| Edward Theodore Gein | |
|---|---|
| Altri nomi | Ed Gein |
| Soprannomi | Macellaio di Plainfield Mostro di Plainfield |
| Nascita | La Crosse, 27 agosto 1906 |
| Morte | Madison, 26 luglio 1984 |
| Vittime accertate | 2 |
| Vittime sospettate | 7 (tra cui il fratello) |
| Periodo omicidi | 8 dicembre 1954 - 16 novembre 1957 |
| Luoghi colpiti | Plainfield (Wisconsin) |
| Altri crimini | Necrofilia, violazione di bare e furto e vilipendio di cadavere; usò parti di cadaveri per creare pezzi d'arredamento |
| Arresto | Plainfield, 17 novembre 1957 |
| Provvedimenti | Incarcerazione in un ospedale psichiatrico (per infermità mentale) |
| Periodo detenzione | 17 novembre 1957 - 26 luglio 1984 |
Edward Theodore Gein, detto Ed (/ɛd ˈɡiːn/; La Crosse, 27 agosto 1906 – Madison, 26 luglio 1984), è stato un serial killer statunitense noto come il "Macellaio di Plainfield".
Gein è stato ritenuto colpevole di squartamento, necrofilia, furto e vilipendio di cadaveri e della creazione di pezzi di arredo con parti di corpi umani. Inoltre fu associato, per sua stessa ammissione, a due dei sei casi di persone scomparse avvenuti nel Wisconsin tra il 1947 e il 1957: gli omicidi di Mary Hogan (1954) e Bernice Worden (1957) a La Crosse e Plainfield, due località distanti fra loro 177 km.
La sua vita e i suoi crimini hanno ispirato, tra gli altri, i film Psyco (1960), Non aprite quella porta (1974) e la serie TV Monster: La storia di Ed Gein (2025).
Edward "Ed" Theodore Gein è nato il 27 agosto 1906 nella contea di La Crosse (WI) da George Philip Gein (1873-1940) e Augusta Wilhelmine Lehrke (1878-1945), entrambi provenienti da famiglie tedesche; aveva un fratello maggiore, Henry George Gein (1901-1944).
Il padre, George, era un violento alcolizzato che, dopo esser stato licenziato dalla drogheria che gestiva e aver svolto lavori occasionali come carpentiere, conciatore e commesso assicurativo, portò la famiglia a vivere in una fattoria di 155 acri nella città di Plainfield (WI). La madre, Augusta era una fanatica religiosa luterana che crebbe i figli nell'isolamento quasi totale e, attraverso la costante lettura di passi dell'Antico Testamento riguardanti la morte, l'omicidio e la punizione divina, cercò di trasmetter loro la condanna dell'innata immoralità del mondo, l'odio per l'alcol e la convinzione che tutte le donne (tranne lei) fossero prostitute e strumenti del diavolo, arrivando a far promettere ai due di restare vergini - promessa infranta da Henry e presumibilmente correlata alla sua misteriosa morte. Fu proprio per queste visioni religiose fanatiche da estremista che portarono Augusta Gein a disprezzare la città di La Crosse considerandola una "fossa di immondizia, piena di peccato" quindi ci si doveva allontanare da influenze cittadine ritenute sataniche isolando il più possibile i suoi figli: ecco come si arrivò all'acquisto nell'anno 1914 (o 1915) della fattoria di 155 acri nella cittadina di provincia di Plainfield, che sarà eletta come residenza permanente della famiglia e che diverrà il teatro degli orrori del figlio-"demone": nel paese si usò la parola ghoul indicante un demone o spirito maligno del folklore antico che ruba i corpi dalle tombe per mangiare i cadaveri invece i giornali lo chiamarono subito nei titoli the butcher, il "macellaio" (di carne umana).
Ed all'età di 10 anni aveva avuto un orgasmo vedendo i genitori macellare un maiale e quando raggiunse la pubertà, Augusta diventò ancora più invadente sosteneva che il sesso fosse accettabile solo per procreare.
Una volta, sorpreso il figlio a masturbarsi nella vasca da bagno, gli afferrò i genitali definendoli «la maledizione dell'uomo» e lo immerse nell'acqua bollente. Nonostante la scarsa attitudine alla vita sociale, Ed andava abbastanza bene a scuola, in particolare in lettura, ma, a causa della sua corporatura esile, di un atteggiamento piuttosto timido ed effeminato e dell'abitudine di sogghignare o ridere senza motivo, era vittima del bullismo dei compagni più prepotenti.
Dopo la morte del padre, avvenuta il 1º aprile 1940 per insufficienza cardiaca, i fratelli Gein iniziarono a svolgere lavoretti in città ed Henry cominciò a rifiutare le idee materne e cercò di creare divisione tra la donna ed Edward.
Henry morì il 16 maggio 1944 in circostanze misteriose: infatti, sebbene fosse evidente che aveva un trauma alla testa, il perito locale dichiarò che era morto di asfissia mentre tentava di spegnere un incendio nella fattoria; inoltre Ed, sebbene avesse detto alla polizia di aver perso di vista il fratello, indicò con precisione dove si trovava il suo corpo.
L'anno dopo Augusta ebbe un ictus che la paralizzò e il 29 dicembre 1945 morì a causa di un secondo ictus portandosi con sé quello che molti psicologi criminali definiscono «l'unico filo che preservava la sanità mentale» di Ed.
Rimasto solo, Ed si mantenne con lavori saltuari come il babysitting. I cittadini di Plainfield lo consideravano una persona tranquilla e, anche se strana ed eccentrica, tutto sommato innocua e dall'aria infantile, tanto che nessuno avrebbe mai immaginato che dietro questa sua immagine si celasse il profilo di un pericoloso psicopatico. Sempre molto gentile, mite di temperamento ed estremamente riservato: questi erano i motivi per i quali i vicini si fidavano di lui affidandogli lavoretti e chiedendo che badasse ai bambini fino al 1957 quando si rilevò giudiziariamente la sua doppia vita nascosta fatta di furti di cadaveri in aggiunta a crimini di inaudita violenza. Per tutti Gein era goffo e semplice, mai minaccioso e il suo strano comportamento come una sua innocua caratteristica. Con i bimbi in particolare si comportava in modo gentile e addirittura sottomesso. Dopo queste attività riceveva un sussidio agricolo dal governo federale a partire dal 1951 e aveva venduto un terreno di poco più di 3 ettari continuando a vivere nella fattoria isolata dopo aver barrato le stanze usate dalla madre lasciandole intatte e immacolate come prova della morbosa ossessione che aveva nei suoi confronti, trascurando tutto al punto da rendere l'ambiente della propria abitazione talmente squallida e sporca da ridursi a occupare infine solo una piccola stanza accanto alla cucina. In questo periodo si interessò alla lettura di riviste pulp e storie d'avventura riguardanti cannibali o atrocità naziste, finendo per ossessionarsi ad Ilse Koch, moglie del comandante del campo di concentramento di Buchenwald, nota per usare la pelle dei prigionieri tatuati per farne paralumi e altri oggetti.
Il 16 novembre 1957, Bernice Conover Worden (1899-1957) proprietaria di un negozio di ferramenta, il Worden's Hardware & Implement sito al 110 South Main St., di Plainfield (WI 54966), sparì nel nulla. Verso le 17:00, un residente locale segnalò che il camion del negozio era stato spostato dal retro dell'edificio attorno alle 9:30 e che il negozio era rimasto chiuso per l'intera giornata. Il figlio della donna, il vicesceriffo della contea di Waushara Frank Worden, entrò nel negozio trovando macchie di sangue sul pavimento ma nessuna traccia della donna; lo scontrino relativo all'acquisto, quella mattina, di un gallone di antigelo da parte di Ed Gein fu l'ultimo emesso da Bernice. Quella stessa sera Gein fu arrestato in una drogheria di West Plainfield e la sua casa fu perquisita proprio dal figlio della vittima, il vice-sceriffo Frank Ernest Worden (1922-2001) coadiuvato dallo sceriffo Arthur Elmer (Art) Schley (1925-1968) che rinvennero in un capanno il corpo decapitato di Bernice Worden appeso per le caviglie, aperto in due a partire dalla vagina e con delle corde legate ai polsi e, dentro casa, la sua testa con due chiodi conficcati ai lati come se Ed avesse intenzione di appenderla al muro come un trofeo; prima di venire «squartata come un cervo» la donna era stata uccisa con un colpo di carabina calibro 22.
Come detto, Arthur Schley era lo sceriffo della contea di Waushara, quindi ricopriva la più alta carica amministrativa e operativa nella contea; Worden prestava servizio come vice sotto il suo comando, con funzioni di agente delle forze dell'ordine nominato dallo sceriffo stesso. In un dipartimento di contea di una piccola città negli anni '50 del XX secolo, la catena di comando era diretta: lo sceriffo era il capo supremo dell'agenzia e ogni vice era automaticamente un suo subordinato.
Alle indagini di un simile caso che aveva scosso la provincia si offrì la collaborazione della contea di Portage, distante 80 km che però aveva un problema con i suoi sceriffi. Henry E. Duda (1921-2008) fu licenziato per aver presentato alla contea una note spese per prigionieri inesistenti. Il suo sostituto, Harold Thompson (1903-1998), chiamato a completare il mandato, era considerato troppo anziano per l'incarico e perse le elezioni del 1954. Dopo Thompson, rimasto sino al 1957, arrivò Herb Wanserski (1920-1991) il quale si era offerto, lui facente parte di un'altra contea, di coadiuvare lo sceriffo Schley. Però Wanserski, desideroso di fare carriera ed emergere ad ogni costo parlò molto (anche troppo) con la stampa soddisfacendo curiosità dei giornalisti ma alimentando poi pettegolezzi privi di verità che hanno a loro volta portato a dire cose non vere.
L'interrogatorio del sospettato si svolse in un clima di forte emotività da parte degli inquirenti a causa del quale Gein fu aggredito dallo sceriffo Schley che perse l'autocontrollo (da mantenersi più che mai per il suo ruolo di pubblico ufficiale) arrivando a sbattere ripetutamente la testa dell'indiziato contro il muro, tanto che l'interrogatorio iniziale dovette essere sospeso. Per questo fatto, anche se c'erano testimoni, non ebbe provvedimenti disciplinari, fu anzi, in seguito, promosso con crescenti responsabilità nella sezione stradale.
Gein confessò di esser stato di notte nei cimiteri locali circa 70 volte - quaranta in stato confusionale violando così circa diciotto tombe e trenta mentre era in sé lasciando le tombe intatte - e infine di aver trafugato il corpo di una donna di mezza età, recentemente sepolta, che somigliava molto a sua madre e di averne lavorato la pelle per farne manufatti; alcune tombe furono esumate perché le autorità erano incredule circa la possibilità che Gein avesse disotterrato da solo una tomba in una sola notte. L'addetto della scientifica Allan Wilimovsky partecipò all'apertura di tre tombe capendo che Gein le aveva profanate subito dopo i funerali, quando non erano ancora state perfettamente interrate: i feretri erano in casse di legno, le assi erano di traverso e la sommità era almeno a 60 cm dalla superficie.
Inoltre, durante l'interrogatorio, Gein confessò di aver ucciso Mary Hogan (1901-1954), dipendente di una taverna scomparsa dal 1954.
Sebbene sia stato accusato di necrofilia, Gein negò sempre di aver avuto rapporti coi cadaveri riesumati perché emanavano troppo cattivo odore.
Gein rivelò che, dopo la morte della madre, aveva avuto il desiderio di cambiare sesso e, secondo molti, egli aveva creato il suo "abito da donna" per poter assumere le sembianze della madre; la letteratura scientifica considera infatti l'usare pelle di donna come un "folle rituale di travestitismo".
Gein fu sospettato delle seguenti scomparse rimaste irrisolte, verificatesi nel Wisconsin tra la morte di sua madre e quella della Worden:
I sospetti furono ulteriormente alimentati dal ritrovamento dei resti di Mary Hogan ma i test della macchina della verità eseguiti su Gein lo esclusero dal coinvolgimento in qualsiasi altro omicidio, e i suoi psichiatri conclusero che la sua violenza era rivolta solo alle donne che fisicamente assomigliavano a sua madre.
Perquisendo la casa, le autorità trovarono:
Questi reperti furono fotografati in laboratorio e poi distrutti.
Un sedicenne, figlio di amici di Gein, segnalò che questi aveva teste rinsecchite inviategli dalle Filippine da un cugino che aveva partecipato alla Seconda guerra mondiale ma, in seguito alle indagini della polizia, fu scoperto che era pelle umana conciata a mo' di maschere.
Fu chiamato a presiedere nel novembre del 1968 il giudice Robert H. Gollmar (1903-1987) del tribunale della contea di Waushara, Wautoma Wisconsin. Il processo non aveva la presenza di una giuria e durò una settimana. Gein fu subito dichiarato colpevole dell'omicidio di primo grado della proprietaria del negozio di ferramenta, Bernice Worden, ma fu assolto proprio per via della totale infermità mentale per via della quale fu ordinato l'internamento in una struttura psichiatrica di massima sicurezza. Gein fu inizialmente arrestato il 16 novembre 1957, e al macabro ritrovamento di resti umani e reperti nella sua fattoria di Plainfield, confessò apertamente i misfatti. Il responso medico-psichiatrico di essere mentalmente incapace di affrontare il processo lo obbligò ad essere internato presso Central State Hospital for the Criminally Insane il cui personale medico stabilì nel 1968 che le condizioni mentali di Gein si erano stabilizzate a sufficienza da permettergli di comprendere il procedimento giudiziario e di collaborare alla propria difesa, rendendolo quindi competente a sostenere il processo. Gein affermò di non avere un ricordo chiaro della mattina in cui Bernice Worden morì e di non ricordare se la sparatoria fatale fosse stata intenzionale o accidentale, quindi Il giudice Gollmar dichiarò formalmente Gein colpevole di omicidio di primo grado il 14 novembre 1968. Nella seconda fase il tribunale lo dichiarò legalmente infermo di mente, schizofrenico, affetto da psicosi sessuali («insane, not guilty by reason of insanity aggiungendo i termini "schizophrenic" e "sexual psychopath").
Il 22 marzo 1968, all'età di 43 anni, avverrà la morte per insufficienza cardiaca di Schley (come George Gein, il padre di quello che negli USA verrà chiamato il macellaio di Plainfield). Amici e conoscenti affermarono che ebbe un intenso stress causato sia dall'aver visto per via della sua professione questi crimini fuori dalla normalità sia il dover rispondere (anche se su questo sarà poi assolto) delle violenze contro l'arrestato nell'immediato interrogatorio subito dopo l'arresto.
Poiché gli venne evitata la detenzione carceraria, Ed fu ricoverato a Waupun (WI) nella struttura denominata Central State Hospital for the Criminally Insane fino al 1977 quando, con il nome di Dodge Correctional Institution fu convertito a carcere non psichiatrico anche se di massima sicurezza. L'anno seguente, Gein fu trasferito nell'ospedale statale Mendota a Madison (la capitale del Wisconsin) che è una struttura psichiatrica, sempre di massima sicurezza.

È stato descritto da tutti come un paziente collaborativo sino alla fine dei suoi giorni non ponendo mai occasioni di aggressività o altre problematiche, pur passando gli anni di vita in un manicomio criminale.

Durante il processo, la dichiarazione «Non ho mai ucciso un cervo» preoccupò molto i vicini ai quali Ed aveva offerto carne di cervo, da lui cacciato e cucinato, giacché, probabilmente, in realtà si trattava di carne umana.

Il 26 luglio 1984 Ed Gein morì per insufficienza respiratoria in seguito a un cancro al polmone nell'ospedale statale Mendota a Madison (WI).
La sua lapide nel cimitero di Plainfield (WI) fu spesso vandalizzata (es.: vi fu inciso sopra il numero 666), scheggiata nel tempo dai cacciatori di souvenir.
Il colmo fu raggiunto quando giunse in paese l'«Angry White Male Tour» organizzato dal bizzarro artista, filmmaker, promotore ed editore d'origine texana Shane Bugbee, nato nel 1968, residente nei pressi di Chicago. La pesante lapide fu rubata intera nel 2000 e un anno dopo, nel giugno 2001 fu casualmente ritrovata a 3014 km di distanza a Seattle WA grazie a un intervento della locale polizia giunta per controllare gli organizzatori di questo controverso tour itinerante, in giro per gli USA. Durante la perquisizione, per giustificarsi, Shane Bugbee affermò di averla "liberata per salvarla" o "esporla" ma alla fine fu rilasciato perché non furono presentate accuse penali per furto dal Wisconsin. La pietra tombale fu però sequestrata per essere custodita in sicurezza ed affidata presso il dipartimento dello sceriffo della contea di Waushara senza essere esposta al pubblico in un museo. Nel 2025 Shane Bugbee ha pubblicato il libro "I Stole Ed Gein's Tombstone" nel quale racconta la sua ossessione di rubare questa lapide volendo esplorare la psicologia dietro questo gesto, che è diventato un orrore reale. All'inizio era un'idea pubblicitaria, ma si è sviluppata in una frenesia mediatica e in una controversia avuta in quell'anno con il sindaco Stanley Usovicz di Salem (Massachusetts), che cercò, nel 2001, di fermare l'evento, definendolo "un oltraggio" e non una mostra d'arte: Bugbee aveva addirittura esposto nel centro della città durante il suo tour un presunto mezzo di Ed Gein, ma i documenti pubblici specifici che indicano l'esatta ubicazione del ritrovamento o la provenienza del veicolo per quello specifico tour rimangono parte del folklore della controcultura underground, piuttosto che una provenienza completamente documentata. Pubblicizzato da lui come il presunto "camion della morte" la sua autenticità come veicolo originale esatto non era verificata, quindi sicuramente era tutto falso, fra l'altro Gein utilizzò la vettura Ford, non il camioncino Chevrolet probabilmente per via del cassone aperto che non celava alla vista gli oggetti e i cadaveri.
Bugbee ha dichiarato che il suo libro deve fare riflettere su domande difficili riguardanti l'arte e lo sfruttamento, compresa nel testo un’intervista immaginaria e surreale con lo stesso Gein per confrontare le loro vite e le influenze familiari avute che mostrerebbe un viaggio nell'oscurità della mitologia americana.
Già durante il suo arresto nel 1957 la casa colonica fu gravemente danneggiata per poi essere distrutta completamente in un incendio senza dubbio doloso il 20 marzo 1958, mentre Gein era in detenzione, quando la notizia gli fu riferita egli commentò: «È meglio così»
Risulta evidente che sia riuscito a celare il suo status mentale avendo conseguito la patente e all'epoca dei tragici fatti che lo portarono alla ribalta della cronaca due erano i veicoli da lui posseduti:


Dopo il suo arresto, entrambi i veicoli furono venduti all'asta, il camioncino "Chevy" del 1940 fu acquistato da un rottamaio locale. La Ford, invece, che era stata usata (forse per dare meno nell'occhio anziché usare l'altro veicolo sicuramente più indicato ma con il cassone aperto) per trascinare i corpi delle vittime, fu venduta nel 1958 all'asta per 760$ a Bunny Gibbons che l'aveva battezzata «Ed Gein Ghoul Car» (auto del demone) e iniziò a portarla nelle fiere e a farsi pagare 25 centesimi per vederla e farvisi fotografare accanto; l'auto fu esposta per la prima volta a Seymour (WI) nel luglio 1958 e nei primi due giorni attirò più di 2.000 visitatori. Usare l'auto a questo scopo suscitò subito polemiche e i funzionari del Mental Health America of Wisconsin si adoperarono per impedirlo, cosa che avvenne ad opera dello Stato del Wisconsin.
Ed Gein si sosteneva con lavori saltuari, sussidi governativi e la vendita di terreni di famiglia. Lavorò come tuttofare e babysitter, e ricevette sussidi agricoli dal 1951. Vendette un appezzamento di terreno di 80 acri appartenuto a suo fratello. La sua casa era fatiscente, senza elettricità e servizi igienici, e Gein non effettuò riparazioni o ammodernamenti. Viveva in modo semplice in uno spazio vicino alla cucina e sigillò le stanze usate da sua madre. Grazie ai suoi modestissimi guadagni e alla sua abilità meccanica, mantenne la sua Chevrolet del 1940 e una berlina Ford del 1949. Riuscì così a evitare il pignoramento fiscale prima del suo arresto nel 1957.
Oggi dove c'era la casa di 195 acri (789.137 mq. ovvero 0,789 kmq) di Ed Gein non c'è più nulla e al suo posto (vuoto) sulla 2nd Avenue rimane un terreno non edificato. È una zona rurale isolata fuori Plainfield (WI 54966) approssimativamente vicino a N5691 2nd Avenue e Archer Avenue.
È l'area non incorporata di West Plainfield, a circa 3 miglia (circa 4,8 chilometri) a ovest del centro del villaggio di Plainfield e la sua casa faceva parte della più ampia area di Plainfield, ma fisicamente separata dal centro della città da circa 3 miglia (4,82 km).
Il suo ricovero in una struttura psichiatrica aveva evitato a Gein un tradizionale carcere (il Wisconsin già nel lontano 1853 abrogò la pena di morte, da allora nessuna struttura in questo Stato nordamericano ha il braccio della morte) le diagnosi psichiatriche lo riportavano perennemente nell'ambito dell'infermità mentale. Le mostruosità scoperte nella casa-fattoria di Plainfield, fatte conoscere da televisioni, radio e giornali sconvolsero l'intera nazione americana il cui sistema giudiziario fu chiamato a rispondere sulla base di rigide definizioni statutarie di responsabilità penale:
Altri serial killer sono stati invece valutati dei freddi calcolatori per tale motivo molti ricevettero la pena di morte o pene detentive a vita da trascorrere in penitenziari di massima sicurezza: la differenza era la consapevolezza della moralità: i killer non psicopatici in genere mantengono sempre un freddo contatto pieno e calcolato con la realtà sapendo bene che le loro azioni sono illegali e moralmente sbagliate, ma scelgono volontariamente - per piacere personale - come Richard Kuklinski (quest'ultimo andava pure al di là del suo compito di sicario della malavita organizzata). Sono accumunati da un disegno strategico tendente ad eseguire freddamente i loro propositi di morte magari disseminando di false prove per depistare gli inquirenti, poi vi sono anche coloro che possono essere giudicati subito "pazzi" ma restano freddi e lucidi calcolatori come nel terribile caso di Andrej Čikatilo che seppur appartenendo a una famiglia sciagurata in un terrificante periodo storico (il fratello maggiore fu mangiato dalla gente nella carestia del Holomodor) fu alla fine condannato, in Russia, a morte tramite fucilazione nel 1994. Anche i lager nazisti furono luoghi di crimini di immensa perversione criminale: medici come Mengele o Clauberg usarono la loro professione senza alcuna morale a scopo distruttivo per soddisfare il loro sadismo utilizzando la scusa delle "ricerche scientifiche" con il pieno avvallo di uno Stato totalitario eretto sul crimine. Tutti questi orrori commessi non sono frutto di psicosi allucinatorie, diversamente da Gein le cui azioni di macelleria erano dai deliri che gli alteravano perennemente la realtà. Per tale motivo la maggior parte dei killer condannati non soddisfa le rigide e ristrette definizioni mediche richieste per avere successo con la difesa legale per infermità mentale, una via spesso usata dagli avvocati per "alleggerire" in ogni modo la detenzione in ambiente carcerario.
Il filmato prodotto da Netflix: Monster: The Ed Gein Story che mostra la vicenda con vari risvolti (tipo le maschere di pelle umana) è il proseguimento del terzo capitolo della serie di Ryan Murphy, dopo le analisi del cannibale Jeffrey Dahmer e dei fratelli Menendez. Ed Gein si diversificava dagli altri killer per un numero minore di omicidi, ma secondo alcuni non è aderente alla realtà perché può presentare alcune versioni che furono poi portate avanti dalla stampa dell'epoca.
Robert Bloch, scrittore per riviste pop, nel 1953 si trasferì con la moglie Marion da Milwaukee alla piccola cittadina rurale di Weyauwega, nel Wisconsin centrale, distante 56 km dalla fattoria di Ed Gein e nel mese di novembre del 1957 iniziò un romanzo proprio nel momento che tutti i giornali portarono all'evidenza i fatti di Plainfield. Alfred Hitchcock acquistò i diritti per Psycho del 1960, un successo determinato dall'idea che il vero mostro è la persona accanto a noi e forse che siamo noi stessi. "Norman Bates" di Psycho, "Leatherface" (il feroce psicopatico ritardato mentale interpretato da Gunnar Hansen chiamato dai suoi 2 fratelli "faccia di cuoio" con la terrificante motosega, il suo strumento preferito) di Non aprite quella porta (1974) e "Buffalo Bill", in attesa di trasformarsi come la larva della falena "sfinge testa di morto" ne Il silenzio degli innocenti (1991) si sono chiaramente ispirati a Ed Gein. L'evento principale del romanzo ruota attorno all'omicidio di Mary Hogan, che segnò un cambiamento drammatico nella vita di Ed Gein. Mary aveva una taverna vicino alla fattoria di Gein e la sua scomparsa, avvenuta dopo l'arrivo di un nuovo sceriffo nella contea di Portage, rimase irrisolta a causa di un'indagine poco approfondita. Il nuovo sceriffo, Herb Wanserski (1920-1991), stava cercando visibilità e collegò il caso Hogan a quello della scomparsa di Bernice Worden nella contea vicina. Wanserski intervenne nelle indagini di un altro sceriffo, Arthur Schley, meno esperto e reticente con i media, creando confusione e diffusione di informazioni errate su Gein. Nonostante le speculazioni di Wanserski, il procuratore distrettuale affermò che Gein fosse un cannibale e impose un divieto di contatto con la stampa. Tuttavia, i giornalisti continuarono a raccogliere storie su Gein, molte delle quali false o esagerate.
Adeline Watkins (1907-1992), una conoscente di Gein, si lamentò per come i suoi commenti erano stati distorti dai giornali, ma non riuscì a fermare la diffusione della mitologia su Gein. La sua figura cominciò a essere mitizzata dal giorno del suo arresto nel 1957, in parte grazie alle nove ore di interrogatori registrati, ora perduti, ma le cui trascrizioni rimangono. La Watkins fu intervistata dal non più esistente Minneapolis Tribune (ora Star Tribune).
Un uomo si presentò come un vecchio amico di famiglia, dicendo di aver frequentato spesso la fattoria di Ed, ma questa affermazione era probabilmente falsa. Raccontò di come Ed lo prendesse in giro scherzando sul suo peso. Inoltre, alcune zitelle dicevano che Ed guardava dentro le loro finestre di notte, notizie che la stampa diffuse con entusiasmo. Adeline Watkins, una delle zitelle, parlò ai giornalisti della sua vera conoscenza di Ed, ma si sentì inorridita per le parole attribuitele. Anche dopo una rettifica, il mito di essere la fidanzata di Ed continuò.
Il caso di Ed Gein è tornato alla ribalta in seguito all'uscita della nuova stagione della serie Monster su Netflix, ma è interessante conoscere la reazione dei cittadini di questa piccola località del Wisconsin, con il consiglio comunale che ha discusso su questa serie durante la sua riunione ordinaria del 7 ottobre 2025, dopo che diverse testate giornalistiche avevano richiesto un commento. Dall'uscita della serie, si è registrato anche un afflusso di visitatori desiderosi di vedere i luoghi in cui si sono svolti gli eventi 68 anni fa, ancora più evidente al cimitero, dove molte persone si sono dirette anche per fotografare. Ovvia la reazione dei locali che hanno espresso le loro preoccupazioni sul gruppo Facebook della comunità, con un post che recitava: "Prepariamoci alla curiosità per la storia del nostro villaggio, che torna a far parlare di sé", atteggiamento che ha creato una spaccatura tra i visitatori e la comunità. I visitatori hanno affermato di non sentirsi benvenuti nel villaggio, mentre i residenti sostengono che stiano mancando di rispetto alla comunità. Indipendentemente dalla propria posizione, questo pezzo di storia del villaggio continuerà sempre a suscitare interesse in tutto il paese. I membri del consiglio comunale hanno condiviso questo sentimento: "Quando ti tocca da vicino, la cosa ha un impatto diverso". Giornali e network televisivi hanno contattato l'ufficio comunale per avere un commento sulla serie costringendo il consiglio comunale a nominare un rappresentante che rispondesse a nome del medesimo. La segretaria comunale Emily Schaut è stata incaricata di questo ruolo e sarà il punto di contatto riguardo al caso tornato alla ribalta di Ed Gein (innegabilmente facente parte della storia del paese) e fatto conoscere alle nuove generazioni.
La macabra storia di Ed Gein ha avuto un impatto notevole sulla cultura popolare statunitense, come dimostrato dalle numerose citazioni in film, musica e letteratura.
La prima diffusione presso il grande pubblico della vicenda di Gein in versione romanzata si ebbe grazie al romanzo:
Anche in ambito musicale, Gein è stato spesso citato, senza nessun riferimento reale alla sua vita o ai suoi crimini, ma solo per la scioccante forza del suo nome che, tutt'ora, evoca associazioni con l'orrore più malsano; esempi di questa tendenza sono:
Inoltre Bradley Mark Stewart, bassista dei Marilyn Manson, usò il nome d'arte "Gidget Gein", i Brainbombs hanno usato una foto di Gein come copertina dell'album Obey (1996) ed esiste una band che si chiama Ed Gein.
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