Domenico Rossetti (Vasto, 10 ottobre 1772 – Parma, 7 luglio 1816) è stato un letterato italiano. Illuminista poliedrico, fu un poeta estemporaneo, avvocato, filosofo, tragediografo, archeologo e speleologo.

Domenico Rossetti nacque a Vasto il 10 ottobre 1772. Sua madre, Maria Francesca Pietrocòla, si era sposata nel 1764 con Nicola Rossetti, da cui ebbe quattro figli: oltre a Domenico, nacquero Andrea, Antonio e Gabriele.
Nel 1792, Domenico Rossetti si trasferì a Napoli per studiare giurisprudenza. Tuttavia, a causa della cattiva situazione politica, emigrò a Roma, dove studiò filosofia, greco ed ebraico. Nel 1798, con l'invasione francese dello Stato Pontificio e l'istituzione della Repubblica romana, riparò all'Elba: da qui seguì l'occupazione e la successiva liberazione del Granducato di Toscana, che celebrò con il canto La superbia dei Galli punita. Nel 1800 si spostò in Sardegna, sotto la protezione del viceré Carlo Felice: a Sassari compose e rappresentò la tragedia Morte di San Gavino. Nel 1803 si spostò in Provenza, a Nizza, dove scoprì la piramide di Falicon, che gli ispirò un poemetto in 165 ottave, intitolato La grotta di Monte-Calvo. In seguito, si trasferì a Torino, dove conobbe Tommaso Valperga di Caluso, e nel 1804 si stabilì a Parma, dove ottenne il titolo di avvocato ed esercitò la professione. Nel 1812 iniziò a dirigere Il giornale del Taro, che poi nel 1814 divenne La gazzetta di Parma, denominazione che ancor oggi mantiene. Nel 1815 ebbe un ictus che lo portò alla paralisi; morì il 7 luglio dell'anno seguente, all'età di 44 anni.

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