| Pozzuoli comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Luigi Manzoni (PD) dal 14-7-2022 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°49′23″N 14°07′20″E |
| Altitudine | 28 m s.l.m. |
| Superficie | 43,44 km² |
| Abitanti | 74 318 (31-5-2026) |
| Densità | 1 710,82 ab./km² |
| Frazioni | 14 (vedi sotto) |
| Comuni confinanti | Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Quarto |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 80078 |
| Prefisso | 081 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 063060 |
| Cod. catastale | G964 |
| Targa | NA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona C, 979 GG |
| Nome abitanti | puteolani (“puzzulani” nel dialetto locale) |
| Patrono | san Procolo |
| Giorno festivo | 16 novembre |
| Soprannome | L’unghia di Napoli |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pozzuoli (Pezzule /pətˈtsulə/ in lingua napoletana, /pətˈtsəulə/ nella variante puteolana, talvolta anche Pezzuole) è un comune italiano di 74 318 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania. Fa parte dell'area urbana di Napoli, risultando strettamente conurbato con la città capoluogo.

Situata sull'omonimo golfo, Pozzuoli si trova in un'area vulcanica, i Campi Flegrei (cioè campi ardenti), una grande caldera attiva.
Gran parte del territorio è collinare, comprendendo diversi crateri di origine vulcanica, tra cui uno dei più noti è quello della Solfatara, formatosi circa 4 000 anni fa. Altri crateri vulcanici sono gli Astroni, Monte Nuovo (formatosi durante l'ultima eruzione dei Campi Flegrei, nel 1538) e quello che ospita il lago d'Averno. Da questa zona il suolo scende abbastanza ripidamente verso sud (golfo di Pozzuoli), mentre più graduale è la discesa verso ovest, ove insiste un'area pianeggiante presso il Litorale Domitio.
Un fenomeno geofisico tipico di questa città e dell'intera area dei Campi Flegrei è il bradisismo, ossia il sollevamento e l'abbassamento della superficie terrestre a seguito di variazioni di pressione sotterranea legate ad attività magmatico-idrotermale. Il rapido innalzamento del livello del suolo che coinvolse negli anni ottanta l'area Flegrea, rese necessario il riposizionamento del porto di Pozzuoli di circa 50 metri più avanti rispetto alla collocazione precedente.
Il nome deriva da quello latino della città antica, Puteoli («piccoli pozzi»), che gli autori antichi collegavano alle numerose sorgenti termominerali della zona o al fetore delle esalazioni sulfuree; in età greca la città si chiamava Dicearchia («[città] del giusto governo»). Non è noto quando il nome latino abbia sostituito quello greco, ma è già attestato per la fine del III secolo a.C.
Fondata nella seconda metà del VI secolo a.C. da esuli dell'isola greca di Samo con il nome di Dicearchia, la città fu a lungo lo scalo portuale di Cuma e alla fine del V secolo a.C. passò sotto il controllo dei Campani di stirpe sannitica. Romanizzata dopo la conquista della Campania nel IV secolo a.C. e divenuta Puteoli, ricevette nel 194 a.C. una colonia romana e, tra la tarda età repubblicana e il II secolo d.C., fu il principale porto di Roma per i commerci con l'Oriente; vi sbarcò anche l'apostolo Paolo (At 28,13-14). Il declino iniziato con lo sviluppo dei porti di Ostia, le invasioni e soprattutto lo sprofondamento della costa dovuto al bradisismo costrinsero gli abitanti ad abbandonare la città bassa e a ritirarsi sull'altura dell'antica acropoli, il castrum corrispondente all'attuale Rione Terra.
Nel Medioevo la città subì saccheggi e incursioni, tra cui quella del duca longobardo Romualdo II di Benevento nel 715, e fu contesa tra il Ducato di Napoli e i Normanni; le sue sorgenti termali, celebrate nel De Balneis Puteolanis, continuarono tuttavia a essere frequentate. Dopo essere stata concessa in feudo dai sovrani angioini, il 9 maggio 1296 fu dichiarata città demaniale da Carlo II d'Angiò. Nel 1538 l'eruzione del Monte Nuovo distrusse il vicino centro termale di Tripergole.
Nel XVI e nel XVII secolo, con il sostegno del viceré Pedro de Toledo, la città fu ricostruita e si espanse oltre il Rione Terra verso la costa e l'area del Macellum; fu dotata di una cinta bastionata e il porto tornò in funzione anche come scalo militare della marina spagnola. Nel XVIII secolo gli scavi del Macellum promossi da Carlo di Borbone fecero di Pozzuoli una delle mete del Grand Tour.
Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento Pozzuoli divenne un centro industriale, con gli stabilimenti Armstrong (1886) e la fabbrica Olivetti (1955), e si espanse lungo la ferrovia Cumana, aperta nel 1889; nel 1919 Bacoli se ne separò diventando comune autonomo. Le crisi bradisismiche del 1970 e del 1983-1985 portarono allo sgombero del centro storico e alla costruzione dei nuovi quartieri di Toiano e di Monterusciello, inaugurato nel 1986. Dagli anni novanta il centro storico e il Rione Terra sono stati oggetto di interventi di risanamento e di riqualificazione.

Nella città ci sono diversi luoghi di culto di grande interesse artistico - religioso. Tra questi vanno menzionati: la cattedrale di San Procolo, il santuario di San Gennaro, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa dei Santi Francesco e Antonio, la Chiesa di San Marco, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria della Consolazione e la Chiesa di San Raffaele Arcangelo.
La basilica di san Procolo martire è il principale luogo di culto cattolico di Pozzuoli, sede vescovile dell'omonima diocesi. Situato sulla sommità del Rione Terra, è un complesso di epoca molto antica e sorse probabilmente in epoca greca o sannitica come Capitolium della città.
Il santuario di San Gennaro è situato nei pressi del luogo dove il martire fu decapitato. Qui, come al duomo di Napoli, si liquefà, secondo la tradizione locale, il sangue che ancora è visibile sulla pietra del supplizio. Una prima basilica sorse nei pressi della Solfatara tra i secoli VI e VII, poi le eruzioni della Solfatara del 1198 e quella di Montenuovo del 1538 e i successivi terremoti cancellarono quasi completamente quella primitiva basilica, di cui rimane solo l'altare. il tempio fu ricostruito nel 1584 e ristrutturato su progetto del Sanfelice agli inizi del Settecento.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è la più antica parrocchia della diocesi di Pozzuoli edificata nel 1624. Anticamente aveva competenza su un vastissimo territorio, che comprendeva: Pozzuoli, Agnano, Bacoli, Bagnoli, Licola, Miseno e Monte di Procida. A seguito della creazione di altre parrocchie in queste zone, l'area di competenza di Santa Maria delle Grazie oggi si è ridotta solo a una parte del centro della città.
Il Rione Terra è un agglomerato urbano, situato su un promontorio, che costituisce il primo nucleo abitativo di Pozzuoli, abitato fin dal II secolo a.C..
La sontuosa Villa Avellino - de Gemmis fu edificata nel 1540 da Marcantonio Colonna Principe di Stigliano e Viceré di Sicilia. Passò poi in proprietà all'archeologo Francesco Maria Avellino e in seguito al Barone de Gemmis di Terlizzi. La villa contiene marmi antichi e diverse piscine ed è oggi una struttura ricettiva. I giardini attigui alla villa formano un ampio parco pubblico comunale.

Sulla cima del Monte Olibano nel 1961 fu costruita la nuova sede dell'Accademia Aeronautica, istituto militare per la formazione degli ufficiali dell'Aeronautica Militare.
Eretto da Lucio Calpurnio negli anni dal 27 a.C. al 14 d.C. sui resti di un podio di un tempio sannitico risalente al secolo V a.C. Lucio Cocceio Aucto ne fu l'architetto. Il tempio fu tramutato in chiesa cristiana e dedicato al martire puteolano San Procolo, probabilmente alla fine del V o agli inizi del VI secolo. Le strutture romane dell'edificio, nascoste dal rifacimento barocco (1632-1647) semidemolito da un incendio nella notte tra il 16 e 17 maggio del 1964, sono state portate alla luce.
L'Anfiteatro Flavio, che si innalza a pochi passi dalla fermata della Linea 2 della metropolitana di Napoli, è uno dei maggiori anfiteatri in Italia. Secondo alcuni, fu edificato sotto Nerone (dato a sapere perché l'opera era in opus reticulatum, anche se la tecnica muraria comprende anche i laterizi); poteva contenere fino a 40 000 spettatori. Nei sotterranei sono tuttora visibili parti del sistema per sollevare le gabbie che portavano nell'arena le belve feroci. Nel perimetro dell'arena si aprivano botole, anche lungo la "fossa scenica", da dove le belve (tigri, leoni e giraffe) facevano la loro entrata. Durante lo spettacolo le botole e la media via venivano chiuse con tavole di legno. Nel 305 d.C. i martiri: Gennaro, Festo, Desiderio e Sossio vennero condannati a essere sbranati nell'Anfiteatro, ma, per miracolo, le belve non li sbranarono. In seguito furono decapitati nei pressi della Solfatara insieme ai santi Procolo, Eutiche e Acuzio.
Prima della costruzione del grande anfiteatro di età flavia, Pozzuoli possedeva un Anfiteatro, di proporzioni minori, già vecchio e non più rispondente al maggiore sviluppo che avevano assunto i ludi gladiatori verso la metà del I secolo dell'Impero. Ne è testimonianza il vaso di vetro di Odemira, in cui, insieme con altri edifici puteolani, sono raffigurati due anfiteatri: l'uno inferiore contrassegnato dall'emblema del flagello, come se fosse destinato alle venationes; l'altro superiore contrassegnato da una palma, come se fosse più propriamente adatto a combattimenti fra gladiatori. Le rovine del minore e più antico anfiteatro puteolano, sono state identificate in seguito ai lavori dell'apertura del tronco della direttissima Roma - Napoli, che lo ha deteriorato, attraversandolo centralmente. A tutt'oggi si intravedono ancora dalla strada (ad altezza del cavalcavia della metropolitana) una decina di arcate in opera incerta che sostenevano la curva della cavea. Gli assi dell'ellisse misurerebbero rispettivamente 130 e 95 metri.
Nell'ottobre 2008 è stato aperto al pubblico lo Stadio di Antonino Pio, il sito dove sono stati riportati alla luce i resti dello stadio realizzato sotto Antonino Pio, in onore di suo padre adottivo Adriano, edificandolo nel luogo ove ebbe la sua prima sepoltura. Era una costruzione di forma ellittica, che fu demolita in parte dalla costruzione della nuova Via Domiziana. Antonino Pio, inoltre, istituì gare ginniche quinquennali, cui gli atleti accedevano con un trionfo prima di iniziare a esibirsi. La cavea era divisa in: Ima, quella d'onore, Media, quella non molto importante, e Summa, di poco conto.
Pozzuoli custodisce un rimarchevole insieme di mausolei, colombari e ipogei di epoca romana. La necropoli, in particolare, inizia dall'odierna via Celle e prosegue quasi fino a Quarto ai lati della via consolare Campana che da Puteoli conduceva a Capua.

Il Macellum di Pozzuoli, per il doppio interesse scientifico e archeologico, è il monumento più caratteristico di tutta la regione flegrea, e uno dei più conosciuti di tutto il mondo antico. Esso ha simboleggiato per alcuni secoli l'indice metrico più pregiato e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Risalente all'epoca romana (I - II secolo d.C.), l'edificio è stato denominato impropriamente "Tempio di Serapide" per il rinvenimento di una statua del dio egizio all'epoca dei primi scavi. Invece altro non è che il Macellum, cioè il mercato pubblico della città romana. Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Roma, Timgad, Djémila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei meglio conservati, grazie anche alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha protetto da una più grande spoliazione dei suoi elementi architettonici. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

Nella parte settentrionale del territorio comunale sono situati i resti dell'antica città di Cuma, una delle prime colonie greche in Italia.
Scavato nella roccia tufacea del Rione Terra si trova un intero percorso archeologico perfettamente conservato dell'antica città romana di Puteoli
Numerosissimi sono i resti del periodo romano, spesso situati all'interno delle aree abitate della città. È da notare, in particolare, il cosiddetto tempio di Apollo sul lago d'Averno e una cisterna situata in via Vecchia San Gennaro, proprietà Luigi Sardo, nota come Piscina di Cardito. Doveva essere utile, con molta probabilità, per l'approvvigionamento idrico delle ville confinanti.
Il monumento si trova a largo Giacomo Matteotti, nei pressi di porta Napoli, punto in cui venendo dal lungomare si entra nel centro cittadino. Fu realizzato su progetto dello scultore Enzo Pulchetti per commemorare i 202 soldati puteolani morti durante la Grande Guerra. Venne inaugurato il 28 giugno 1931.

Vicino al Macellum, nei giardinetti prospicienti via Roma, si trova un singolare monumento anarchico. Si tratta di un blocco di marmo con incise le seguenti parole di Errico Malatesta:
L'opera, realizzata in marmo di Carrara, ricorda l'anarchico puteolano Emanuele Visone (Pozzuoli, 17-07-1897, 31-07-1986), ed è stata eretta l'anno successivo alla sua morte nel luogo che era sede di incontri di gruppi anarchici.
Il Monumento ai caduti sul lavoro si trova all'incrocio tra via Carlo Maria Rosini e le rampe Cappuccini, su una piccola terrazza che si affaccia sul golfo di Pozzuoli. Si tratta di una scultura alta 3,80 metri, composta da una base in pietra su cui si trovano una colonna in marmo, sulla cui parte centrale è affissa una targa marmorea che riporta la dedica “AI CADUTI SUL LAVORO”, affiancata dalla sagoma di un Cristo lavoratore realizzato in lamiera di ferro dello spessore di 2 cm e, alla base della colonna, da sei spighe di grano (ricordare i caduti nel settore primario), una ruota dentata (per ricordare chi ha perso la vita nel secondario) e un'àncora (per ricordare le vittime del terziario), realizzati in metallo. Realizzato con il supporto del “Gruppo Amicizia Vincenziana” della Casa Pio XII, fu voluto dal presidente dell'associazione, Salvatore Bruno.
Disegnata dal professore Raffaele Giamminelli, la scultura fu materialmente realizzata da Luigi Di Fraia e Gennaro Del Giudice, supportati dall'ingegnere Giovanni Grillo. Sulla destra del monumento è affissa una targa che ricorda Salvatore Bruno, nella parte posteriore è riportato il nome dell'associazione e sulla sinistra è ricordato il progettista.
Fu inaugurata il 1º maggio 1980, e da allora, il 1º maggio di ogni anno, in occasione della Festa dei Lavoratori, dalla sede del gruppo “Amicizia Vincenziana” un corteo guidato dai rappresentanti dell'amministrazione comunale raggiunge il monumento, dove si deposita una corona di fiori.

La Solfatara è un vulcano attivo ma quiescente da circa 2000 anni, caratterizzato da elevata temperatura del fondo del cratere, in cui si registrano attività di fumarole di anidride solforosa e getti di fango bollente. Dista dal centro cittadino circa 3 km. L'attività del vulcano si manifesta con il bradisismo.

Il lago d'Averno (dal greco "senza uccelli" perché il gas sulfureo che emanava uccideva gli uccelli che lo sorvolavano), di origine vulcanica, era molto famoso nell'antichità perché lo si credeva la porta degl'inferi (Ade). Lo specchio d'acqua colpisce per la plumbea, immota pesantezza delle sue acque, negre come acque infernali. Il carattere austero e solenne, quasi tenebroso del luogo, il colore delle acque scaturite dal fondo di un vecchio cratere, dense e limacciose, la presenza di una fonte termale lungo la riva del lago, considerata come acqua della Stige, e il ricordo di antiche esalazioni irrespirabili che ammorbavano l'aria e rendevano impossibile il volo degli uccelli, avevano circondato questo luogo di misteriose e paurose leggende e fatto sorgere sulle sue rive la religione dell'oracolo. Gli antichi favoleggiavano che nel lago vivesse il popolo dei Cimmeri, condannati a vivere all'interno di grotte e cavità sotterranee, gli stessi Cimmeri, presso i quali Omero fa giungere Ulisse per interrogare Tiresia, l'oracolo dei morti, prima del suo ingresso nell'Ade. Durante la lotta ingaggiata da Ottaviano per la conquista dell'Impero, il Lago d'Averno, sacro alla religione dell'oracolo e della morte, venne sconvolto dal tumulto bellico. La flotta di Sesto Pompeo, minacciava il litorale e i ricchi porti della Campania; Agrippa, geniale stratega di Ottaviano, non esitò dinanzi a culti e superstizioni popolari. Vide nel Lago d'Averno un eccellente porto e un sicuro e comodo cantiere di costruzione, e non esitò a fare quant'era necessario per trasformare il lago in un porto militare, il Portus Iulius (37 a.C.)
Il lago pur essendo pregno di storia e di reperti archeologici di notevole interesse, è stato di proprietà di una società legata al Clan dei Casalesi. Il 10 giugno 2009 nell'ambito di un'operazione antimafia è stato posto sotto sequestro da parte della DIA.
Il lago di Lucrino deve il nome al termine Lucrum e cioè lucrare: infatti il senatore Sergio Orata nella Roma antica lo aveva trasformato in un allevamento ittico, essendo lo stesso lago in comunicazione tramite un canale con il mare.
Nel 37 a.C., per opera di Marco Vipsanio Agrippa, il lago d'Averno e il lago Lucrino furono collegati al mare attraverso un canale artificiale per la realizzazione di un colossale porto militare (Portus Iulius).
Nei pressi del lago Lucrino si trovano i resti delle terme Stufe di Nerone.
Abitanti censiti

Al 1º gennaio 2026 risiedevano nel comune, secondo le stime ISTAT, 2 201 cittadini stranieri, pari al 2,9% della popolazione residente.
Le cittadinanze maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025 erano:
La parlata locale di Pozzuoli, che si affianca alla lingua italiana, è un dialetto simile al dialetto napoletano con delle connotazioni proprie riguardanti la fonetica, che ha molte analogie con la parlata torrese.
Raimondo Annecchino riportava, a proposito del puteolano.
La parlata puteolana, comunque, nei modi riportati dall'Annecchino, è ormai raramente riscontrabile nel territorio, ed è fondamentalmente limitata al centro storico. Questo anche a seguito del trasferimento di molte famiglie dal Rione Terra ad altre località, principalmente Toiano e Monterusciello.
Il puteolano è stato utilizzato dagli artisti della Nuova Compagnia di Canto Popolare nella loro interpretazione della canzone popolare Cicerenella in un loro LP del 1972. Le inflessioni puteolane sono talvolta anche utilizzate con connotazione comica da artisti napoletani, similmente alle inflessioni pugliesi di Lino Banfi. Tra le interpretazioni più note ed esilaranti, vi sono quella del personaggio di "Ciairo" Boccia, impersonato da Francesco Paolantoni, e l'uso del puteolano da parte del cantante comico-trash Tony Tammaro in alcune delle sue canzoni, come «'O Trerrote» e «'Puzzulan Rap». Il puteolano è stato anche utilizzato da Alessandro Siani per realizzare una parodia di Jeeg robot d'acciaio, chiamata "Giggig", oltre che da Vincenzo Salemme nella commedia Premiata pasticceria Bellavista con il personaggio di Romina, interpretato dall'attrice puteolana Cetty Sommella, che aveva già utilizzato il dialetto nel 1981 interpretando Maria nella commedia "I casi sono due" di A. Curcio nella compagnia di Carlo e Aldo Giuffrè e ancora in "Polveri condominiali" di Franco Autiero nel 1991. Lo stesso Salemme ha introdotto il personaggio del cameriere "indiano" (in realtà puteolano) che viene smascherato nel finale di "Una festa esagerata". Lo stesso personaggio è riproposto in "Napoletano? E famme 'na pizza" dello stesso autore.
Il Santo Patrono di Pozzuoli è San Procolo, martire che viene ricordato dalla Chiesa cattolica il 18 ottobre, mentre a Pozzuoli è ricordato il 16 novembre. I festeggiamenti in suo onore, però, si tengono la seconda domenica di maggio. Questo perché il corpo del santo fu recuperato e riportato in città il 13 maggio del 1781. In ricordo di questo avvenimento, dal 1845, come stabilito dal vescovo Raffaele Purpo, nella seconda domenica di maggio le reliquie e un busto argenteo del santo sono portate in processione solenne per le vie della città, insieme a un busto marmoreo di San Gennaro e a quello ligneo di San Celso. Procolo risulta essere uno dei nomi più diffusi in città e spesso viene usato come identificativo, soprattutto il diminutivo: Procolino. Alcuni casi emblematici sono il famoso dolce o la mascotte animata che il comune ha usato per la comunicazione alla cittadina del PUC.
Il 19 settembre viene festeggiato San Gennaro, mentre il 13 giugno dalla chiesa di Sant'Antonio parte una processione in onore del santo padovano, nata in ambito marinaro; il 15 agosto si tiene il Pennone a Mare, noto anche come "palo di sapone", festa popolare legata alla devozione dei pescatori puteolani per la Madonna Assunta, protettrice della gente di mare. Si tratta di una competizione che si svolge nell'area del porto cittadino, dove su un molo viene sistemato un palo in legno di 15 metri, cosparso di grasso animale, posto a 45° rispetto alla banchina e sospeso sul mare. Sul palo sono posizionate 3 bandierine, corrispondenti ad altrettanti gradini del podio, e vince chi, camminando sul palo reso scivoloso dal grasso, riesce a strappare una delle tre bandierine, prima di cadere in mare. La manifestazione, di cui si parla per la prima volta in un articolo datato 1886, da luglio 2020 è iscritta nell’Inventario IPIC degli Elementi Culturali Immateriali Campani, secondo regolamento UNESCO del 2003.
Oltre alle feste patronali, a Pozzuoli vivono anche dei credi folkloristici, come quello di San Mamozio, figura nata a seguito della scoperta della statua di Lolliano Mavorzio nel 1704 e che è stato, a seguito dello spostamento del monumento a Baia, identificato con la statua del vescovo Léon y Cardenas, a cui era stata storicamente posta vicino nella piazza centrale del paese.

L'Istituto Telethon di Genetica e Medicina, o TIGEM, è un ente di ricerca genetica sito a Pozzuoli, all'interno dell'ex Comprensorio Olivetti. Il TIGEM, diretto dal Professor Andrea Ballabio, è un istituto di ricerca impegnato nell'ambito delle malattie genetiche rare. È stato creato nel 1994 a Milano dalla Fondazione Telethon per volontà di Susanna Agnelli allo scopo di promuovere l'avanzamento della ricerca finalizzata alla diagnosi, prevenzione e cura delle malattie genetiche umane rare. Nel 2000 il TIGEM si è trasferito a Napoli in una palazzina dello storico CNR a Via Pietro Castellino, stabilendo diverse collaborazioni con i ricercatori del CNR e delle università locali. Da quel momento in poi il TIGEM ha avuto modo di allargare i propri ambiti di ricerca introducendo la terapia genica e la biologia dei sistemi. Nel 2008 in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli viene realizzato il primo studio clinico sull'Amaurosi congenita di Leber. A luglio del 2014 il TIGEM si è trasferito nuovamente a Pozzuoli, all'interno dell'ex Comprensorio Adriano Olivetti.
Nello stesso comprensorio è presente anche l'Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Nel comune di Pozzuoli si contano numerose scuole di vario ordine e grado, dall'asilo nido alle scuole secondarie, sia pubbliche che paritarie, sparse per tutto il territorio e in tutte le frazioni, per un totale di 115 istituti e complessi. In città ci sono licei classici, linguistici, scientifici, istituti tecnici, magistrali, alberghieri, turistici, agrari e di ragioneria. All'Accademia Aeronautica si svolgono anche corsi universitari, forniti in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II.
L'unico museo della città è stato ideato per salvaguardare la memoria dell'arte sacra diocesana che è stata in parte compromessa prima dall'incendio della cattedrale nel 1964 e poi dalle crisi bradisismiche. La sede definitiva è stata inaugurata dal vescovo mons. Gennaro Pascarella il 20 maggio 2016 presso i locali del palazzo vescovile al Rione Terra un tempo a uso del seminario diocesano.

Pozzuoli è suddivisa in diverse frazioni e quartieri:
In viale dell'Europa Unita si trova il mercato ortofrutticolo all'ingrosso di Pozzuoli, che almeno fino al 2015 era ritenuto il quarto in Campania per fatturato e superficie, il sesto in tutto il Sud Italia. Parzialmente chiuso nel 2010 per carenze igienico sanitare, fu riaperto a settembre del 2015 dopo un intervento di ristrutturazione e manutenzione straordinaria costato circa 2 milioni di euro e finanziato dal programma PIU Europa.
Nella città è attivo un rilevante mercato ittico all'ingrosso, situato in via Fasano e inaugurato nel 1977. Almeno fino al 2009 viene riportato come il terzo mercato ittico all'ingrosso più grande d'Italia. Nel 2023 ha aperto anche dei magazzini per la vendita di frutti di mare (dopo averli chiusi nel 2016). È in progetto, grazie ai fondi PNRR, una ristrutturazione del fabbricato in cui è ospitato.
Nella città era fiorentissima l'attività industriale, difatti lungo l'asse viario (Via Fasano) che collega il centro con l'insediamento urbano di Arco Felice hanno operato per lungo tempo gli stabilimenti meccanici di Pozzuoli, importante realtà industriale della provincia. Le origini risalgono al 1885, quando l'industria britannica Armstrong, che costruiva armi per forze armate di tutto il mondo venne autorizzata a impiantare a Pozzuoli una fabbrica metallurgica per la costruzione di artiglierie navali, lungo la costa, su un'area di 50 000 metri quadrati, dove anticamente, secondo la tradizione, sorgeva l'Accademia di Cicerone.
La fabbrica fu un'importante fonte di reddito per la maggior parte delle famiglie puteolane; nel 1886 vi lavoravano 250 operai che diventarono 4 000 nel 1911 e 5 000 nel 1916. Negli anni che precedettero il primo conflitto mondiale nello stabilimento venne costruito gran parte dell'armamento delle navi da battaglia Dante Alighieri e di quelle delle classi Cavour e Duilio, in particolare l'armamento principale costituito dal cannone 305/46 EOC Pattern "T" che ha equipaggiato la corazzata Dante Alighieri e le corazzate Cesare e Duilio; lo stabilimento divenne la maggiore fabbrica di cannoni in Italia. All'inizio del novecento alla lavorazione meccanica venne abbinata quella siderurgica. Lo stabilimento era favorito dalla posizione, con la collocazione sul mare, con un grande pontile lungo 200 metri, fornito di binari ferroviari che si estendevano per sette chilometri all'interno della fabbrica. La posizione consentiva l'approdo delle navi da carico che portavano il carbone e il minerale ferroso e anche delle navi militari, in cui dovevano essere imbarcati i cannoni. Nel corso della prima guerra mondiale lo stabilimento ebbe una grande espansione produttiva cui sarebbe seguito un periodo di crisi dopo il 1919, a causa della fine dell'economia di guerra, che provocherà il passaggio nel 1929 al gruppo Ansaldo.
Nel periodo tra le due guerre la denominazione divenne prima "Arsenale artiglierie" per poi assumere quella di "Ansaldo artiglierie" dopo il passaggio all'Ansaldo.
Dopo la seconda guerra mondiale la denominazione divenne Stabilimenti meccanici di Pozzuoli e venne progressivamente abbandonata la produzione bellica, per dedicarsi alla produzione meccanica media, fucinatura, stampaggio e carpenteria. Nel primo periodo dopo la guerra poiché le commesse civili tardavano a decollare, venne sviluppato e costruito per la Marina Militare un moderno pezzo d'artiglieria navale, il cannone antiaereo da 76/62 mm denominato tipo SMP3, cioè da tre pollici, da cui scaturisce la sua sigla “SMP-3”, imbarcato sulle corvette Albatros e sulle corvette dello stesso tipo realizzate nei cantieri italiani per la marina danese e olandese. La produzione di questo cannone fu l'ultima commessa militare di questi stabilimenti, in quanto la Marina Militare decise di affidare la produzione delle sue artiglierie navali agli stabilimenti Oto Melara di La Spezia.
Nel 1948 questi stabilimenti passarono sotto il controllo dell'IRI, come diramazione della finanziaria Finmeccanica. Inizia così anche la costruzione di materiale rotabile ferroviario prima con l'insegna degli stessi S.M.P. per proseguire nel 1957 con l'Aerfer e infine nel 1967 con la SOFER.
Negli anni cinquanta gli stabilimenti vengono rilevati dalla IMAM (Industrie meccaniche aeronautiche meridionali SpA) che a sua volta venne inglobata dalla Aerfer, società di Finmeccanica costituita il 26 luglio 1955 per raggruppare le attività del polo aeronautico campano.
Nel 1967, in seguito alla scissione di questa società, lo stabilimento venne ceduto alla Sofer Officine Ferroviarie del gruppo EFIM, che l'anno seguente, in seguito alla ristrutturazione delle aziende del gruppo che operavano nel settore ferroviario, venne inglobata dalla Breda Ferroviaria con cui negli anni ottanta diede vita al consorzio Inbus.
Nel tempo lo stabilimento ha raggiunto i 170 000 metri quadrati di estensione.
Dopo una prima grande crisi nel 1993, nel 2003 gli stabilimenti sono stati chiusi dopo oltre 100 anni di attività.
Per l'area precedentemente occupata dagli stabilimento è in corso un progetto per la riqualifica e la successiva destinazione a centro velico, e parte dell'area dismessa è stata data in concessione dalla Prysmian Group, che ha una sua sede già nei pressi di Arco Felice. Vi è compreso anche un parcheggio. Vi è anche un'ampia zona afferente al porto.
Lo stabilimento Olivetti è stato uno degli stabilimenti della società Olivetti costruito durante la presidenza di Adriano Olivetti. Progettato negli anni cinquanta da Luigi Cosenza, lo stabilimento è un'opera di architettura moderna di Pozzuoli ed è un esempio di integrazione architettonica nel panorama naturale della costa napoletana. Lo stabilimento nacque per la produzione di macchine calcolatrici e macchine da scrivere; negli anni 80' l'informatizzazione portò l'Olivetti a rendere lo stabilimento un centro di produzione computer, specializzato nel software (l'hardware era prodotto agli stabilimenti di Marcianise): nacque così quindi il Centro Tecnologie e Servizi di Impresa Olivetti. Nel 2004 la proprietà è passata al Fondo Tecla, società del Gruppo Pirelli. Alla chiusura del fondo, nel 2017, gli stabilimenti sono passati in mano alla DeA Capital Real Estate SGR.
Dopo essere stato per anni sede degli stabilimenti Olivetti, oggi ospita anche diverse altre attività, come il TIGEM e l'Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche, uffici Vodafone e WindTre.
Nel comune puteolano è attiva una floridissima rete di aziende di cantieristica.
Pozzuoli è collegata con il capoluogo attraverso tre linee ferroviarie:
Dalla stazione di Pozzuoli Solfatara, capolinea della linea 2, partono anche treni diretti verso Villa Literno, che effettuano le fermate nelle stazioni di Quarto di Marano e Giugliano-Qualiano.
Fra il 1883 e la seconda guerra mondiale era attiva la tranvia Napoli-Bagnoli-Pozzuoli.
Tra il 2022 e il 2023 è stato approvato dalla Città Metropolitana di Napoli il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che prevede la progettazione di un collegamento, con bus o tramvia a sede riservata, detto Gronda Ovest, che dalla stazione di Chiaiano della Linea 1 dovrebbe passare per i comuni di Mugnano di Napoli, Marano, Calvizzano, Villaricca, Qualiano e Giugliano, fino alla stazione di Licola della Circumflegrea, nel territorio di Pozzuoli.
Il porto di Pozzuoli ha collegamenti regolari con le isole di Ischia e Procida e collegamenti meno frequenti con Capri, Ponza e Ventotene.
È collegata a Napoli con le linee extraurbane di autobus dell'EAV che raggiungono Bacoli e Torregaveta e della ex CTP che raggiungono Mondragone e Baia Domizia. È collegata anche, ma con arrivo a Piazzale Tecchio, a Fuorigrotta, con autolinee dell'EAV, con partenze di ogni mezz'ora circa dal capolinea nella frazione di Monteruscello nei pressi della stazione Grotta del Sole della Ferrovia Circumflegrea e con percorso in Tangenziale, ingresso Monteruscello Sud uscita Agnano e viceversa; dallo stesso capolinea e sempre con autolinee EAV ogni ora un collegamento con Nisida, Città della scienza, con passaggio nei pressi dell'Ospedale La Schiana e un percorso che attraversa Arco Felice e il centro cittadino per raggiungere il capolinea attraverso il lungomare. Trasporti all'interno del territorio di Pozzuoli sono gestiti dalla ex CTP, ma con cadenza non molto frequente. Ad esempio, il 915 (ex P9) che collega il porto con la Solfatara passa una volta l'ora, mentre il 955 dell'EAV, che collega il porto con via Campana e la zona di Cigliano, passa una volta ogni 65 minuti.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 maggio 1944 | 14 novembre 1946 | Raimondo Annecchino | Comitato di Liberazione Nazionale | Sindaco | |
| 15 novembre 1946 | 20 giugno 1952 | Raimondo Annecchino | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 21 giugno 1952 | 17 gennaio 1954 | Domenico Conte | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 18 gennaio 1954 | 4 settembre 1954 | Giovanni De Silva | Commissario prefettizio |
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| 5 settembre 1954 | 26 dicembre 1954 | Alfonso Ferrara | Commissario prefettizio |
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| 27 dicembre 1954 | 22 marzo 1956 | Alfonso Allodi | Commissario prefettizio |
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| 23 marzo 1956 | 28 maggio 1956 | Filippo Piscopo | Commissario prefettizio |
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| 29 maggio 1956 | 20 giugno 1960 | Giuseppe Di Matteo | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 21 giugno 1960 | 23 luglio 1961 | Odoacre Oriani | Partito Monarchico Popolare-Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 luglio 1961 | 8 ottobre 1961 | Enrico Vellinati | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 9 ottobre 1961 | 2 luglio 1964 | Vincenzo Visone | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 3 luglio 1964 | 26 febbraio 1965 | Enrico Vellinati | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 27 febbraio 1965 | 22 febbraio 1967 | Domenico Conte | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 23 febbraio 1967 | 17 ottobre 1967 | Eugenio Cammisa | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 18 ottobre 1967 | 21 aprile 1968 | Enrico Vellinati | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 22 aprile 1968 | 7 agosto 1968 | Odoacre Oriani | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 8 agosto 1968 | 26 gennaio 1969 | Carlo Lessona | Commissario prefettizio |
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| 27 gennaio 1969 | 24 gennaio 1974 | Angelo Gentile | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 gennaio 1974 | 21 dicembre 1975 | Giuseppe Artiaco | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 22 dicembre 1975 | 21 dicembre 1976 | Edoardo Paggi | Partito Repubblicano Italiano | Sindaco | |
| 22 dicembre 1976 | 5 giugno 1978 | Domenico Conte | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 6 giugno 1978 | 6 febbraio 1979 | Filippo Milazzo | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 7 febbraio 1979 | 30 aprile 1979 | Sergio D'Oriano | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1º maggio 1979 | 9 giugno 1981 | Angelo Gentile | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 9 giugno 1981 | 11 maggio 1983 | Mario D'Oriano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 11 giugno 1983 | 9 settembre 1983 | Giuseppe Scotto Di Minico | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 9 settembre 1983 | 24 settembre 1983 | Mattia La Rana | Partito Repubblicano Italiano | Sindaco | |
| 21 settembre 1983 | 15 novembre 1984 | Gennaro Postiglione | Partito Repubblicano Italiano | Sindaco | |
| 15 novembre 1984 | 3 marzo 1985 | Giuseppe Caminiti | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 4 marzo 1985 | 28 marzo 1986 | Stelio Romano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 29 marzo 1986 | 2 febbraio 1988 | Antonio Ciarleglio | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 3 febbraio 1988 | 25 luglio 1988 | Giuseppe Artiaco | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 3 febbraio 1988 | 23 settembre 1990 | Antonio Procacci | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 24 settembre 1990 | 29 settembre 1991 | Carmelo Cicale | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 30 settembre 1991 | 8 febbraio 1992 | Salvatore Lubrano | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 9 febbraio 1992 | 20 giugno 1993 | Giovanni Amato | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 21 giugno 1993 | 12 maggio 1997 | Aldo Mobilio | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 12 maggio 1997 | 28 maggio 2001 | Gennaro Devoto | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 28 maggio 2001 | 23 dicembre 2005 | Vincenzo Figliolia | L'Ulivo | Sindaco | |
| 23 dicembre 2005 | 15 aprile 2008 | Pasquale Basso Maria Fornaro Vincenzo Madonna |
Commissione straordinaria |
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| 15 aprile 2008 | 6 maggio 2010 | Pasquale Giacobbe | Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 6 maggio 2010 | 23 giugno 2011 | Roberto Aragno | Commissario | ||
| 23 giugno 2011 | 23 novembre 2011 | Agostino Magliulo | Il Popolo della Libertà | Sindaco | |
| 23 novembre 2011 | 7 maggio 2012 | Ugo Mastrolitto | Commissario | ||
| 7 maggio 2012 | 27 giugno 2022 | Vincenzo Figliolia | Partito Democratico | Sindaco | |
| 14 luglio 2022 | In carica | Luigi Manzoni | Partito Democratico | Sindaco | |
La squadra di calcio della città è la Puteolana. Il club toccò l'apice nel 1921-1922, quando sfiorò la qualificazione alla finalissima per l'assegnazione dello scudetto, perdendo la finale di Lega Sud contro la Fortitudo di Roma, e laureandosi vice campione dell'Italia centro-meridionale. Accanto alla tradizione rappresentata dalla Puteolana, nel 2024 è nata l’ASD Pozzuoli Calcio, nuova realtà calcistica cittadina, iscritta al campionato di Terza Categoria. Il basket è rappresentato dalla Virtus Pozzuoli.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 131057853 · SBN RLZL001522 · LCCN (EN) n80150311 · GND (DE) 4116087-3 · BNE (ES) XX454116 (data) · BNF (FR) cb12126415m (data) · J9U (EN, HE) 987007564312405171 |
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