| Tripergole frazione | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°50′06″N 14°05′16.08″E |
| Abitanti | |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cartografia | |
Tripergole è stato un villaggio medioevale che si ergeva sulla omonima collinetta. Nel 1538 venne interamente distrutto durante l'eruzione vulcanica dei campi flegrei, un plesso di crateri da cui prende il nome la zona. Tali crateri vulcanici, quasi tutti inattivi, si trovano nella parte di regione Campania che affaccia sulla costa del golfo tra Pozzuoli e Baia. L'eruzione causò l'innalzamento del suolo fino a dare forma alla collina chiamata Monte Nuovo nel 1538. Il fenomeno, che da secoli, sia precedentemente sia dopo l'eruzione, provoca l'innalzamento e l'abbassamento del suolo, è conosciuto come bradisismo. Questo fenomeno, unico nel suo genere, non si è mai arrestato e tutt'oggi continua con terremoti i quali, seppure di bassa e media magnitudo, risultano molto superficiali e, talvolta, possono creare problematiche.
Il villaggio sorgeva su una modesta collina di tufo, sul lago Lucrino, dove erano presenti i resti della villa di Cicerone e delle terme romane, anch'esse distrutte dall'eruzione del Monte Nuovo.
Il luogo era noto per le proprietà curative termali delle sorgenti flegree. Per questo motivo, Carlo II d'Angiò fece costruire un ospedale che dava ospitalità a circa 30 degenti. Inoltre il villaggio ospitava una chiesa, alcune case, delle osterie e un maniero reale per la caccia.
Intorno al 1488 l'architetto fiorentino Giuliano da Sangallo visitò i Campi Flegrei, sostando a Tripergole. Alcuni suoi disegni testimoniano le architetture termali romane presenti nel villaggio.