| Trecase comune | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città metropolitana | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Raffaele De Luca (Il Cuore Vince Sempre (lista civica)) dal 9-6-2024 |
| Data di istituzione | 1980 (distaccato da Boscotrecase) |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°46′N 14°26′E |
| Altitudine | 99 m s.l.m. |
| Superficie | 6,21 km² |
| Abitanti | 8 466 (31-5-2026) |
| Densità | 1 363,29 ab./km² |
| Comuni confinanti | Boscotrecase, Ercolano, Ottaviano, Torre Annunziata, Torre del Greco |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 80040 |
| Prefisso | 081 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 063091 |
| Cod. catastale | M280 |
| Targa | NA |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) |
| Cl. climatica | zona C, 1 297 GG |
| Nome abitanti | trecasesi |
| Patrono | san Gennaro |
| Giorno festivo | 19 settembre |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Trecase (noto anche come Trecase al Vesuvio, Treccàse in napoletano) è un comune italiano di 8 466 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Il territorio di Trecase occupa un'area di 6,14 km² adagiata lungo le pendici meridionali del complesso vulcanico Somma-Vesuvio. Lo spazio geografico si sviluppa come un piano inclinato che unisce le alte quote del parco vulcanico alla piana costiera del Golfo di Napoli, posizionando il nucleo cittadino a un'altitudine media di 99 metri sul livello del mare. Il suolo è composto interamente da secolari stratificazioni di prodotti piroclastici e colate di pietra lavica emesse dal vulcano, incluse alcune bocche e crateri minori risalenti alle attività eruttive del XVIII secolo. La decomposizione dei minerali vulcanici conferisce al terreno un'elevata porosità che assorbe rapidamente le piogge, alimentando la falda idrica profonda. Per questo motivo il territorio è privo di corsi d'acqua superficiali a regime costante; il deflusso meteorico avviene tramite avvallamenti e alvei naturali. Sotto il profilo sismico, il comune è inserito in Zona 2 (sismicità media).
Il clima è mediterraneo, fortemente influenzato dalla vicinanza del mare e dalla protezione dorsale offerta dal Vesuvio, con inverni miti ed estati calde ma ventilate (Zona Climatica C). La transizione altimetrica determina due fasce vegetative distinte: la zona medio-bassa è caratterizzata da colture agricole specializzate (vigneti, uliveti e frutteti), mentre l'area collinare e montana superiore, protetta dal Parco Nazionale, vede la diffusione di boschi di pino marittimo, leccio e macchia mediterranea a ginestre.
In epoca medievale, l'intera area boscosa alle pendici del Vesuvio era una riserva reale di caccia, nota con il nome di Silva mala. La svolta storica che determinò l'origine del toponimo attuale avvenne nel XIV secolo:
Comunemente alle altre località della fascia perivesuviana, il territorio dell'odierna Trecase affonda le sue radici storiche nella cultura della Valle del Sarno, subendo l'influenza delle civiltà osca, sannitica, greca e romana. Intorno all'80 a.C. l'area venne rinominata dai Romani Pagus Augustus Felix Suburbanus, un distretto amministrativo che comprendeva anche i territori di Boscotrecase e Boscoreale .
Nel 63 d.C. un violento terremoto colpì la zona, lasciando tracce evidenti nelle strutture di alcune ville sparse sul territorio. Fu tuttavia l'eruzione del Vesuvio del 79 a segnare profondamente l'area, distruggendo e seppellendo interamente gli insediamenti esistenti sotto i materiali eruttivi. Fino a quel momento, la zona era urbanisticamente caratterizzata dalla presenza di ville rustiche e residenze signorili suburbane di Pompei, focalizzate sulla produzione di vino e olio; ne è un esempio la villa d'epoca romana rinvenuta in via Capitano G. Rea.
A seguito del disastro vulcanico, il territorio fu lentamente ripopolato da comunità di contadini, come testimoniato dal ritrovamento nel 1932, in contrada Colonna, di un edificio rurale risalente al III secolo.
Intorno all'anno 1000 l'area di Trecase fu annessa al Ducato autonomo Napoletano. Nel corso del Medioevo, la vasta zona boschiva vesuviana denominata "Silva Mala" divenne sede di diverse comunità religiose; nel 1093 si registra infatti la presenza della chiesa di S. Januari in Sylva (San Gennaro nel bosco) .
Nel 1200 l'imperatore Federico II di Svevia individuò nella zona compresa tra Trecase, Boscoreale e Boscotrecase un'eccellente riserva di caccia reale. Successivamente, nel 1322, il principe Filippo di Taranto, fratello del re Roberto d'Angiò, donò a Guglielmo di Tocco un terreno situato nella località già denominata "Trecase". Nel 1337 lo stesso re Roberto d'Angiò, su richiesta della consorte Sancia di Maiorca, cedette la proprietà della Silva Mala a favore di tre monasteri femminili di Napoli.
Un tessuto urbano strutturato cominciò a definirsi stabilmente a partire dal Rinascimento. Intorno al 1500 sorsero le prime abitazioni rurali stabili; la nascita del toponimo "Trecase" risale proprio a questo periodo e deriva dai censi (le imposte fondiarie) che i coloni dovevano versare ai tre monasteri napoletani proprietari del terreno.
A partire dal XVI secolo, l'abitato di Trecase, insieme ai quartieri di Oratorio, Annunziatella e Terra Vecchia, andò a costituire l'Università di Boscotrecase. Il centro urbano si sviluppò in modo organico tra il 1550 ed il 1590, epoca in cui ebbero inizio le opere pubbliche, l'apertura delle strade e la costruzione dei palazzi residenziali. Nel 1587, mediante una bolla di papa Sisto V, l'umile cappella del paese fu elevata al rango di parrocchia e intitolata a Santa Maria delle Grazie. Divenuta ben presto insufficiente per la popolazione in crescita, nel 1589 la chiesa fu ristrutturata e ampliata, dando vita all'attuale struttura in stile barocco.
Nel 1631 il villaggio venne interamente distrutto da una violenta eruzione del Vesuvio, ma fu prontamente ricostruito sul medesimo sito.
Il Settecento rappresentò l'epoca d'oro delle ville vesuviane: numerose famiglie della nobiltà napoletana e locale scelsero Trecase per l'edificazione delle proprie residenze estive, tra cui si ricordano le ville Langella, Filippone, Lebano, Ducoster e Ruta. Il 23 dicembre 1760 una forte eruzione vulcanica investì l'abitato, distruggendo con una colata lavica la strada di collegamento con Torre del Greco. Nel 1791 nacque a Trecase Isabella Langella, innalzata in seguito alla dignità di Serva di Dio.
Nel 1808 il re Gioacchino Murat istituì formalmente il Comune di Boscotrecase, del quale Trecase divenne una frazione. Per tutto l'Ottocento e la prima metà del Novecento, Trecase seguì le sorti amministrative del capoluogo (la cui sede municipale si trovava nel quartiere Annunziatella). Durante la seconda guerra mondiale, la cittadina subì gravi perdite tra la popolazione civile a causa dei bombardamenti aerei alleati.
Nel secondo dopoguerra la cittadinanza avviò le iniziative politiche per l'indipendenza amministrativa. Nel 1967 si costituì il comitato per l'autonomia, che ottenne il parere favorevole del Consiglio Provinciale di Napoli nel 1974. Nel 1978 il Consiglio regionale della Campania indisse il referendum consultivo per il distacco. L'iter si concluse nel 1980 con l'emanazione della legge regionale istitutiva del nuovo comune e la firma del relativo decreto del Presidente della Repubblica. Il Comune di Trecase divenne ufficialmente autonomo il 5 aprile 1980, con l'insediamento del commissario prefettizio P. Vetrano.
Il gonfalone è un drappo di giallo.
L'area urbana presenta piccoli giardini pubblici e spazi verdi a ridosso del centro storico. Il vero patrimonio verde cittadino è integrato nell'architettura storica: i parchi e i giardini delle Ville Vesuviane presenti nel comune costituiscono aree verdi urbane di pregio storico e botanico, dove si mescolano piante ornamentali ed essenze tipiche del panorama vesuviano. Il territorio comunale alle pendici meridionali del Vesuvio, è fortemente caratterizzato da un patrimonio naturalistico unico. Nonostante le sue dimensioni ridotte, racchiude aree protette di rilevanza internazionale e foreste vulcaniche di pregio. Di seguito le aree protette di Trecase:
Abitanti censiti

Le tradizioni e il folclore di Trecase affondano le proprie radici nella cultura rurale dell'area vesuviana, nella devozione cattolica e nel legame secolare con l'attività agricola e la viticoltura sui terreni vulcanici del Vesuvio. Essendo stato storicamente legato al vicino comune di Boscotrecase, da cui si è separato solo nel 1980, Trecase condivide con i comuni limitrofi una forte identità culturale, pur conservando peculiarità religiose e rievocazioni storiche uniche.
Il principale evento religioso e folcloristico della comunità è la festa patronale in onore di San Gennaro, che si tiene annualmente il 19 settembre. La venerazione del Santo è storicamente legata alle invocazioni della popolazione locale per la protezione dalle eruzioni del Vesuvio.
La *Festa Contadina* è una manifestazione storico-folcloristica che si svolge nel centro storico di Trecase allo scopo di valorizzare la memoria storica della civiltà contadina locale.
La cultura popolare di Trecase è strettamente legata ai prodotti della terra, celebrati in sagre ed eventi di *street food* locale (come la rassegna *Radici nel Piatto*).
Il territorio è uno dei centri di produzione storici del Lacryma Christi del Vesuvio DOC. La vendemmia autunnale costituisce un momento di forte aggregazione sociale. Ad essa sono collegate leggende popolari circa l'origine divina del vitigno, che sarebbe nato dalle lacrime di Gesù versate sul Vesuvio dopo la caduta di Lucifero.
Il folclore contadino è legato alla tutela di antiche varietà ortofrutticole vulcaniche:
L'istruzione nel comune è incentrata principalmente sull'Istituto Comprensivo Statale "D'Angiò", che coordina la quasi totalità delle strutture pubbliche del territorio. L'offerta didattica locale copre i cicli della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.
Il fulcro del sistema scolastico locale è l'Istituto Comprensivo "D'Angiò". La dirigenza scolastica e gli uffici amministrativi gestiscono la ripartizione dei diversi plessi urbani. L'istituto si caratterizza per l'attivazione di percorsi a indirizzo musicale (con lo studio di strumenti quali pianoforte, chitarra, clarinetto e flauto traverso) e per l'insegnamento di una seconda lingua comunitaria a scelta tra francese e spagnolo.
Il sistema pubblico è suddiviso nei seguenti plessi:
Il panorama scolastico si completa con alcune realtà private e paritarie, dedicate alla prima infanzia e alla scuola primaria.
Nel territorio comunale di Trecase non sono presenti istituti scolastici superiori. Per il completamento del ciclo di studi secondari, la popolazione scolastica locale fa riferimento alle strutture dei comuni limitrofi della zona vesuviana e costiera, in particolare i licei e gli istituti tecnici di Torre Annunziata, Boscoreale e Pompei.
L'economia del comune è storicamente e strutturalmente legata alla natura vulcanica del suo territorio, che favorisce l'agricoltura d'eccellenza e il turismo esperienziale integrato all'area archeologica e naturalistica vesuviana.
Il settore primario costituisce il fulcro identitario ed economico di Trecase. La particolare composizione del suolo lavico e il microclima favorevole permettono produzioni agricole protette e riconosciute a livello internazionale:
Il comparto terziario ha registrato un forte sviluppo grazie alla conversione delle attività agricole tradizionali in dinamiche di ricettività e turismo sostenibile:
La città è servita, tramite l'omonima stazione, dalle linee ferroviarie di Napoli-Poggiomarino e di Napoli-Sorrento della Ferrovia Circumvesuviana.