Edward Lear

Edward Lear nel 1866.

Edward Lear (Londra, 12 maggio 1812 – Sanremo, 29 gennaio 1888) è stato uno scrittore e illustratore inglese. Scrittore nonsense (noto per i suoi limerick), spesso illustrava le sue stesse opere.

La chiesa di San Pietro a Leonessa in un disegno di Edward Lear dell'ottobre 1844.

Biografia

A Book of Nonsense, 1888.

Ebbe un'adolescenza difficile (venti fratelli e un padre in prigione per debiti) e la vita turbata sin dalla giovinezza dalla malattia (era epilettico ed asmatico), ma presto cominciò a fare disegni o schizzi a carattere zoologico, che gli permisero di guadagnarsi da vivere nell'adolescenza. In seguito fu ospite e dipendente del Conte di Derby (come pittore naturalista) dove scrisse i suoi limerick per divertire i figli del conte. Tra il 1830 e il 1832 pubblicò una delle più belle opere illustrate dedicate ai pappagalli: Illustrations of the family of Psittacidae, or Parrots, con 42 tavole litografate e colorate a mano da lui stesso. È di questi anni la collaborazione di Lear con l'illustre ornitologo John Gould.

Veduta di Reggio Calabria, con lo Stretto di Messina e l'Etna (1847).

Edward Lear passerà buona parte della sua vita a viaggiare (grazie al lavoro, che gli permette di visitare luoghi più salubri), legandosi in particolar modo all'Italia: nel 1837 è a Roma, in seguito tra il 1842 e il 1846 percorre Abruzzo, Molise, la stessa campagna romana. Nel 1847 progetta di visitare l'intera Calabria, ma i moti di Reggio dell'ottobre 1847 gli permettono di vedere solo la provincia reggina (a Pentidattilo gli è stata dedicata una via). Nel 1848 visita dapprima l'Irpinia, poi il Melfese, ove la sua esperienza è raccontata nell'opera più volte ristampata Viaggio in Basilicata. Durante tutti i suoi viaggi Lear produce numerosi resoconti illustrati tra cui il Journals of a Landscape Painter in Southern Calabria, resoconto del viaggio calabrese e lucano pubblicato a Londra nel 1852.

Interno di Porta Maggiore ad Alatri (1841).

Quattro anni di lavoro gli permettono di raccogliere i suoi limerick corredati di illustrazioni nel celeberrimo libro A Book of Nonsense che pubblica nel 1846 dietro lo pseudonimo di Derry Down Derry.

L'opera nonsense di Edward Lear non si esaurisce nei limerick, ma si dilettò anche a scrivere di botanica e alfabeti nonsense, che riunì nel libro Nonsense Songs, Stories, Botany and Alphabets (inverno 1870 a Sanremo, la sua ultima e stabile residenza).

I suoi viaggi

A diciannove anni inizia a viaggiare e da quel momento non si fermerà più; India, Costantinopoli, Libano, Gerusalemme, Egitto, Sinai e poi ancora Turchia, Grecia, Corsica, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Belgio, Lussemburgo ed infine l'Italia, senza dimenticare Malta dove si recherà ben 8 volte. Edward percorrerà l'Europa e la racconterà nei suoi scritti e nei suoi disegni. In lui susciterà un forte interesse l'Italia, dove sosterà per lungo tempo.

Già famoso nei paesi di lingua inglese come inventore di filastrocche humour, ma anche come ritrattista di tavole di ornitologia, la fama internazionale arriva proprio in negli anni passati come viaggiatore, lasciandoci testimonianze preziose della sua notevole curiosità e sensibilità artistica.

Tra maggio e luglio del 1847, Lear si recò in Sicilia in compagnia di John Joshua Proby (1780-1855), in seguito secondo conte di Carysfort, annotando i luoghi visitati sia nel suo taccuino di schizzi che nel suo diario, tra i posti che visita, il 5 luglio del 1847, Lear si ferma a Brolo (Messina) e l'8 luglio 1847, Cefalù (Palermo). L'11 settembre del 1847 Edward Lear raggiunse con un treno Nocera, insieme al suo amico John Proby, da lì con una "caratella"[non chiaro] si spostarono verso Avellino e poi nell'entroterra del Principato Ulteriore; sommersi da difficoltà logistiche vi passarono dei giorni tra Grottaminarda, Frigento e Sant'Angelo dei Lombardi, riuscendo solo all'alba del 17 settembre, con l'ausilio di un asino prima e di una "vettura provvidenziale" poi, a raggiungere la città di Melfi, attraversando "l'indifferenza umana" e le locande di Bisaccia e Lacedonia. A Melfi passarono quattro giorni, apprezzando il luogo federiciano con escursioni mattutine e allegre serate nelle cene alla corte del signor Manassei, tra chitarre, canti e partite a carte. Un'abitudine di Lear, ma in generale dei due viaggiatori, era quella di disegnare i posti visitati, per lasciare una traccia materiale del viaggio alla loro memoria. Dopo una parentesi di un giorno in Puglia, nella quale si divisero, Proby verso Canosa, Edward Lear verso Castel del Monte, tornarono in Basilicata e dopo una breve sosta a Monte Milone arrivarono a Venosa, dove vennero ospitati da don Nicola Rapolla. Tutte le accoglienze ricevute venivano raccomandate da Manassei. Visitarono dapprima il castello e nello scritto Lear è colpito dai vicoli e dalle suggestioni, sia della città di Orazio, sia del paesaggio del Vulture, giudicato come il migliore dei luoghi visitati nel Regno di Napoli. In casa Rapolla si tenevano discorsi culturalmente alti, parlando anche di letteratura inglese e addirittura nel dettaglio cita scambi di battute con donne del posto su Shakespeare e Milton. È curioso riguardo agli usi e i costumi dei posti visitati. Abbandonata Venosa, giunsero a Rapolla, che fu visitata in fretta, per arrivare a Barile, dalla quale rimasero delusi, come anche in parte da Rionero, che fu la tappa successiva, dove furono comunque ben accolti. Nello scritto parla dello sviluppo commerciale e mercantile del luogo, attraverso il commercio della seta e di altri articoli di lusso. Giunsero poi a Monticchio alla viglia della festa di san Michele, il patrono. Qua poterono ammirare i boschi, i laghi e il monastero di San Michele. Dopo fu la volta di Atella, che definì pittoresca ma malinconica, poi Lagopesole, dove ne visitarono il castello. La destinazioni successive furono Avigliano dove visitarono la Madonna del Carmine, Potenza e infine Vietri.

Il calendario segna il primo giorno di ottobre, quando i due viaggiatori fanno ritorno in Campania, presso Eboli.

Il viaggio in Abruzzo

«E di notte com'era calmo e lucente il lago, simile a una striscia d'argento, sotto le finestre del palazzo, alla luce della luna piena, mentre il vecchio castello gettava lunghe ombre sul paese addormentato.»
Illustrazione di Albe e del monte Velino, veduta in dettaglio (1843).

Lear visitò l'Abruzzo intorno al 1843 e occupò gran parte dei suoi Appunti del viaggio italiano elogiando la regione (al tempo Abruzzi e Molise) per il suo carattere impervio, ma delicato e per le tradizioni ancora radicate nella vita cittadina. Sfioro' L'Aquila senza entrarvi, passando vicino a Cittaducale (al tempo in Abruzzo), arrivando nella Valle del Liri al confine con la Marsica. Visito' Avezzano, Albe, Celano e Trasacco, l'Altopiano delle Cinquemiglia, tra Castel di Sangro, Rivisondoli ed Alfedena, ricordandone l'inverno molto rigido.

Successivamente passò attraverso l'antico tratturo di Castel di Sangro, per raggiungere il Molise presso Agnone e Bagnoli del Trigno.

In Liguria

Nella primavera del 1860 soggiornò a la Spezia, città che lo affascinò molto e ne visitò i dintorni. Il suo interesse per questi luoghi era legato a Shelley che ammirava molto.
Lear passò nuovamente da La Spezia nel luglio del 1861, mentre era in viaggio da Firenze verso l'Inghilterra.

Da questo soggiorno in Liguria trasse disegni, acquerelli e schizzi che rielaborò in opere di maggiori dimensioni al suo ritorno in Inghilterra nel 1862.

Gli ultimi anni a Sanremo

Dopo il 1870 Lear decise di stabilirsi a Sanremo, da dove continuava a viaggiare per ritrarre paesaggi liguri.
A Sanremo risiedé dapprima a "Villa Emily" e poi in una villa progettata per lui dall'architetto Giovenale Castaldi (1831-1887) e da Lear battezzata "Villa Tennyson" in onore del grande poeta inglese. Dopo i danni causati dal terremoto del 1887 dovette intraprendere lavori di ristrutturazione a entrambe le ville, che ora non esistono più.

In seguito al declino della sua salute, Lear morì a Villa Tennyson nel 1888. È sepolto nel cimitero monumentale del quartiere Foce di Sanremo.

Opere

Altro

Note

  1. ↑ Sara Caretta e Alessandro Valenti, L'autoproclamato "poeta laureato del nonsense": quattro poesie di Edward Lear, su Almanacco de Lo Spazio Letterario, 24 marzo 2024. URL consultato il 25 marzo 2024.
  2. ↑ Viaggiatori stranieri nel Sud, p. 686.
  3. ↑ Giuliana Randazzo, Edward Lear paesaggista e topografo nell’arcipelago maltese (1848-1866), in "Lexicon. Storie e architettura in Sicilia e nel Mediterraneo" n. 40-41, Edizioni Caracol, 2025, pp. 53-70
  4. ↑ (RegioneInforma) Edward Lear, intellettuale inglese, Agenzia di Stampa del Consiglio Regionale della Basilicata, 5 luglio 2004. URL consultato il 22 agosto 2024.
  5. ↑ «Escursioni illustrate negli Abruzzi» di Edward Lear, su ita.calameo.com.
  6. ↑ Da una sua lettera alla moglie Ann: «Il mio progetto era di vedere qualcosa di nuovo e di fare qualche disegno di parti dell'Italia che non avevo ancora visto… Non credevo davvero nell'esistenza di un posto così bello come si è rivelato essere questo».
  7. ↑ Giovenale Castaldi, su Sanremostoria.it. URL consultato il 29 aprile 2024.
  8. 1 2 EDWARD LEAR, su Sanremostoria.it. URL consultato il 29 aprile 2024.
  9. 1 2 Edward Lear e la tomba del gatto Foss, su Sanremonews.it, 5 agosto 2020. URL consultato il 29 aprile 2024 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2020). Ospitato su Internet Archive.
  10. ↑ Edward Lear: un artista in Riviera, su Riviera dei Fiori, 29 aprile 2024. URL consultato il 29 aprile 2024 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2024). Ospitato su Internet Archive.
  11. ↑ Goffredo Petrassi, Nonsense: for mixed chorus (S.A.T.B.) a cappella, from “The book of nonsense”, by Edward Lear (con dedica a Luigi Colacicchi e al coro dell'Accademia Filarmonica Romana), Milano, Suvini Zerboni, 1953.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

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