Domenico Barsocchini (Pieve San Paolo, 2 novembre 1777 – Lucca, 27 agosto 1862) è stato un presbitero, storico e archivista italiano.
Figlio di Ippolito Barsocchini e Margherita Banducci, Domenico Baroscchini nacque nel 1777 a Pieve San Paolo, frazione di Capannori. Frequentò il seminario di San Michele a Lucca e, ordinato presbitero da Filippo Sardi il 21 marzo 1801, coadiuvò lo zio Guseppe Barsocchini nella gestione della chiesa di San Concordio di Moriano.
Nel 1818 fece parte di una Commissione ecclesiastica per il riordino del demanio nominata dal Granducato e dall'Arcidiocesi. Nel 1826 venne chiamato dal duca Carlo Ludovico per partecipare ad una commissione nominata per la sistemazione del patrimonio ecclesiastico come disposto da Papa Pio VII in un breve del 1820. Nondimeno, fu impegnato anche in incarichi civili e nel 1835 ricevette l'incarico di ordinare gli Archivi degli Atti notarili e giudiziari.
Barsocchini dedicò gran parte della sua vita alla ricerca archivistica e all'esame paleografico. Esplorò metodicamente gli archivi lucchesi (in particolare l'Archivio Arcivescovile), trascrivendo e commentando una mole immensa di pergamene e contratti medievali risalenti sia all'epoca longobarda che a quella carolingia. I suoi studi si rivelarono fondamentali per la ricostruzione della storia ecclesiastica, civile e documentaria del territorio di Lucca.
Eletto membro della Reale Accademia Lucchese, di cui divenne vicepresidente, fu scelto per proseguire l'opera di Domenico Bertini, che, prima della morte nel 1836, aveva iniziato a trascrivere le pergamene conservate negli Archivi ecclesiastici lucchesi, curando ben tre volumi per le Momorie e documenti per servire all'istoria del Ducato di Lucca. Barsocchini portò avanti l'opera, ricostruendo nei tre volumi del quinto tomo la storia ecclesiastica lucchese dal VII secolo all'XI.
Morì a Lucca nel 1862, quattro anni dopo essere stato insignito dell'Ordine di San Giuseppe dal Granducato di Toscana.