Domenico Brancale

Domenico Brancale (Sant'Arcangelo, 1976) è un poeta italiano, autore di versi in italiano e in dialetto lucano e attivo anche come traduttore e performer.

Biografia

Nel 1996 si è trasferito a Salerno, dove si è iscritto prima alla facoltà di giurisprudenza e poi a quella di lettere. Ha poi abbandonato gli studi e ha lavorato come scaricatore di pesce al porto, come cameriere e infine come restauratore in diverse città italiane.

Nel 1997 ha conosciuto il poeta statunitense John Giorno, con il quale ha stretto un'amicizia, ha viaggiato in Lucania e ha collaborato come traduttore e come performer. Negli anni successivi è stato vicino allo scultore Giacinto Cerone. Vive a Venezia.

La sua produzione poetica è sia in lingua italiana sia in dialetto lucano. Ha esordito nel 2001 con Cani e porci. Sono seguiti L'ossario del sole (2007), con una nota di Michele Ranchetti, Controre e incerti umani (entrambi del 2013), e Per diverse ragioni (2017), con una nota di Alberto Manguel. Nel 2022 è uscito Dovunque acqua sia voce, con acquerelli di Miquel Barceló. Con questo libro ha vinto nel 2023 il Premio Napoli per la poesia e il Premio Lorenzo Montano per l'opera edita, ex aequo con Giorgiomaria Cornelio. I suoi testi in dialetto sono raccolti in Scannaciucce (Mesogea, 2019), a cura di Christian Sinicco.

Ha scritto testi per cataloghi di artisti, tra cui Emilio Vedova, Miquel Barceló, Antonio Violetta, Simone Pellegrini, Sophie Ko e Joel-Peter Witkin. Dal 2003 pubblica libri d'artista in collaborazione con pittori e incisori. Tra questi c'è la serie di quaderni Congiungimenti, iniziata con Hervé Bordas nel 2010.

Tra gli autori da lui tradotti figurano Antonin Artaud, Jean Daive, Henri Michaux, Jacques Roubaud e Claude Royet-Journoud.

Con Anna Ruchat cura due collane di FinisTerrae/Ibis: «Le Meteore», dedicata alla poesia straniera, e «Rive dell'Altro», dedicata ai carteggi di Paul Celan. Per la Galerie Bordas di Venezia cura le edizioni «Prova d'Artista».

Accanto alla scrittura svolge un'attività di performance dedicata alla voce, con lavori presentati tra l'altro al Palais de Tokyo di Parigi (Langue brûlée, 2014), a Matera (2019) e alla Galleria de' Foscherari di Bologna (Non dire a sordo, 2022).

Critica

Sulla sua opera sono intervenuti, tra gli altri, Attilio Lolini, Alberto Manguel, Davide Rondoni, Tommaso Di Dio, Rubina Giorgi e Franco Loi.

Recensendo L'ossario del sole, Lolini ha messo in rilievo la distanza della raccolta dalla tradizione poetica del Novecento, l'essenzialità dei componimenti, privi di rima e di ornamenti, e la difficoltà di ricondurli a modelli riconoscibili. A Per diverse ragioni Stefano Bottero ha dedicato una lettura critica sulla rivista «Polisemie», analizzandone i nuclei tematici e lo sfondo filosofico. Adriano Napoli ha individuato nella stessa raccolta un registro meditativo e uno stile severo, al cui centro stanno il corpo e l'esperienza della malattia, del dolore e della morte. Dovunque acqua sia voce è stato recensito, oltre che da Manguel, da Lorenzo Mari su Nazione Indiana.

Opere

Poesia

  • Cani e porci, Ripostes, 2001.
  • L'ossario del sole, nota di Michele Ranchetti, Passigli, 2007.
  • incerti umani, Passigli, 2013.
  • Controre, Effigie, 2013.
  • Per diverse ragioni, nota di Alberto Manguel, Passigli, 2017.
  • Scannaciucce, a cura di Christian Sinicco, Mesogea, 2019.
  • Dovunque acqua sia voce, acquerelli di Miquel Barceló, Edizioni degli animali, 2022.

Opere tradotte

  • Cette extrémité, traduzione di Victoria Xardel, À la Pension Victoria, Corbières, 2012.
  • Bekleyiş var nefesimde, traduzione di Merve Kılıçer e Luis Miguel Selvelli, Şiir Meydanı, Istanbul, 2013.
  • Por distintos motivos, traduzione di Miguel Ángel Cuevas, collana «El leopardo de las nieves», 2023.

Traduzioni e curatele

  • Cristina Campo. In immagini e parole, Ripostes, 2002 (ristampa 2022).
  • Albino Pierro, Messer in der Sonne (con Tobias Eisermann), CTL-Presse, 2003.
  • John Giorno, La saggezza delle streghe (con Jonny Costantino), Stampa Alternativa, 2006.
  • Claude Royet-Journoud, Le nature indivisibili, Effigie, 2016.
  • Un'amicizia. Castor Seibel e Giacinto Scelsi, Prova d'Artista, 2019.
  • Antonin Artaud, Lettere a Pierre Bordas, nota di Pasquale Di Palmo, Prova d'Artista, 2021.
  • Jacques Roubaud, Qualche cosa nero (con Tommaso Santi), FinisTerrae/Ibis, 2023.
  • Franco Ferrara, il cielo era già in noi, a cura di G. Armaroli, D. Brancale, G. Cornelio, Argolibri, 2023.
  • Jean Daive, Sotto la cupola. Passeggiate con Paul Celan, FinisTerrae/Ibis, 2025.

Premi e riconoscimenti

Note

  1. 1 2 Domenico Brancale: "Dovunque acqua sia voce", su Casa della Poesia, marzo 2023. URL consultato il 25 ottobre 2026.
  2. 1 2 3 (EN) Wherever there's water, there's voice, su Città delle 100 Scale Festival. URL consultato il 25 ottobre 2026.
  3. 1 2 Vincitori Premio Napoli 2023 – 69ª edizione, Fondazione Premio Napoli.
  4. 1 2 Attilio Lolini, Brevi liriche per l'«ossario» di Brancale, in il manifesto. URL consultato il 25 ottobre 2026.
  5. ↑ Alberto Manguel, Recensione di Dovunque acqua sia voce, in Robinson – la Repubblica, 17 settembre 2022, pp. 12-13.
  6. ↑ Davide Rondoni, Le "Scannaciucce" di Domenico Brancale, «clanDestino».
  7. ↑ Rubina Giorgi, in Antonio Devicenti (a cura di), Degli incerti umani (PDF).
  8. ↑ Franco Loi, Il dolce scorrere della vita, in Il Sole 24 Ore, n. 199, 22 luglio 2007, p. 32.
  9. ↑ Stefano Bottero, Il dolore e l'eterno. Per una lettura di Per diverse ragioni di Domenico Brancale, in Polisemie. Rivista di poesia iper-contemporanea, vol. 1, 2020, DOI:10.31273/polisemie.v1.607.
  10. ↑ Adriano Napoli, Per diverse ragioni di Domenico Brancale, su SoloLibri.net, 3 agosto 2020. URL consultato il 25 ottobre 2026.
  11. ↑ Lorenzo Mari, Autodafé nell'acqua: su «Dovunque acqua sia voce» di Domenico Brancale, «Nazione Indiana», 23 dicembre 2022.

Bibliografia