Pozzuoli

Pozzuoli
comune
Pozzuoli – Stemma
Pozzuoli – Bandiera
Pozzuoli – Veduta
Pozzuoli – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Città metropolitana Napoli
Amministrazione
SindacoLuigi Manzoni (PD) dal 14-7-2022
Territorio
Coordinate40°49′23″N 14°07′20″E
Altitudine28 m s.l.m.
Superficie43,44 km²
Abitanti74 318 (31-5-2026)
Densità1 710,82 ab./km²
Frazioni14 (vedi sotto)
Comuni confinantiBacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Quarto
Altre informazioni
Cod. postale80078
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063060
Cod. catastaleG964
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 979 GG
Nome abitantiputeolani (“puzzulani” nel dialetto locale)
Patronosan Procolo
Giorno festivo16 novembre
SoprannomeL’unghia di Napoli
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pozzuoli
Pozzuoli
Pozzuoli – Mappa
Pozzuoli – Mappa
Posizione del comune di Pozzuoli nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Pozzuoli (Pezzule /pətˈtsulə/ in lingua napoletana, /pətˈtsəulə/ nella variante puteolana, talvolta anche Pezzuole) è un comune italiano di 74 318 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania. Fa parte dell'area urbana di Napoli, risultando strettamente conurbato con la città capoluogo.

Geografia fisica

Territorio

Il golfo di Pozzuoli visto dal satellite

Situata sull'omonimo golfo, Pozzuoli si trova in un'area vulcanica, i Campi Flegrei (cioè campi ardenti), una grande caldera attiva.

Gran parte del territorio è collinare, comprendendo diversi crateri di origine vulcanica, tra cui uno dei più noti è quello della Solfatara, formatosi circa 4 000 anni fa. Altri crateri vulcanici sono gli Astroni, Monte Nuovo (formatosi durante l'ultima eruzione dei Campi Flegrei, nel 1538) e quello che ospita il lago d'Averno. Da questa zona il suolo scende abbastanza ripidamente verso sud (golfo di Pozzuoli), mentre più graduale è la discesa verso ovest, ove insiste un'area pianeggiante presso il Litorale Domitio.

Un fenomeno geofisico tipico di questa città e dell'intera area dei Campi Flegrei è il bradisismo, ossia il sollevamento e l'abbassamento della superficie terrestre a seguito di variazioni di pressione sotterranea legate ad attività magmatico-idrotermale. Il rapido innalzamento del livello del suolo che coinvolse negli anni ottanta l'area Flegrea, rese necessario il riposizionamento del porto di Pozzuoli di circa 50 metri più avanti rispetto alla collocazione precedente.

Origini del nome

Il nome deriva da quello latino della città antica, Puteoli («piccoli pozzi»), che gli autori antichi collegavano alle numerose sorgenti termominerali della zona o al fetore delle esalazioni sulfuree; in età greca la città si chiamava Dicearchia («[città] del giusto governo»). Non è noto quando il nome latino abbia sostituito quello greco, ma è già attestato per la fine del III secolo a.C.

Storia

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Pozzuoli e Puteoli.

Fondata nella seconda metà del VI secolo a.C. da esuli dell'isola greca di Samo con il nome di Dicearchia, la città fu a lungo lo scalo portuale di Cuma e alla fine del V secolo a.C. passò sotto il controllo dei Campani di stirpe sannitica. Romanizzata dopo la conquista della Campania nel IV secolo a.C. e divenuta Puteoli, ricevette nel 194 a.C. una colonia romana e, tra la tarda età repubblicana e il II secolo d.C., fu il principale porto di Roma per i commerci con l'Oriente; vi sbarcò anche l'apostolo Paolo (At 28,13-14). Il declino iniziato con lo sviluppo dei porti di Ostia, le invasioni e soprattutto lo sprofondamento della costa dovuto al bradisismo costrinsero gli abitanti ad abbandonare la città bassa e a ritirarsi sull'altura dell'antica acropoli, il castrum corrispondente all'attuale Rione Terra.

Nel Medioevo la città subì saccheggi e incursioni, tra cui quella del duca longobardo Romualdo II di Benevento nel 715, e fu contesa tra il Ducato di Napoli e i Normanni; le sue sorgenti termali, celebrate nel De Balneis Puteolanis, continuarono tuttavia a essere frequentate. Dopo essere stata concessa in feudo dai sovrani angioini, il 9 maggio 1296 fu dichiarata città demaniale da Carlo II d'Angiò. Nel 1538 l'eruzione del Monte Nuovo distrusse il vicino centro termale di Tripergole.

Nel XVI e nel XVII secolo, con il sostegno del viceré Pedro de Toledo, la città fu ricostruita e si espanse oltre il Rione Terra verso la costa e l'area del Macellum; fu dotata di una cinta bastionata e il porto tornò in funzione anche come scalo militare della marina spagnola. Nel XVIII secolo gli scavi del Macellum promossi da Carlo di Borbone fecero di Pozzuoli una delle mete del Grand Tour.

Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento Pozzuoli divenne un centro industriale, con gli stabilimenti Armstrong (1886) e la fabbrica Olivetti (1955), e si espanse lungo la ferrovia Cumana, aperta nel 1889; nel 1919 Bacoli se ne separò diventando comune autonomo. Le crisi bradisismiche del 1970 e del 1983-1985 portarono allo sgombero del centro storico e alla costruzione dei nuovi quartieri di Toiano e di Monterusciello, inaugurato nel 1986. Dagli anni novanta il centro storico e il Rione Terra sono stati oggetto di interventi di risanamento e di riqualificazione.

Simboli

Stemma
Gonfalone
«Uno scudo sannitico, in campo dorato, con angoli superiori arrotolati, sormontato da una corona radiale, contenente sette teste recise di aquile disposte in successione araldica 1, 2, 1, 2, 1. Le teste di aquila a colore naturale, coronate all’antica e con lunghe lingue rosse che fuoriescono dal becco, sono rivolte a destra. Su banda superiore a fondo bianco la scritta PUTEOLORUM e su banda inferiore a fondo bianco la scritta “FIDELISSIMA CIVITAS”»

Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria
«Real privilegio di Carlo II d'Angiò»
— 9 maggio 1296

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Santuario di San Gennaro alla Solfatara

Nella città ci sono diversi luoghi di culto di grande interesse artistico - religioso. Tra questi vanno menzionati: la cattedrale di San Procolo, il santuario di San Gennaro, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa dei Santi Francesco e Antonio, la Chiesa di San Marco, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di Santa Maria della Consolazione e la Chiesa di San Raffaele Arcangelo.

Cattedrale di Pozzuoli

Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Pozzuoli.

La basilica di san Procolo martire è il principale luogo di culto cattolico di Pozzuoli, sede vescovile dell'omonima diocesi. Situato sulla sommità del Rione Terra, è un complesso di epoca molto antica e sorse probabilmente in epoca greca o sannitica come Capitolium della città.

Santuario di San Gennaro alla Solfatara

Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di San Gennaro alla Solfatara.

Il santuario di San Gennaro è situato nei pressi del luogo dove il martire fu decapitato. Qui, come al duomo di Napoli, si liquefà, secondo la tradizione locale, il sangue che ancora è visibile sulla pietra del supplizio. Una prima basilica sorse nei pressi della Solfatara tra i secoli VI e VII, poi le eruzioni della Solfatara del 1198 e quella di Montenuovo del 1538 e i successivi terremoti cancellarono quasi completamente quella primitiva basilica, di cui rimane solo l'altare. il tempio fu ricostruito nel 1584 e ristrutturato su progetto del Sanfelice agli inizi del Settecento.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Pozzuoli).
Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie è la più antica parrocchia della diocesi di Pozzuoli edificata nel 1624. Anticamente aveva competenza su un vastissimo territorio, che comprendeva: Pozzuoli, Agnano, Bacoli, Bagnoli, Licola, Miseno e Monte di Procida. A seguito della creazione di altre parrocchie in queste zone, l'area di competenza di Santa Maria delle Grazie oggi si è ridotta solo a una parte del centro della città.

Architetture civili

Villa Avellino de Gemmis di Castel Foce

Centro storico

Lo stesso argomento in dettaglio: Rione Terra.

Il Rione Terra è un agglomerato urbano, situato su un promontorio, che costituisce il primo nucleo abitativo di Pozzuoli, abitato fin dal II secolo a.C..

Villa Avellino - de Gemmis

La sontuosa Villa Avellino - de Gemmis fu edificata nel 1540 da Marcantonio Colonna Principe di Stigliano e Viceré di Sicilia. Passò poi in proprietà all'archeologo Francesco Maria Avellino e in seguito al Barone de Gemmis di Terlizzi. La villa contiene marmi antichi e diverse piscine ed è oggi una struttura ricettiva. I giardini attigui alla villa formano un ampio parco pubblico comunale.

Architetture militari

Lo stesso argomento in dettaglio: Accademia Aeronautica.
L'Accademia Aeronautica

Sulla cima del Monte Olibano nel 1961 fu costruita la nuova sede dell'Accademia Aeronautica, istituto militare per la formazione degli ufficiali dell'Aeronautica Militare.

Siti archeologici

Tempio di Augusto

Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Pozzuoli.

Eretto da Lucio Calpurnio negli anni dal 27 a.C. al 14 d.C. sui resti di un podio di un tempio sannitico risalente al secolo V a.C. Lucio Cocceio Aucto ne fu l'architetto. Il tempio fu tramutato in chiesa cristiana e dedicato al martire puteolano San Procolo, probabilmente alla fine del V o agli inizi del VI secolo. Le strutture romane dell'edificio, nascoste dal rifacimento barocco (1632-1647) semidemolito da un incendio nella notte tra il 16 e 17 maggio del 1964, sono state portate alla luce.

Anfiteatro Flavio

Lo stesso argomento in dettaglio: Anfiteatro Flavio (Pozzuoli).
I sotterranei dell'anfiteatro Flavio

L'Anfiteatro Flavio, che si innalza a pochi passi dalla fermata della Linea 2 della metropolitana di Napoli, è uno dei maggiori anfiteatri in Italia. Secondo alcuni, fu edificato sotto Nerone (dato a sapere perché l'opera era in opus reticulatum, anche se la tecnica muraria comprende anche i laterizi); poteva contenere fino a 40 000 spettatori. Nei sotterranei sono tuttora visibili parti del sistema per sollevare le gabbie che portavano nell'arena le belve feroci. Nel perimetro dell'arena si aprivano botole, anche lungo la "fossa scenica", da dove le belve (tigri, leoni e giraffe) facevano la loro entrata. Durante lo spettacolo le botole e la media via venivano chiuse con tavole di legno. Nel 305 d.C. i martiri: Gennaro, Festo, Desiderio e Sossio vennero condannati a essere sbranati nell'Anfiteatro, ma, per miracolo, le belve non li sbranarono. In seguito furono decapitati nei pressi della Solfatara insieme ai santi Procolo, Eutiche e Acuzio.

Anfiteatro minore

Lo stesso argomento in dettaglio: Anfiteatro minore.

Prima della costruzione del grande anfiteatro di età flavia, Pozzuoli possedeva un Anfiteatro, di proporzioni minori, già vecchio e non più rispondente al maggiore sviluppo che avevano assunto i ludi gladiatori verso la metà del I secolo dell'Impero. Ne è testimonianza il vaso di vetro di Odemira, in cui, insieme con altri edifici puteolani, sono raffigurati due anfiteatri: l'uno inferiore contrassegnato dall'emblema del flagello, come se fosse destinato alle venationes; l'altro superiore contrassegnato da una palma, come se fosse più propriamente adatto a combattimenti fra gladiatori. Le rovine del minore e più antico anfiteatro puteolano, sono state identificate in seguito ai lavori dell'apertura del tronco della direttissima Roma - Napoli, che lo ha deteriorato, attraversandolo centralmente. A tutt'oggi si intravedono ancora dalla strada (ad altezza del cavalcavia della metropolitana) una decina di arcate in opera incerta che sostenevano la curva della cavea. Gli assi dell'ellisse misurerebbero rispettivamente 130 e 95 metri.

Lo stadio di Antonino Pio

Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio di Antonino Pio.

Nell'ottobre 2008 è stato aperto al pubblico lo Stadio di Antonino Pio, il sito dove sono stati riportati alla luce i resti dello stadio realizzato sotto Antonino Pio, in onore di suo padre adottivo Adriano, edificandolo nel luogo ove ebbe la sua prima sepoltura. Era una costruzione di forma ellittica, che fu demolita in parte dalla costruzione della nuova Via Domiziana. Antonino Pio, inoltre, istituì gare ginniche quinquennali, cui gli atleti accedevano con un trionfo prima di iniziare a esibirsi. La cavea era divisa in: Ima, quella d'onore, Media, quella non molto importante, e Summa, di poco conto.

Necropoli romana

Pozzuoli custodisce un rimarchevole insieme di mausolei, colombari e ipogei di epoca romana. La necropoli, in particolare, inizia dall'odierna via Celle e prosegue quasi fino a Quarto ai lati della via consolare Campana che da Puteoli conduceva a Capua.

Macellum di Pozzuoli

Lo stesso argomento in dettaglio: Macellum di Pozzuoli.
Il Tempio di Serapide visto dal suo ingresso originario

Il Macellum di Pozzuoli, per il doppio interesse scientifico e archeologico, è il monumento più caratteristico di tutta la regione flegrea, e uno dei più conosciuti di tutto il mondo antico. Esso ha simboleggiato per alcuni secoli l'indice metrico più pregiato e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Risalente all'epoca romana (I - II secolo d.C.), l'edificio è stato denominato impropriamente "Tempio di Serapide" per il rinvenimento di una statua del dio egizio all'epoca dei primi scavi. Invece altro non è che il Macellum, cioè il mercato pubblico della città romana. Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Roma, Timgad, Djémila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei meglio conservati, grazie anche alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha protetto da una più grande spoliazione dei suoi elementi architettonici. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

Scavi archeologici di Cuma

Lo stesso argomento in dettaglio: Scavi archeologici di Cuma.
Tempio di Apollo

Nella parte settentrionale del territorio comunale sono situati i resti dell'antica città di Cuma, una delle prime colonie greche in Italia.

Percorso archeologico Rione Terra

Lo stesso argomento in dettaglio: Rione Terra.

Scavato nella roccia tufacea del Rione Terra si trova un intero percorso archeologico perfettamente conservato dell'antica città romana di Puteoli

Altri resti romani

Numerosissimi sono i resti del periodo romano, spesso situati all'interno delle aree abitate della città. È da notare, in particolare, il cosiddetto tempio di Apollo sul lago d'Averno e una cisterna situata in via Vecchia San Gennaro, proprietà Luigi Sardo, nota come Piscina di Cardito. Doveva essere utile, con molta probabilità, per l'approvvigionamento idrico delle ville confinanti.

Altri Monumenti

Il monumento ai caduti di Pozzuoli

Lo stesso argomento in dettaglio: Monumento ai caduti (Pozzuoli).

Il monumento si trova a largo Giacomo Matteotti, nei pressi di porta Napoli, punto in cui venendo dal lungomare si entra nel centro cittadino. Fu realizzato su progetto dello scultore Enzo Pulchetti per commemorare i 202 soldati puteolani morti durante la Grande Guerra. Venne inaugurato il 28 giugno 1931.

Il monumento anarchico

Monumento anarchico

Vicino al Macellum, nei giardinetti prospicienti via Roma, si trova un singolare monumento anarchico. Si tratta di un blocco di marmo con incise le seguenti parole di Errico Malatesta:

«Ciò che più importa è che il popolo, gli uomini tutti, perdano gli istinti e le abitudini pecorili che la millenaria schiavitù ha loro ispirato ed apprendano a pensare ed agire liberamente. Gli anarchici.»

L'opera, realizzata in marmo di Carrara, ricorda l'anarchico puteolano Emanuele Visone (Pozzuoli, 17-07-1897, 31-07-1986), ed è stata eretta l'anno successivo alla sua morte nel luogo che era sede di incontri di gruppi anarchici.

Il Monumento ai caduti sul lavoro

Il Monumento ai caduti sul lavoro si trova all'incrocio tra via Carlo Maria Rosini e le rampe Cappuccini, su una piccola terrazza che si affaccia sul golfo di Pozzuoli. Si tratta di una scultura alta 3,80 metri, composta da una base in pietra su cui si trovano una colonna in marmo, sulla cui parte centrale è affissa una targa marmorea che riporta la dedica “AI CADUTI SUL LAVORO”, affiancata dalla sagoma di un Cristo lavoratore realizzato in lamiera di ferro dello spessore di 2 cm e, alla base della colonna, da sei spighe di grano (ricordare i caduti nel settore primario), una ruota dentata (per ricordare chi ha perso la vita nel secondario) e un'àncora (per ricordare le vittime del terziario), realizzati in metallo. Realizzato con il supporto del “Gruppo Amicizia Vincenziana” della Casa Pio XII, fu voluto dal presidente dell'associazione, Salvatore Bruno.

Disegnata dal professore Raffaele Giamminelli, la scultura fu materialmente realizzata da Luigi Di Fraia e Gennaro Del Giudice, supportati dall'ingegnere Giovanni Grillo. Sulla destra del monumento è affissa una targa che ricorda Salvatore Bruno, nella parte posteriore è riportato il nome dell'associazione e sulla sinistra è ricordato il progettista.

Fu inaugurata il 1º maggio 1980, e da allora, il 1º maggio di ogni anno, in occasione della Festa dei Lavoratori, dalla sede del gruppo “Amicizia Vincenziana” un corteo guidato dai rappresentanti dell'amministrazione comunale raggiunge il monumento, dove si deposita una corona di fiori.

Aree naturali

Solfatara

Lo stesso argomento in dettaglio: Solfatara di Pozzuoli.
La Solfatara

La Solfatara è un vulcano attivo ma quiescente da circa 2000 anni, caratterizzato da elevata temperatura del fondo del cratere, in cui si registrano attività di fumarole di anidride solforosa e getti di fango bollente. Dista dal centro cittadino circa 3 km. L'attività del vulcano si manifesta con il bradisismo.

Lago d'Averno

Lo stesso argomento in dettaglio: Lago d'Averno.
Il lago d'Averno

Il lago d'Averno (dal greco "senza uccelli" perché il gas sulfureo che emanava uccideva gli uccelli che lo sorvolavano), di origine vulcanica, era molto famoso nell'antichità perché lo si credeva la porta degl'inferi (Ade). Lo specchio d'acqua colpisce per la plumbea, immota pesantezza delle sue acque, negre come acque infernali. Il carattere austero e solenne, quasi tenebroso del luogo, il colore delle acque scaturite dal fondo di un vecchio cratere, dense e limacciose, la presenza di una fonte termale lungo la riva del lago, considerata come acqua della Stige, e il ricordo di antiche esalazioni irrespirabili che ammorbavano l'aria e rendevano impossibile il volo degli uccelli, avevano circondato questo luogo di misteriose e paurose leggende e fatto sorgere sulle sue rive la religione dell'oracolo. Gli antichi favoleggiavano che nel lago vivesse il popolo dei Cimmeri, condannati a vivere all'interno di grotte e cavità sotterranee, gli stessi Cimmeri, presso i quali Omero fa giungere Ulisse per interrogare Tiresia, l'oracolo dei morti, prima del suo ingresso nell'Ade. Durante la lotta ingaggiata da Ottaviano per la conquista dell'Impero, il Lago d'Averno, sacro alla religione dell'oracolo e della morte, venne sconvolto dal tumulto bellico. La flotta di Sesto Pompeo, minacciava il litorale e i ricchi porti della Campania; Agrippa, geniale stratega di Ottaviano, non esitò dinanzi a culti e superstizioni popolari. Vide nel Lago d'Averno un eccellente porto e un sicuro e comodo cantiere di costruzione, e non esitò a fare quant'era necessario per trasformare il lago in un porto militare, il Portus Iulius (37 a.C.)

Veduta del Lago Lucrino

Il lago pur essendo pregno di storia e di reperti archeologici di notevole interesse, è stato di proprietà di una società legata al Clan dei Casalesi. Il 10 giugno 2009 nell'ambito di un'operazione antimafia è stato posto sotto sequestro da parte della DIA.

Lago Lucrino

Lo stesso argomento in dettaglio: Lago di Lucrino.

Il lago di Lucrino deve il nome al termine Lucrum e cioè lucrare: infatti il senatore Sergio Orata nella Roma antica lo aveva trasformato in un allevamento ittico, essendo lo stesso lago in comunicazione tramite un canale con il mare.

Nel 37 a.C., per opera di Marco Vipsanio Agrippa, il lago d'Averno e il lago Lucrino furono collegati al mare attraverso un canale artificiale per la realizzazione di un colossale porto militare (Portus Iulius).

Nei pressi del lago Lucrino si trovano i resti delle terme Stufe di Nerone.

Altre aree naturali

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2026 risiedevano nel comune, secondo le stime ISTAT, 2 201 cittadini stranieri, pari al 2,9% della popolazione residente.

Le cittadinanze maggiormente rappresentate al 1º gennaio 2025 erano:

Lingue e dialetti

La parlata locale di Pozzuoli, che si affianca alla lingua italiana, è un dialetto simile al dialetto napoletano con delle connotazioni proprie riguardanti la fonetica, che ha molte analogie con la parlata torrese.

Raimondo Annecchino riportava, a proposito del puteolano.

«Spiccata è la sua tendenza al vocalismo, alla espansione delle vocali, all'iato. Abbonda nelle parole la pronunzia larga e prolungata di una vocale (maaa... : mamma; zuoi : zio) oppure di più vocali di seguito (nuoii : ninno, bambino) in una sola emissione di fiato, tenendo a lungo la bocca aperta senza contatto delle labbra. Viene così, con tono aspro e sgradevole, il suono confuso di varie inflessioni vocaliche, che stronca la sillaba finale; si tratta di cadenze difficilmente assimilabili da estranei.»

La parlata puteolana, comunque, nei modi riportati dall'Annecchino, è ormai raramente riscontrabile nel territorio, ed è fondamentalmente limitata al centro storico. Questo anche a seguito del trasferimento di molte famiglie dal Rione Terra ad altre località, principalmente Toiano e Monterusciello.

Il puteolano è stato utilizzato dagli artisti della Nuova Compagnia di Canto Popolare nella loro interpretazione della canzone popolare Cicerenella in un loro LP del 1972. Le inflessioni puteolane sono talvolta anche utilizzate con connotazione comica da artisti napoletani, similmente alle inflessioni pugliesi di Lino Banfi. Tra le interpretazioni più note ed esilaranti, vi sono quella del personaggio di "Ciairo" Boccia, impersonato da Francesco Paolantoni, e l'uso del puteolano da parte del cantante comico-trash Tony Tammaro in alcune delle sue canzoni, come «'O Trerrote» e «'Puzzulan Rap». Il puteolano è stato anche utilizzato da Alessandro Siani per realizzare una parodia di Jeeg robot d'acciaio, chiamata "Giggig", oltre che da Vincenzo Salemme nella commedia Premiata pasticceria Bellavista con il personaggio di Romina, interpretato dall'attrice puteolana Cetty Sommella, che aveva già utilizzato il dialetto nel 1981 interpretando Maria nella commedia "I casi sono due" di A. Curcio nella compagnia di Carlo e Aldo Giuffrè e ancora in "Polveri condominiali" di Franco Autiero nel 1991. Lo stesso Salemme ha introdotto il personaggio del cameriere "indiano" (in realtà puteolano) che viene smascherato nel finale di "Una festa esagerata". Lo stesso personaggio è riproposto in "Napoletano? E famme 'na pizza" dello stesso autore.

Tradizioni e folclore

Il Santo Patrono di Pozzuoli è San Procolo, martire che viene ricordato dalla Chiesa cattolica il 18 ottobre, mentre a Pozzuoli è ricordato il 16 novembre. I festeggiamenti in suo onore, però, si tengono la seconda domenica di maggio. Questo perché il corpo del santo fu recuperato e riportato in città il 13 maggio del 1781. In ricordo di questo avvenimento, dal 1845, come stabilito dal vescovo Raffaele Purpo, nella seconda domenica di maggio le reliquie e un busto argenteo del santo sono portate in processione solenne per le vie della città, insieme a un busto marmoreo di San Gennaro e a quello ligneo di San Celso. Procolo risulta essere uno dei nomi più diffusi in città e spesso viene usato come identificativo, soprattutto il diminutivo: Procolino. Alcuni casi emblematici sono il famoso dolce o la mascotte animata che il comune ha usato per la comunicazione alla cittadina del PUC.

Il 19 settembre viene festeggiato San Gennaro, mentre il 13 giugno dalla chiesa di Sant'Antonio parte una processione in onore del santo padovano, nata in ambito marinaro; il 15 agosto si tiene il Pennone a Mare, noto anche come "palo di sapone", festa popolare legata alla devozione dei pescatori puteolani per la Madonna Assunta, protettrice della gente di mare. Si tratta di una competizione che si svolge nell'area del porto cittadino, dove su un molo viene sistemato un palo in legno di 15 metri, cosparso di grasso animale, posto a 45° rispetto alla banchina e sospeso sul mare. Sul palo sono posizionate 3 bandierine, corrispondenti ad altrettanti gradini del podio, e vince chi, camminando sul palo reso scivoloso dal grasso, riesce a strappare una delle tre bandierine, prima di cadere in mare. La manifestazione, di cui si parla per la prima volta in un articolo datato 1886, da luglio 2020 è iscritta nell’Inventario IPIC degli Elementi Culturali Immateriali Campani, secondo regolamento UNESCO del 2003.

Oltre alle feste patronali, a Pozzuoli vivono anche dei credi folkloristici, come quello di San Mamozio, figura nata a seguito della scoperta della statua di Lolliano Mavorzio nel 1704 e che è stato, a seguito dello spostamento del monumento a Baia, identificato con la statua del vescovo Léon y Cardenas, a cui era stata storicamente posta vicino nella piazza centrale del paese.

Cultura

Il golfo di Pozzuoli dal Parco Virgiliano di Napoli. In primo piano via Coroglio e il quartiere di Bagnoli, inclusa l'area su cui un tempo sorgeva l'acciaieria Italsider

Istruzione

Archivi storici

  • Archivio storico diocesano "Angelo D'Ambrosio"

Biblioteche

  • Polo culturale ''Palazzo Toledo''
  • Biblioteca diocesana

Ricerca

L'Istituto Telethon di Genetica e Medicina, o TIGEM, è un ente di ricerca genetica sito a Pozzuoli, all'interno dell'ex Comprensorio Olivetti. Il TIGEM, diretto dal Professor Andrea Ballabio, è un istituto di ricerca impegnato nell'ambito delle malattie genetiche rare. È stato creato nel 1994 a Milano dalla Fondazione Telethon per volontà di Susanna Agnelli allo scopo di promuovere l'avanzamento della ricerca finalizzata alla diagnosi, prevenzione e cura delle malattie genetiche umane rare. Nel 2000 il TIGEM si è trasferito a Napoli in una palazzina dello storico CNR a Via Pietro Castellino, stabilendo diverse collaborazioni con i ricercatori del CNR e delle università locali. Da quel momento in poi il TIGEM ha avuto modo di allargare i propri ambiti di ricerca introducendo la terapia genica e la biologia dei sistemi. Nel 2008 in collaborazione con l'Università Federico II di Napoli viene realizzato il primo studio clinico sull'Amaurosi congenita di Leber. A luglio del 2014 il TIGEM si è trasferito nuovamente a Pozzuoli, all'interno dell'ex Comprensorio Adriano Olivetti.

Nello stesso comprensorio è presente anche l'Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Scuole

Nel comune di Pozzuoli si contano numerose scuole di vario ordine e grado, dall'asilo nido alle scuole secondarie, sia pubbliche che paritarie, sparse per tutto il territorio e in tutte le frazioni, per un totale di 115 istituti e complessi. In città ci sono licei classici, linguistici, scientifici, istituti tecnici, magistrali, alberghieri, turistici, agrari e di ragioneria. All'Accademia Aeronautica si svolgono anche corsi universitari, forniti in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Musei

Il museo diocesano

Lo stesso argomento in dettaglio: Museo diocesano di Pozzuoli.

L'unico museo della città è stato ideato per salvaguardare la memoria dell'arte sacra diocesana che è stata in parte compromessa prima dall'incendio della cattedrale nel 1964 e poi dalle crisi bradisismiche. La sede definitiva è stata inaugurata dal vescovo mons. Gennaro Pascarella il 20 maggio 2016 presso i locali del palazzo vescovile al Rione Terra un tempo a uso del seminario diocesano.

Eventi

  • A Corto di Donne: festival di cortometraggi che si tiene a Pozzuoli dal 2005. È organizzato dall'associazione culturale "Quicampiflegrei" e dal "Coordinamento Donne Area Flegrea". La rassegna è dedicata alle filmmaker donne e ai loro cortometraggi, a tema libero, divisi in 4 sezioni: animazione, documentari, fiction e videoarte.
  • Pozzuoli Jazz Festival: festival della musica jazz che si tiene annualmente a Pozzuoli dal 2010 organizzato dall'associazione culturale "Jazz and Conversation".
  • Pozzuoli Folk Festival: nato nel 2015, dalla volontà delle associazioni "Noi Re(si)stiamo Qui - Pozzuoli", "DiversaMenteGiovani" e "GenerAzione Flegrea".
  • Malazè: Manifestazione archeo-eno-gastronomica che si svolge a settembre, ideata dall'associazione "Campiflegrei a tavola", con eventi sul territorio che fondono insieme cultura, storia, gastronomia, enologia, natura e ambiente.
  • Premio Dicearchia: organizzato il 31 maggio di ogni anno da "ACLI Dicearchia Pozzuoli", in memoria di Lia Di Francia. Il premio è un'opera di artisti puteolani (per due anni del Maestro Antonio Testa, gli ultimi due anni del Maestro Antonio Isabettini). Viene assegnato a una personalità impegnata nella tutela dell'ambiente e della salute. Nel 2014 il premio è stato consegnato a Padre Maurizio Patriciello; nel 2015 al comandante del Corpo Forestale dello Stato, Generale Sergio Costa; nel 2016 alla vedova del poliziotto Roberto Mancini che scoprì la cosiddetta "Terra dei fuochi"; nel 2017 al professor Antonio Giordano, direttore e fondatore dell'Istituto di ricerca per il cancro Sbarro a Filadelfia (Stati Uniti).
  • Libro Fest della Kermesse Villaggio Letterario: evento annuale dedicato al libro con autori legati alla Campania e alla Sicilia, organizzato dalle associazioni "Lunaria Onlus A2" e "Villaggio Letterario". La V edizione è stata dedicata a Raimondo Bucher, scopritore dei resti archeologici sommersi di Baia.
  • No Limits Wine e Diving: Vini estremi del Mondo e immersioni nel Portus Iulius di Pozzuoli. Evento annuale organizzato dalle associazioni "Lunaria Onlus A2" e "Villaggio Letterario".
  • Pozzuoli S'Move Festival: Festival musicale che ospita ogni anno artisti e DJ di fama internazionale che si svolge alla darsena di Pozzuoli a cura dell'Associazione "Darsena".

Geografia antropica

Lungomare

Suddivisioni storiche

Pozzuoli è suddivisa in diverse frazioni e quartieri:

  • Rione Terra è il quartiere storico del paese, ovvero il suo centro di origine greco-antica e su cui si è sviluppata anche la città medievale. Acropoli in epoca greca, in epoca romana fu il quartiere dei lupanari. Oggi, è prettamente disabitato, a seguito dello sgombero per il bradisismo del 1970, ma è stato completamente ristrutturato per diventare un'attrazione turistica e un quartiere alberghiero per la città, nonché un luogo di ritrovo culturale, data la presenza di tracce archeologiche di grande importanza nei vecchi edifici storici.
  • Borgo delle Piscinelle è il quartiere attiguo al Rione Terra, facente parte oggi del centro storico e corrispondente agli insediamenti sorti nel XVI secolo di fianco alla Porta Napoli, cioè la porta d'ingresso alla città. È chiamato così perché vi era in zona l'acquedotto che portava l'acqua dal Serino. Il quartiere si estende nella zona orientale, dal Rione Terra al Macellum, e il nome è arrivato a identificare anche il Rione Postierla, che nacque lo stesso periodo e si espanse verso l'attuale porto.
  • Arco Felice è un quartiere situato tra Lucrino e Pozzuoli borgo, sorto agli inizi del 1900 dopo lo sviluppo della linea ferroviaria Cumana. Prende il nome dai resti di un acquedotto romano in laterizio, di cui rimane in piedi un grande arco, detto arco felice vecchio, sito in località Cuma.
  • Lucrino è un quartiere in cui sono ubicati: la parte occidentale dell'oasi naturalistica del Monte Nuovo e il lago d'Averno considerato la porta agli inferi; sulle sue sponde si trova il famoso Tempio di Apollo. Il suo nome deriva dalla parola lucrum (guadagno). Nel I secolo a.C., infatti, l'imprenditore e ingegnere romano Sergio Orata, impiantò nelle acque del lago una coltivazione di ostriche, ricavandone grandi ricchezze. Prima dell'eruzione del Monte Nuovo del 1538, che lo distrusse completamente, sorgeva, su una collina dell'odierna Lucrino, Tripergole, un villaggio termale noto per le proprietà curative termali delle sorgenti flegree.
  • Rione Artiaco è un quartiere popolare nato tra il 1958 e i primi anni 60', come soluzione abitativa per gli abitanti eccedenti al Borgo delle Piscinelle. È posto sulla via omonima, via di collegamento tra Pozzuoli e Quarto (proseguendo per quella strada si giunge di fatti alla cosiddetta "Montagna spaccata").
  • Rione Bognar è un quartiere residenziale nato negli anni 50' nella zona alta di Pozzuoli, nei pressi dell'Anfiteatro Flavio cittadino. Il quartiere si sviluppa nei pressi della Stazione di Pozzuoli Solfatara.
  • Pisciarelli è quella parte della località di Agnano Terme ricompresa nel territorio del comune di Pozzuoli. La restante parte di Agnano fa parte dell'ex frazione Bagnoli del comune di Napoli.
  • Cigliano è un insediamento agricolo, posto nel cratere del monte omonimo, a ovest degli Astroni di Agnano e a est della località Campiglione. La zona settentrionale di questo insediamento agricolo è detto "Cofanara", per il nome della via su cui insiste.
  • San Vito è una contrada sulle pendici occidentali del monte Cigliano, in cui è presente una necropoli romana del I secolo d.C., e una chiesa omonima, insistente sulla zona dal 1655 (e che dà nome alla contrada).
  • La Schiana è la contrada in cui insiste l'Ospedale Santa Maria delle Grazie, nato nel XVI secolo di fianco all'omonima chiesa nel centro storico del paese. È una zona poco abitata, dove compaiono solo diverse ville unifamiliari, posta a ovest del Rione Toiano, a nord del lago d'Averno e a est della zona di Cuma. A nord dell'ospedale vi è un insediamento abitativo chiamato "Privata Monterusso", dal nome dell'omonima via.
  • Campiglione è una zona posta a est del Rione Toiano, di preciso indica la caldera del Monte Gauro. All'interno del cratere è stato istituito dal 1966 il "Carney Park", un centro ricreativo per i militari della U.S. Navy. In zona, insiste la Via Campana, lungo la quale sono sorte diverse attività commerciali e anche un centro commerciale. Sulle pendici settentrionali del Monte Gauro, in zona insiste un'area residenziale denominata "Castagnaro", mentre sulle pendici occidentali insiste la zona agricola di "Sant'Angelo".
  • Rione Toiano è un quartiere popolare sorto per dare una risposta abitativa ai cittadini di Pozzuoli, sfrattati dal Rione Terra e dal centro storico dopo il bradisismo del 1970, ed è posto al centro tra l'antica Pozzuoli e il “contemporaneo” megaquartiere di Monterusciello. È il centro dell'attività amministrativa, in quanto vi si trova la casa comunale, e ci sono anche alcune scuole e alcune attività commerciali. È un quartiere prettamente residenziale, che ha la connotazione di un quartiere di case popolari.
  • Monterusciello (o Monteruscello) è un quartiere costruito a seguito del bradisismo avvenuto negli anni '80 e oggi abitato da oltre 30 000 abitanti. Data la vastità della zona, nata per essere in parte una "new town", presenta ampi viali alberati, strade larghe, enormi parchi residenziali, e diverse attività commerciali, specialmente ai confini con Quarto e a sud. Diverse le infrastrutture comprese nel territorio, come la piscina olimpionica all'interno del Palazzo dello Sport (che ha tra l'altro ospitato per alcune stagioni la squadra di pallacanestro di Napoli) e un campo regolamentare interamente costruito in erba sintetica e una pista da jogging lunga 500 metri (a uso della Scuola calcio "Monterusciello"). Vi sono anche licei e istituti tecnici e professionali, con studenti provenienti dalla città metropolitana di Napoli e anche dalla provincia di Caserta. Tuttavia sono non mancano opere mai completate o realizzate, anche a causa delle infiltrazioni camorristiche, come il centro tennistico in via De Curtis, ampi locali non utilizzati a ridosso dell'Ufficio Postale, l'ex scuola alberghiera e un Centro Commerciale in Via Modigliani mai messo in funzione e ora distrutto dal tempo e dai vandalismi. Inoltre non vi sono luoghi di ritrovo, come cinema o teatri. Nella zona settentrionale del quartiere, zona prettamente residenziale, si svolge anche il mercato rionale cittadino; e la piazza Antonio De Curtis è stata recentemente zona di riqualificazione urbana tramite il progetto "Monterusciello Agro City". La zona è collegata mediante la stazione ferroviaria di Grotta del Sole, anche se per la sua posizione eccessivamente a nord (è praticamente al confine con Quarto e Giugliano) non connette in modo efficiente tutto l'abitato.
  • Cuma è un quartiere alla periferia ovest della città di Pozzuoli, conosciuta per possedere i famosi siti archeologici: tempio di Apollo, tempio di Iside, tempio di Giove, Arco Felice, strade romane, antro della Sibilla, anfiteatro cumano e necropoli. È un quartiere non densamente abitato, dove però si sono sviluppate anche attività terziarie (prettamente ristoranti). Le abitazioni si sono sviluppate soprattutto nella zona pianeggiante e ex-paludosa della Nuova Colmata, posta a sud di Licola, mentre nei pressi dell'Antro della Sibilla si trova la zona agricola denominata "Monte di Cuma". Sarebbe collegato tramite la Circumflegrea grazie alla stazione omonima, ma la tratta è inattiva a causa della scarsa affluenza di traffico.
  • Licola è il quartiere pianeggiante e prevalentemente litoraneo a nord-ovest della città di Pozzuoli. Sviluppatosi in era fascista grazie a una bonifica e all'inserimento di famiglie provenienti dal nord-est italiano a cui il regime assegnava casa, podere e animali e agli insediamenti dell'Opera Nazionale Combattenti. Confina a sud con Cuma, a est con Monterusciello, a nord con Giugliano in Campania (la cui zona confinante ha lo stesso nome ed è in parte tutelata nell'ambito della Riserva naturale Costa di Licola). In passato era una zona a forte vocazione turistica, oggi ridimensionata (causa anche la antropizzazione maggiore dei luoghi causata dagli sfollati del bradisismo). Nella zona sorge il depuratore di Licola-Cuma, che serve tutta l'area settentrionale della Città metropolitana di Napoli, posto nei pressi della stazione della Circumflegrea (attuale capolinea della ferrovia). Una parte di questo quartiere è denominata Marina di Licola, servita dalla stazione omonima presente sulla tratta inutilizzata da Licola a Torregaveta, che dovrebbe servire gli stabilimenti balneari in zona. Nei pressi della frazione vi è una parte della riserva "Foce di Licola".

Economia

Agricoltura e Pesca

Mercato ortofrutticolo all'ingrosso

In viale dell'Europa Unita si trova il mercato ortofrutticolo all'ingrosso di Pozzuoli, che almeno fino al 2015 era ritenuto il quarto in Campania per fatturato e superficie, il sesto in tutto il Sud Italia. Parzialmente chiuso nel 2010 per carenze igienico sanitare, fu riaperto a settembre del 2015 dopo un intervento di ristrutturazione e manutenzione straordinaria costato circa 2 milioni di euro e finanziato dal programma PIU Europa.

Mercato ittico all'ingrosso

Nella città è attivo un rilevante mercato ittico all'ingrosso, situato in via Fasano e inaugurato nel 1977. Almeno fino al 2009 viene riportato come il terzo mercato ittico all'ingrosso più grande d'Italia. Nel 2023 ha aperto anche dei magazzini per la vendita di frutti di mare (dopo averli chiusi nel 2016). È in progetto, grazie ai fondi PNRR, una ristrutturazione del fabbricato in cui è ospitato.

Industria

Stabilimenti meccanici di Pozzuoli

Nella città era fiorentissima l'attività industriale, difatti lungo l'asse viario (Via Fasano) che collega il centro con l'insediamento urbano di Arco Felice hanno operato per lungo tempo gli stabilimenti meccanici di Pozzuoli, importante realtà industriale della provincia. Le origini risalgono al 1885, quando l'industria britannica Armstrong, che costruiva armi per forze armate di tutto il mondo venne autorizzata a impiantare a Pozzuoli una fabbrica metallurgica per la costruzione di artiglierie navali, lungo la costa, su un'area di 50 000 metri quadrati, dove anticamente, secondo la tradizione, sorgeva l'Accademia di Cicerone.

La fabbrica fu un'importante fonte di reddito per la maggior parte delle famiglie puteolane; nel 1886 vi lavoravano 250 operai che diventarono 4 000 nel 1911 e 5 000 nel 1916. Negli anni che precedettero il primo conflitto mondiale nello stabilimento venne costruito gran parte dell'armamento delle navi da battaglia Dante Alighieri e di quelle delle classi Cavour e Duilio, in particolare l'armamento principale costituito dal cannone 305/46 EOC Pattern "T" che ha equipaggiato la corazzata Dante Alighieri e le corazzate Cesare e Duilio; lo stabilimento divenne la maggiore fabbrica di cannoni in Italia. All'inizio del novecento alla lavorazione meccanica venne abbinata quella siderurgica. Lo stabilimento era favorito dalla posizione, con la collocazione sul mare, con un grande pontile lungo 200 metri, fornito di binari ferroviari che si estendevano per sette chilometri all'interno della fabbrica. La posizione consentiva l'approdo delle navi da carico che portavano il carbone e il minerale ferroso e anche delle navi militari, in cui dovevano essere imbarcati i cannoni. Nel corso della prima guerra mondiale lo stabilimento ebbe una grande espansione produttiva cui sarebbe seguito un periodo di crisi dopo il 1919, a causa della fine dell'economia di guerra, che provocherà il passaggio nel 1929 al gruppo Ansaldo.

Nel periodo tra le due guerre la denominazione divenne prima "Arsenale artiglierie" per poi assumere quella di "Ansaldo artiglierie" dopo il passaggio all'Ansaldo.

Dopo la seconda guerra mondiale la denominazione divenne Stabilimenti meccanici di Pozzuoli e venne progressivamente abbandonata la produzione bellica, per dedicarsi alla produzione meccanica media, fucinatura, stampaggio e carpenteria. Nel primo periodo dopo la guerra poiché le commesse civili tardavano a decollare, venne sviluppato e costruito per la Marina Militare un moderno pezzo d'artiglieria navale, il cannone antiaereo da 76/62 mm denominato tipo SMP3, cioè da tre pollici, da cui scaturisce la sua sigla “SMP-3”, imbarcato sulle corvette Albatros e sulle corvette dello stesso tipo realizzate nei cantieri italiani per la marina danese e olandese. La produzione di questo cannone fu l'ultima commessa militare di questi stabilimenti, in quanto la Marina Militare decise di affidare la produzione delle sue artiglierie navali agli stabilimenti Oto Melara di La Spezia.

Nel 1948 questi stabilimenti passarono sotto il controllo dell'IRI, come diramazione della finanziaria Finmeccanica. Inizia così anche la costruzione di materiale rotabile ferroviario prima con l'insegna degli stessi S.M.P. per proseguire nel 1957 con l'Aerfer e infine nel 1967 con la SOFER.

Negli anni cinquanta gli stabilimenti vengono rilevati dalla IMAM (Industrie meccaniche aeronautiche meridionali SpA) che a sua volta venne inglobata dalla Aerfer, società di Finmeccanica costituita il 26 luglio 1955 per raggruppare le attività del polo aeronautico campano.

Nel 1967, in seguito alla scissione di questa società, lo stabilimento venne ceduto alla Sofer Officine Ferroviarie del gruppo EFIM, che l'anno seguente, in seguito alla ristrutturazione delle aziende del gruppo che operavano nel settore ferroviario, venne inglobata dalla Breda Ferroviaria con cui negli anni ottanta diede vita al consorzio Inbus.

Nel tempo lo stabilimento ha raggiunto i 170 000 metri quadrati di estensione.

Dopo una prima grande crisi nel 1993, nel 2003 gli stabilimenti sono stati chiusi dopo oltre 100 anni di attività.

Per l'area precedentemente occupata dagli stabilimento è in corso un progetto per la riqualifica e la successiva destinazione a centro velico, e parte dell'area dismessa è stata data in concessione dalla Prysmian Group, che ha una sua sede già nei pressi di Arco Felice. Vi è compreso anche un parcheggio. Vi è anche un'ampia zona afferente al porto.

Stabilimento Olivetti

Lo stesso argomento in dettaglio: Stabilimento Olivetti (Pozzuoli).

Lo stabilimento Olivetti è stato uno degli stabilimenti della società Olivetti costruito durante la presidenza di Adriano Olivetti. Progettato negli anni cinquanta da Luigi Cosenza, lo stabilimento è un'opera di architettura moderna di Pozzuoli ed è un esempio di integrazione architettonica nel panorama naturale della costa napoletana. Lo stabilimento nacque per la produzione di macchine calcolatrici e macchine da scrivere; negli anni 80' l'informatizzazione portò l'Olivetti a rendere lo stabilimento un centro di produzione computer, specializzato nel software (l'hardware era prodotto agli stabilimenti di Marcianise): nacque così quindi il Centro Tecnologie e Servizi di Impresa Olivetti. Nel 2004 la proprietà è passata al Fondo Tecla, società del Gruppo Pirelli. Alla chiusura del fondo, nel 2017, gli stabilimenti sono passati in mano alla DeA Capital Real Estate SGR.

Dopo essere stato per anni sede degli stabilimenti Olivetti, oggi ospita anche diverse altre attività, come il TIGEM e l'Istituto di Chimica Biomolecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche, uffici Vodafone e WindTre.

Cantieristica

Nel comune puteolano è attiva una floridissima rete di aziende di cantieristica.

Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Stazione di Pozzuoli Solfatara

Pozzuoli è collegata con il capoluogo attraverso tre linee ferroviarie:

Dalla stazione di Pozzuoli Solfatara, capolinea della linea 2, partono anche treni diretti verso Villa Literno, che effettuano le fermate nelle stazioni di Quarto di Marano e Giugliano-Qualiano.

Tramvie

Fra il 1883 e la seconda guerra mondiale era attiva la tranvia Napoli-Bagnoli-Pozzuoli.

Tra il 2022 e il 2023 è stato approvato dalla Città Metropolitana di Napoli il nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che prevede la progettazione di un collegamento, con bus o tramvia a sede riservata, detto Gronda Ovest, che dalla stazione di Chiaiano della Linea 1 dovrebbe passare per i comuni di Mugnano di Napoli, Marano, Calvizzano, Villaricca, Qualiano e Giugliano, fino alla stazione di Licola della Circumflegrea, nel territorio di Pozzuoli.

Porto

Lo stesso argomento in dettaglio: Porto di Pozzuoli.

Il porto di Pozzuoli ha collegamenti regolari con le isole di Ischia e Procida e collegamenti meno frequenti con Capri, Ponza e Ventotene.

Mobilità urbana

È collegata a Napoli con le linee extraurbane di autobus dell'EAV che raggiungono Bacoli e Torregaveta e della ex CTP che raggiungono Mondragone e Baia Domizia. È collegata anche, ma con arrivo a Piazzale Tecchio, a Fuorigrotta, con autolinee dell'EAV, con partenze di ogni mezz'ora circa dal capolinea nella frazione di Monteruscello nei pressi della stazione Grotta del Sole della Ferrovia Circumflegrea e con percorso in Tangenziale, ingresso Monteruscello Sud uscita Agnano e viceversa; dallo stesso capolinea e sempre con autolinee EAV ogni ora un collegamento con Nisida, Città della scienza, con passaggio nei pressi dell'Ospedale La Schiana e un percorso che attraversa Arco Felice e il centro cittadino per raggiungere il capolinea attraverso il lungomare. Trasporti all'interno del territorio di Pozzuoli sono gestiti dalla ex CTP, ma con cadenza non molto frequente. Ad esempio, il 915 (ex P9) che collega il porto con la Solfatara passa una volta l'ora, mentre il 955 dell'EAV, che collega il porto con via Campana e la zona di Cigliano, passa una volta ogni 65 minuti.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 maggio 1944 14 novembre 1946 Raimondo Annecchino Comitato di Liberazione Nazionale Sindaco
15 novembre 1946 20 giugno 1952 Raimondo Annecchino Partito Socialista Italiano Sindaco
21 giugno 1952 17 gennaio 1954 Domenico Conte Partito Comunista Italiano Sindaco
18 gennaio 1954 4 settembre 1954 Giovanni De Silva Commissario
prefettizio
5 settembre 1954 26 dicembre 1954 Alfonso Ferrara Commissario
prefettizio
27 dicembre 1954 22 marzo 1956 Alfonso Allodi Commissario
prefettizio
23 marzo 1956 28 maggio 1956 Filippo Piscopo Commissario
prefettizio
29 maggio 1956 20 giugno 1960 Giuseppe Di Matteo Democrazia Cristiana Sindaco
21 giugno 1960 23 luglio 1961 Odoacre Oriani Partito Monarchico Popolare-Democrazia Cristiana Sindaco
24 luglio 1961 8 ottobre 1961 Enrico Vellinati Partito Comunista Italiano Sindaco
9 ottobre 1961 2 luglio 1964 Vincenzo Visone Democrazia Cristiana Sindaco
3 luglio 1964 26 febbraio 1965 Enrico Vellinati Partito Comunista Italiano Sindaco
27 febbraio 1965 22 febbraio 1967 Domenico Conte Partito Comunista Italiano Sindaco
23 febbraio 1967 17 ottobre 1967 Eugenio Cammisa Partito Socialista Italiano Sindaco
18 ottobre 1967 21 aprile 1968 Enrico Vellinati Partito Comunista Italiano Sindaco
22 aprile 1968 7 agosto 1968 Odoacre Oriani Democrazia Cristiana Sindaco
8 agosto 1968 26 gennaio 1969 Carlo Lessona Commissario
prefettizio
27 gennaio 1969 24 gennaio 1974 Angelo Gentile Democrazia Cristiana Sindaco
24 gennaio 1974 21 dicembre 1975 Giuseppe Artiaco Democrazia Cristiana Sindaco
22 dicembre 1975 21 dicembre 1976 Edoardo Paggi Partito Repubblicano Italiano Sindaco
22 dicembre 1976 5 giugno 1978 Domenico Conte Partito Comunista Italiano Sindaco
6 giugno 1978 6 febbraio 1979 Filippo Milazzo Partito Comunista Italiano Sindaco
7 febbraio 1979 30 aprile 1979 Sergio D'Oriano Partito Comunista Italiano Sindaco
1º maggio 1979 9 giugno 1981 Angelo Gentile Democrazia Cristiana Sindaco
9 giugno 1981 11 maggio 1983 Mario D'Oriano Democrazia Cristiana Sindaco
11 giugno 1983 9 settembre 1983 Giuseppe Scotto Di Minico Democrazia Cristiana Sindaco
9 settembre 1983 24 settembre 1983 Mattia La Rana Partito Repubblicano Italiano Sindaco
21 settembre 1983 15 novembre 1984 Gennaro Postiglione Partito Repubblicano Italiano Sindaco
15 novembre 1984 3 marzo 1985 Giuseppe Caminiti Democrazia Cristiana Sindaco
4 marzo 1985 28 marzo 1986 Stelio Romano Democrazia Cristiana Sindaco
29 marzo 1986 2 febbraio 1988 Antonio Ciarleglio Partito Socialista Italiano Sindaco
3 febbraio 1988 25 luglio 1988 Giuseppe Artiaco Democrazia Cristiana Sindaco
3 febbraio 1988 23 settembre 1990 Antonio Procacci Democrazia Cristiana Sindaco
24 settembre 1990 29 settembre 1991 Carmelo Cicale Democrazia Cristiana Sindaco
30 settembre 1991 8 febbraio 1992 Salvatore Lubrano Democrazia Cristiana Sindaco
9 febbraio 1992 20 giugno 1993 Giovanni Amato Democrazia Cristiana Sindaco
21 giugno 1993 12 maggio 1997 Aldo Mobilio Partito Democratico della Sinistra Sindaco
12 maggio 1997 28 maggio 2001 Gennaro Devoto Partito Democratico della Sinistra Sindaco
28 maggio 2001 23 dicembre 2005 Vincenzo Figliolia L'Ulivo Sindaco
23 dicembre 2005 15 aprile 2008 Pasquale Basso
Maria Fornaro
Vincenzo Madonna
Commissione
straordinaria
15 aprile 2008 6 maggio 2010 Pasquale Giacobbe Il Popolo della Libertà Sindaco
6 maggio 2010 23 giugno 2011 Roberto Aragno Commissario
23 giugno 2011 23 novembre 2011 Agostino Magliulo Il Popolo della Libertà Sindaco
23 novembre 2011 7 maggio 2012 Ugo Mastrolitto Commissario
7 maggio 2012 27 giugno 2022 Vincenzo Figliolia Partito Democratico Sindaco
14 luglio 2022 In carica Luigi Manzoni Partito Democratico Sindaco

Gemellaggi

Patti di amicizia

Sport

La squadra di calcio della città è la Puteolana. Il club toccò l'apice nel 1921-1922, quando sfiorò la qualificazione alla finalissima per l'assegnazione dello scudetto, perdendo la finale di Lega Sud contro la Fortitudo di Roma, e laureandosi vice campione dell'Italia centro-meridionale. Accanto alla tradizione rappresentata dalla Puteolana, nel 2024 è nata l’ASD Pozzuoli Calcio, nuova realtà calcistica cittadina, iscritta al campionato di Terza Categoria. Il basket è rappresentato dalla Virtus Pozzuoli.

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Antonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)
  5. ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 516, ISBN 88-11-30500-4.
  6. ↑ (EN) M.A Di Vito, R Isaia e G Orsi, Volcanism and deformation since 12,000 years at the Campi Flegrei caldera (Italy), in Journal of Volcanology and Geothermal Research, vol. 91, n. 2-4, 1999-8, pp. 221-246, DOI:10.1016/S0377-0273(99)00037-2, ISSN 0377-0273 (WC · ACNP). URL consultato il 21 marzo 2019.
  7. ↑ (EN) Anna Tramelli, Vincenzo Convertito e Cataldo Godano, b value enlightens different rheological behaviour in Campi Flegrei caldera, in Communications Earth & Environment, vol. 5, n. 1, 22 maggio 2024, pp. 1-6, DOI:10.1038/s43247-024-01447-y. URL consultato il 22 maggio 2024.
  8. ↑ Osservatorio Vesuviano - I Campi Flegrei - Inquadramento, su www.ov.ingv.it. URL consultato il 22 maggio 2024.
  9. ↑ (EN) S. Caliro, G. Chiodini e R. Moretti, The origin of the fumaroles of La Solfatara (Campi Flegrei, South Italy), in Geochimica et Cosmochimica Acta, vol. 71, n. 12, 2007-6, pp. 3040-3055, DOI:10.1016/j.gca.2007.04.007. URL consultato il 21 marzo 2019.
  10. ↑ (EN) Mauro Di Vito, Lucio Lirer e Giuseppe Mastrolorenzo, The 1538 Monte Nuovo eruption (Campi Flegrei, Italy), in Bulletin of Volcanology, vol. 49, n. 4, 1º agosto 1987, pp. 608-615, DOI:10.1007/BF01079966. URL consultato il 20 marzo 2019.
  11. ↑ (EN) Giovanni Chiodini, Micol Todesco e Stefano Caliro, Magma degassing as a trigger of bradyseismic events: The case of Phlegrean Fields (Italy): MAGMA DEGASSING AND BRADYSEISM, in Geophysical Research Letters, vol. 30, n. 8, 2003-4, DOI:10.1029/2002GL016790. URL consultato il 21 marzo 2019.
  12. ↑ (EN) F. Barberi, G. Corrado e F. Innocenti, Phlegraean Fields 1982–1984: Brief chronicle of a volcano emergency in a densely populated area, in Bulletin Volcanologique, vol. 47, n. 2, 1º giugno 1984, pp. 175-185, DOI:10.1007/BF01961547. URL consultato il 20 marzo 2019.
  13. ↑ Varrone, De lingua Latina, V, 25.
  14. 1 2 Cenni storici, su Comune di Pozzuoli. URL consultato il 29 luglio 2023 (archiviato il 29 luglio 2023).
  15. ↑ (EN) Edward Herbert Bunbury, Puteoli, in William Smith (a cura di), Dictionary of Greek and Roman Geography, vol. 2, Londra, Walton and Maberly, 1857, pp. 679-681.
  16. 1 2 (EN) Howard Comfort, Puteoli (Pozzuoli) Campania, Italy, in Richard Stillwell, William L. MacDonald e Marian Holland McAllister (a cura di), The Princeton Encyclopedia of Classical Sites, Princeton, Princeton University Press, 1976, ISBN 0-691-03542-3.
  17. ↑ at 28,13-14, su La Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
  18. 1 2 Amedeo Maiuri, Pozzuoli, in Enciclopedia dell'arte antica, classica e orientale, vol. 6, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1965, pp. 413-420.
  19. 1 2 Cristiano Fiorentino, Pozzuoli e i Campi Flegrei nel medioevo, su archeoFlegrei, 6 gennaio 2020. URL consultato il 19 maggio 2024.
  20. ↑ Silvia Maddalo, I bagni di Pozzuoli nel Medioevo: il De balneis Puteolanis, in Bains curatifs et bains hygiéniques en Italie de l'Antiquité au Moyen Âge, collana Collection de l'École française de Rome, 383, Roma, École française de Rome, 2007, pp. 79-92. URL consultato il 19 maggio 2024.
  21. ↑ Rosario Di Bonito, Pozzuoli. Uomini e vicende tra Medioevo ed Età Moderna, 2002.
  22. ↑ Enrico Guidoni, Storia dell'urbanistica. Campania/I (PDF), Edizioni Kappa, 1988.
  23. ↑ Antonio Alosco, La storia di Pozzuoli dalle origini all'età contemporanea (PDF), Biblioteca Civica Puteolana, 1991.
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  27. ↑ Scritti: "Pensiero e volontà," rivista quindicinale di studi sociali e di coltura generale (Roma, 1924-1926) e ultimi scritti (1926-1932), citazione riportata in Wikiquote.
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  29. ↑ non riuscì a vedere realizzata l'opera perché morì pochi mesi prima dell'inaugurazione
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  38. ↑ L'eccellenza della ricerca del TIGEM è testimoniata dai numerosi fondi che riceve dall'Unione europea e da prestigiose istituzioni internazionali tra cui il National Institutes of Health, la Fondazione europea di biologia molecolare (EMBO) e il Wellcome Trust e l’ERC (European Research Council). Inoltre il TIGEM ha stipulato una collaborazione internazionale con diverse case farmaceutiche prestigiose per studi come la ricerca per sviluppare approcci di terapia genica o farmacologica a malattie neurodegenerative e da accumulo lisosomiale. Fino a novembre 2016 i geni associati a malattie, identificati dal TIGEM, sono arrivati a 26.
  39. ↑ Sede principale di Pozzuoli (NA), su icb.cnr.it.
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  46. ↑ L'Ospedale rimase lì, gestito da una confraternita Laica, fino alla fine del XIX secolo. Nel 1917 l'Ospedale fu spostato nel Tubercolario militare, nei pressi dell'attuale Accademia Aeronautica, e vi rimase fino al 1967.
  47. ↑ Non è un equivoco né un errore chiamarlo Monterusciello o Monteruscello, il primo non è altro che una pronuncia dialettale del secondo, che a seguito è stato anche accettato dalla toponomastica. Tendenzialmente, si tende a utilizzare "Monterusciello" per indicare il quartiere e "Monteruscello" per indicare la zona geografica, il colle sotto il quale è stato costruito il quartiere. Inoltre, il toponimo Monterusciello deriva probabilmente dal tardo latino "Mons Rosellus", cioè "monte delle canne".
  48. ↑ Francesca Pilla, “I solitari fantasmi di Monterusciello”, in Il Manifesto, 18 aprile 2006 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
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Bibliografia

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