Il dirottamento aereo è un'azione illegale che consiste nell'assumere il controllo di un aeroplano non di proprietà. Il fenomeno è altrimenti noto come pirateria aeronautica o pirateria aerea, mentre coloro che lo mettono in atto sono a volte noti come pirati del cielo o pirati dell'aria. Con l'espressione "dirottamento" in italiano a volte si indica anche la diversione dell'aeromobile verso un aeroporto alternato, indicata in inglese come diversion, termine che in italiano viene tradotto appunto come dirottamento, creando confusione con l'azione criminale, che in inglese è invece chiamata hijack.
Nella maggioranza dei casi, il pilota viene costretto a volare in conformità agli ordini dei dirottatori.
In alternativa, i dirottatori assumono personalmente il controllo del velivolo. È stato questo il caso di quelli che sono probabilmente i più celebri e catastrofici dirottamenti aerei di sempre, quelli degli attacchi al World Trade Center e al Pentagono dell'11 settembre 2001; secondo la ricostruzione del governo americano, i 19 dirottatori coinvolti presero lezioni di volo, se non addirittura un brevetto, o furono selezionati da al-Qāʿida, l'organizzazione terroristica che realizzò gli attentati, anche per le loro conoscenze in fatto di pilotaggio di aeromobili.
Tra i mezzi per impedire tale esito, la Repubblica federale tedesca ha prefigurato nel 2005 - con il c.d. Luftsicherheitsgesetz (§ 14, co. 3) - la possibilità dell’abbattimento da parte dell’Aviazione militare di un aereo civile sequestrato da dirottatori che potrebbero utilizzarlo come arma contro la popolazione. Nel febbraio 2006, però, la norma è stata parzialmente caducata dalla Corte costituzionale federale tedesca: i giudici hanno ritenuto incostituzionale la norma, nella parte in cui autorizzava l’utilizzo della forza mortale da parte dell’Aviazione militare contro l’aereo civile c.d. «Renegade», che avesse a bordo persone «estranee al fatto».
Vi è stato almeno un caso di volo dirottato dal proprio comandante: nell'ottobre 1998, un volo di Air China da Pechino a Kunming nello Yunnan si diresse su Taiwan dopo che il comandante aveva minacciato di mandare il mezzo a schiantarsi se gli altri membri dell'equipaggio lo avessero ostacolato.
Esiste un caso, invece, in cui il dirottamento è stato compiuto dal primo ufficiale: il 17 febbraio 2014 il volo ET702 dell'Ethiopian Airlines, operato con un Boeing 767 partito da Addis Abeba alle 0:30 ora locale (le 22:30 in Italia) e diretto a Roma con 193 passeggeri a bordo, fra cui 140 italiani, mentre sorvolava il Sudan, è stato dirottato a Ginevra dal copilota, un trentunenne etiope che voleva chiedere asilo politico in Svizzera perché si sentiva minacciato nel suo paese. All'arrivo a Ginevra, avvenuto alle 6 del mattino, il copilota ha tentato di calarsi con una corda dal finestrino della cabina di pilotaggio ma è stato bloccato ed arrestato, rischiando 20 anni di carcere per sequestro di persona. Un testimone ha raccontato che i passeggeri a bordo avevano temuto un'avaria e che un messaggio in un inglese incerto aveva intimato loro di indossare le maschere per l'ossigeno. L'aeroporto di Ginevra è stato chiuso e i passeggeri sono stati fatti scendere uno alla volta senza bagagli e senza gli indumenti, depositati nelle cappelliere. Sono stati fatti salire su alcuni bus e sono stati consegnati loro coperte, panini e bibite. I passeggeri hanno potuto riprendere i bagagli a metà pomeriggio, dopo essere stati interrogati dalla polizia locale, poi sono stati fatti salire su due autobus messi a disposizione dalla compagnia etiope, che li hanno riportati a casa.
Quattro sono stati invece i tentativi di dirottamento falliti:
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