Ectotermia

Termogramma di un serpente tenuto in mano da un uomo. È evidente la differenza di temperatura tra il serpente (ectotermo) e l'uomo (endotermo).

In biologia, l'ectotermia (dal greco: ektos = al di fuori; thermos = calore) è la condizione degli organismi viventi la cui temperatura corporea dipende dall'ambiente esterno. È un tipo di termoregolazione, il suo contrario è chiamato endotermia e non va confusa con l'eterotermia.

Ad avere questa caratteristica sono gli invertebrati, i pesci, gli anfibi e i rettili non uccelli. Il fenomeno dell'ectotermia è particolarmente accentuato nei rettili, che devono necessariamente passare diverse ore al sole per poter aumentare la propria temperatura corporea, soprattutto lucertole e serpenti. Le più recenti teorie favoriscono invece l'endotermia almeno per alcune specie di dinosauri.

Strategia

Le differenti strategie di controllo della temperatura includono:

Spesso gli ectotermi hanno un metabolismo più complesso degli endotermi. Per una reazione chimica importante, possono avere dei sistemi di 4 a 10 enzimi che operano a differenti livelli di temperature. Perciò spesso gli ectotermi hanno dei genomi più complessi di animali omeotermi di una stessa nicchia ecologica.

Vantaggi

Svantaggi

Conseguenze

A causa del loro metabolismo variabile, gli animali ectotermi non sono molto adattati per dei sistemi complessi che abbiano esigenze energetiche particolari e temperatura molto costante, come ad esempio il cervello. Alcuni grandi ectotermi, grazie a un favorevole rapporto volume/superficie, sono capaci di mantenere una temperatura corporea relativamente elevata e un tasso elevato di metabolismo. Questo fenomeno, chiamato gigantotermia, è stato osservato nelle tartarughe marine e probabilmente era sfruttato dalla maggior parte dei dinosauri e degli antichi rettili marini.

Note

  1. ↑ Definizione ectotermia, su biology-online.org.
  2. ↑ (EN) Jasmina Wiemann, Iris Menéndez e Jason M. Crawford, Fossil biomolecules reveal an avian metabolism in the ancestral dinosaur, in Nature, vol. 606, n. 7914, 2022-06, pp. 522-526, DOI:10.1038/s41586-022-04770-6. URL consultato il 26 novembre 2023.

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