, monsignor du Chilleau, fuggito in Svizzera, non diede le dimissioni nel 1801, ma solo nel 1816.

Bibliografia

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