| Bis(difenilfosfino)metano | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| dppm | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C25H22P2 |
| Massa molecolare (u) | 384,39 |
| Aspetto | polvere cristallina bianca |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 218-194-2 |
| PubChem | 74952 |
| SMILES | C1=CC=C(C=C1)P(CP(C2=CC=CC=C2)C3=CC=CC=C3)C4=CC=CC=C4 |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Solubilità in acqua | insolubile |
| Temperatura di fusione | 118-119 °C (391-392 K) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| Frasi H | 315-319-335 |
| Consigli P | 261-305+351+338-302+352-321-405-501 |
Il bis(difenilfosfino)metano è una fosfina con formula Ph2P-CH2-PPh2 (Ph = fenile). Il nome è generalmente abbreviato come dppm. In condizioni normali è un solido cristallino di colore bianco sensibile all'ossigeno atmosferico. Viene comunemente usato come legante bidentato in chimica inorganica e chimica metallorganica. Il dppm funziona nella maggior parte dei casi come legante a ponte, portando alla formazione di complessi bimetallici, ma può fungere anche da legante chelato.
Per preparare il dppm si parte da trifenilfosfina (PPh3) e sodio, che formano difenilfosfuro di sodio (NaPPh2); quest'ultimo viene quindi trattato con diclorometano (CH2Cl2) per ottenere dppm:
Il gruppo metilene (CH2) è leggermente acido nel dppm e specialmente nei suoi complessi. Il legante può essere ossidato per arrivare ai corrispondenti ossidi e solfuri Ph2P(E)CH2P(E)Ph2 (E = O, S). In questi derivati il gruppo metilene è ancora più acido.

Come legante chelato il dppm può formare cicli a quattro termini MP2C che sono alquanto tensionati. Il legante preferisce legarsi a ponte formando complessi bimetallici; in tal caso si formano cicli a cinque termini M2P2C termodinamicamente favoriti. Un esempio è il dimero di palladio Pd2Cl2(dppm)2. Il ddpm dà luogo ad una famiglia di composti di coordinazione noti come complessi con struttura ad A.
Il composto è disponibile in commercio. È irritante per gli occhi, la pelle e le vie respiratorie. Non ci sono dati che indichino proprietà cancerogene. È considerato poco pericoloso per l'ambiente.