Don Peppino

Don Peppino
Il Don Peppino a Pozzuoli nel 2025.
Descrizione generale
TipoRo-Pax
Armatore Gestour
ProprietàInteressentskabet af 29.Dezember 1962 (1964-1967)
I/S Kastrup-Malmø-Ruten (1967-1969)
Navigazione Toscana (1969-1978)
Nav.Ar.Ma (1978-1992)
Moby S.p.A (1992-2001)
Giuffre e Lauro (2001-2009)
Gestour S.p.A (dal 2009)
Registro navaleRINA, nº 48179
Porto di registrazione Copenaghen (1964-1969)
Livorno (1969-1978)
Cagliari (1978-2001)
Napoli (dal 2001)
Identificazione
RottaPozzuoli ↔ Ischia
Ordine29 dicembre 1962
CostruttoriJos. L. Meyer Werft
CantierePapenburg, Germania
Costruzione n.522
Impostazione2 settembre 1963
Varo17 dicembre 1963
Completamentogennaio 1964
Consegna12 marzo 1964
Entrata in serviziomarzo 1964
Nomi precedentiMalmö (1964-1969)
Città di Piombino (1969-2002)
Città di Capri (2002-2009)
IntitolazioneMalmö, città svedese (1964-1969)
Piombino, città italiana (1969-2002)
Città di Capri, città italiana (2002-2009)
Giuseppe Diana detto "Don Peppino", presbitero, attivista e scout italiano (dal 2009)
Fuori servizio22 giugno 2026
Statoin disarmo a Pozzuoli
Caratteristiche generali
Stazza lorda1 280 tsl
Stazza netta441 tsn
Portata lorda288 tpl
Lunghezza56,22 m
Larghezza11,03 m
Altezza4,1 m
Pescaggio2,82 m
Propulsione2 motori diesel Deutz 4S 8cyl-line 320 × 450 Trp DR - 380 rpm, 970 kW
Velocità11 nodi (20,37 km/h)
Numero di ponti3
Capacità di carico50 auto
Passeggeri495
(SV) Malmö (1964), su faktaomfartyg.se. URL consultato il 25 febbraio 2026.
Don Peppino, su naviecapitani.it. URL consultato l'11 aprile 2026.
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Il Don Peppino è un traghetto appartenente alla compagnia di navigazione italiana Gestour.

Servizio

Il traghetto, costruito sulla base del compagno di flotta Skåne, venne varato il 17 dicembre 1963 nei cantieri navali tedeschi Jos. L. Meyer Werft di Papenburg con il nome di Malmö e consegnato il 12 marzo 1964 alla Kastrup-Malmö Linien, dalla quale venne immesso nei collegamenti tra Kastrup e Malmö, dove affiancò proprio lo Skåne. Nel 1969, dopo circa tre anni di servizio nell'Øresund, il traghetto venne venduto alla Navigazione Toscana, dalla quale venne ribattezzato Città di Piombino e immesso il 19 marzo nei collegamenti tra Piombino e Porto Azzurro, venendo affiancato in flotta ad agosto dallo Skåne, già in servizio da alcuni mesi nei collegamenti con Portoferraio per la concorrente Sardegna Elba di Navigazione con il nome di Isola d'Elba. Nel settembre del 1976, dopo circa cinque mesi di servizio per la neocostituita Toremar, erede della Navigazione Toscana, il traghetto venne ceduto all'amatore ischitano Benito Buono, dal quale venne spostato nei collegamenti con Portoferraio, operandovi per circa due anni, fino al 1978, quando venne noleggiato dalla Nav.Ar.Ma per sostituire il Maria Maddalena, estendendo i propri servizi ai collegamenti con Bastia, Porto Santo Stefano e Livorno, continuando anche a collegare Piombino e Portoferraio. Nel 1981 venne acquistato a titolo definitivo dalla compagnia di Achille Onorato.

Il Città di Piombino in arrivo a Porto Santo Stefano.

Nel giugno del 1984, divenuto ormai inutilizzabile sulle lunghe rotte per la Corsica, il traghetto venne trasferito nei collegamenti tra Santa Teresa Gallura e Bonifacio, tra le due sponde delle Bocche, dove venne affiancato negli anni seguenti dal Portoferraio e dall'Elba Prima. Nel 1999 venne poi disarmato a Cagliari insieme al Portoferraio, venendo sostituito dal Giraglia, rimanendo in Sardegna fino al 2001, quando venne ceduto alla Giuffrè & Lauro, dalla quale venne ribattezzato Città di Capri e immesso nel 2002 nei collegamenti tra Napoli e Capri. Nello stesso anno, da giugno a luglio venne noleggiato alla DiMaio Lines e impiegato nei collegamenti tra Pozzuoli e Procida, dove riopererà dal marzo del 2010, quando venne acquistato dalla Gestour e reimmesso su tale rotta, estesa a Ischia, con il nome di Don Peppino.

Il Don Peppino in ormeggio a Procida nel 2016.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 M/S MALMØ (1964), su www.faktaomfartyg.se. URL consultato l'11 aprile 2026.
  2. 1 2 3 4 5 Claudio Patti, Navi & Armatori.net, su naviearmatori.net. URL consultato l'11 aprile 2026.

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