| Distretto di Angera | |||||
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| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Angera 1265 abitanti (1805) | ||||
| Dipendente da | Dipartimento del Verbano Dipartimento d'Olona (dal 1798) | ||||
| Suddiviso in | 12 comuni (28 dal 1798) | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Distretto | ||||
| Organi deliberativi | Municipalità | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | 1797 | ||||
| Causa | Invasione napoleonica | ||||
| Fine | 1801 | ||||
| Causa | Proclamazione della Repubblica Italiana | ||||
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Il distretto di Angera era il nome di un distretto ideato dal governo giacobino della Repubblica Cisalpina nel dipartimento del Verbano, e nel dipartimento d'Olona dopo il colpo di Stato del 1798.
La Costituzione della Repubblica Cisalpina progettò un nuovo ordinamento degli enti locali lombardi, partendo dal presupposto di una nuova geografia basata su una razionalizzazione illuministica anziché sul retaggio di secoli di storia. La funzione dei distretti, che andavano a sostituire l'istituto plurisecolare della pieve, sarebbe divenuto quello di svolgere le più alte funzioni municipali nelle aree di notevole parcellizzazione comunale.
Nell'area nordoccidentale milanese, l'antichissima pieve di Angera fu lasciata invariata, ma venne riportata sotto Varese riproponendo l'innovativa riforma di Giuseppe II di pochi anni prima. Il distretto venne classificato col numero 11.
Definito dalla legge 6 germinale anno VI, l'ente non riuscì ad avere una vera applicazione fino al colpo di Stato militare che rovesciò il primo governo giacobino sostituendolo con uno più finalizzato ad ottenere risparmi per la guerra. Il distretto di Angera, riportato sotto Milano sempre col numero 14, fu smoderatamente ampliato inglobando metà di quella che era stata la pieve di Brebbia, per un totale di 10.300 abitanti.
Dopo un solo anno l'invasione austriaca travolse comunque tutto ristabilendo in pieno comuni e vecchie pievi. Anche quando l’anno successivo, il 1800, prontamente tornarono i francesi, si preferì a questo punto mantenere provvisoriamente le autorità locali in essere fino a che nel 1801 questo livello amministrativo venne definitivamente superato a favore dei cantoni. Nel caso specifico, inoltre, gran parte del territorio del distretto fu innovativamente spostato, non senza proteste, nel dipartimento del Lario.
I comuni inizialmente ricompresi furono gli stessi della pieve.
Dopo il golpe l’elenco fu allungato con quindici comuni brebbiesi, ossia Bardello, Olginasio, Barza con Monteggia, Cadrezzate, Osmate, Comabbio, Ternate con S. Sepolcro, Varano, Corgeno, Monate, Travedona, Bregano, Biandronno, Brebbia, Bogno.