Effi Briest

Effi Briest
Titolo originaleEffi Briest
AutoreTheodor Fontane
1ª ed. originale1894
Genereromanzo
Lingua originaletedesco
AmbientazionePrussia, Berlino
ProtagonistiEffi Briest

Effi Briest è un romanzo di Theodor Fontane pubblicato nel 1894-95 sulla rivista letteraria berlinese Deutsche Rundschau. È uno dei più conosciuti romanzi realisti tedeschi ed è considerato il capolavoro di Fontane.

Thomas Mann affermò che se si dovesse ipoteticamente ridurre una biblioteca a soli sei romanzi, Effi Briest avrebbe dovuto essere uno di questi. Con Anna Karenina e Madame Bovary, il romanzo forma una trilogia sul matrimonio nel XIX secolo, nei quali gli autori si sforzano di interpretare il punto di vista femminile. I tre romanzi sono tragedie centrate sull'adulterio.

Trama

Nella cittadina di Hohen-Cremmen giunge il barone Geert von Innstetten, per far visita alla casa dei Briest e chiedere la mano della diciassettenne Effi, con la cui madre aveva avuto una relazione in passato. Incitata dalla madre entusiasta, la ragazza sposa quindi il barone, di circa vent'anni più vecchio e deve allontanarsi dal suo amato paese, lasciando i genitori e le amiche d'infanzia con cui giocava fino a poco prima in giardino, ovvero la figlia del pastore Hulda e le gemelle Hertha e Bertha.

Effi si trasferisce a Kessin, un paese della Pomerania che si affaccia sul Mar Baltico e sul fiume Kessine. La casa dei novelli sposi è arredata in uno stile esotico, che rispecchia in qualche modo la cittadina, colonizzata da spagnoli, francesi, olandesi e cinesi. Effi si sente a disagio nella nuova abitazione, in cui immagina di essere perseguitata da spiriti, in particolare il fantasma di un cinese, servo del vecchio proprietario della casa. Geert sminuisce le paure di Effi, facendole goffamente credere che i fantasmi siano degni solo delle casate nobili. Per di più il marito, essendo un prefetto, si trova al lavoro per la maggior parte del tempo, assentandosi talvolta anche per lunghi periodi. Effi si trova dunque a stare da sola con il cane Rollo e con i domestici, annoiandosi terribilmente durante l’interminabile stagione invernale. Nemmeno le visite alle famiglie borghesi la rendono felice, non riscontrando tra esse simpatie, a causa della sua giovane età e della sua educazione ancora inadeguata. La sola persona che riesce a farla sorridere e ad esserle di conforto è il farmacista Gieshubler, un personaggio fuori dagli schemi disciplinari della Prussia novecentesca. Non ancora diciottenne, Effi dà alla luce una bambina, la piccola Annie e assume una balia, Roswitha, a cui si affeziona molto.

La vita di Effi viene turbata dall'arrivo in paese del maggiore Crampas, un vero e proprio Don Giovanni. Sebbene lo stesso Geert consigli alla moglie di guardarsi dalle sue maniere, i tre iniziano a fare lunghe cavalcate in riva al mare insieme. Quando poi Geert deve ritirarsi per lavoro, Effi e Crampas continuano a frequentarsi, seppur sotto l'occhio della servitù. Questo facilita lo svilupparsi di una relazione segreta, che culmina con un fugace bacio durante l'inverno successivo. I sensi di colpa tormentano sempre di più Effi ed anche Geert nutre dei piccoli sospetti sul comportamento della moglie. Qualche tempo dopo tuttavia, Effi apprende con felicità e sollievo di doversi trasferire a Berlino, per una promozione del marito.

I coniugi si trasferiscono quindi in una villa nei pressi del Tiergarten. Lontano da Kessin, col suo clima freddo e la sua gente ostile e dalla vecchia casa inquietante, Effi si sente finalmente felice e il suo rapporto con il marito migliora notevolmente, anche se i sensi di colpa non la abbandonano mai del tutto. Sette anni dopo però, il passato torna a saldare i suoi conti. Effi contrae una malattia ai polmoni e deve recarsi in cura in un paese distante, su prescrizione del dottor Rummschüttel. Durante la sua assenza, Annie si ferisce e Roswitha forza il cassetto del tavolino da cucito di Effi, in cerca di bende. Geert trova così le vecchie lettere del maggiore indirizzate a Effi e capisce quanto era accaduto.

Geert sfida allora l'ex amico a duello, per quanto il consigliere Wüllersdorf cerchi di convincerlo dell’insensatezza del gesto, essendo passato molto tempo. Ciò che lo spinge a rimediare al torto subito non sono infatti la rabbia o il desiderio di vendetta, ma le convenzioni sociali. Sulla spiaggia di Kessin, Geert uccide Crampas, che accetta passivamente il suo destino. Effi, responsabile di tradimento, viene ripudiata da tutti: marito, genitori e società. Ovviamente, non torna più nella casa di Berlino e non ottiene l'affidamento della figlia. Si stabilisce quindi in un modesto appartamento con la domestica Roswitha, l’unica rimastale fedele. Tre anni dopo, Effi riesce ad ottenere di reincontrare la figlia, ma quando Annie si mostra fredda e ostile nei suoi confronti, cade svenuta.

Malata di nervi e con l’aggravarsi della tisi, Effi riesce finalmente ad ottenere di ritornare a Hohen-Cremmen, grazie a una lettera scritta dal dottor Rummschüttel ai suoi genitori. Geert le concede anche di riavere l’amato cane Rollo, per intercessione di Roswitha. Effi rimane quindi nella casa paterna finché la malattia non ha la meglio e la sua lapide, su cui vuole scritto il suo cognome da nubile, trova posto nel giardino della sua giovinezza. Il romanzo si chiude con le riflessioni dei genitori di Effi, che si domandano se, in quel giorno lontano, Effi non fosse stata troppo giovane per venir data in sposa al barone Innstetten.

Eventi reali

Il personaggio di Effi Briest è ispirato a Elisabeth von Ardenne (1853-1952), nata Elisabeth von Plotho il 26 ottobre 1853, ultima di cinque figli. Dopo la prematura scomparsa del padre nel 1864, conobbe il futuro marito Léon Armand von Ardenne (1848-1919). Sembra che l'adolescente Elisabeth, che aveva ricevuto da allora il soprannome di "Else", abbia dimostrato inizialmente scarso interesse per il giovane, che era di cinque anni più vecchio di lei. Tuttavia la sua opinione mutò nel corso della guerra franco-prussiana durante la quale Ardenne era stato ferito. Elisabeth von Plotho e Léon von Ardenne annunciarono il loro fidanzamento il 7 febbraio 1871 e si sposarono il 1º gennaio 1873.

La coppia, nell'estate del 1881, si trasferì a Düsseldorf, ove iniziò un rapporto di amicizia con il giudice Hartwich Emil (1843-1886). Hartwich, che aveva anche un'ottima reputazione come pittore, è stata la sofferenza e la causa del loro matrimonio infelice. Egli e la giovane Elisabeth von Ardenne, che era dieci anni più giovane di lui, avevano molte cose in comune, come l'amore per il teatro. La corrispondenza tra Hartwich e Ardenne non cessò quando egli ritornò a Berlino, il 1º ottobre 1884, con la moglie e i due bambini nati nel frattempo.

Hartwich continuò a visitare sporadicamente Elisabeth e suo marito anche dopo la partenza della coppia. Nell'estate del 1886, durante un suo soggiorno a Berlino, lui ed Elisabeth decisero di divorziare dai rispettivi coniugi e sposarsi tra loro. Ardenne, però, aveva segretamente nutrito sospetti che furono confermati quando trovò le lettere che la moglie e Hartwich si erano scambiati nel corso di diversi anni. Chiese il divorzio e sfidò il rivale a duello, che ebbe luogo il 27 novembre 1886. Hartwich riportò ferite gravi e morì quattro giorni dopo. Anche se Armand von Ardenne era stato inizialmente condannato a due anni di carcere, la sua reclusione venne poi ridotta a solo diciotto giorni di detenzione. Il divorzio si concluse il 15 marzo 1887, con Armand von Ardenne che ottenne la piena custodia dei loro due figli.

Negli anni successivi, Elisabeth von Ardenne si dedicò alla cura delle persone svantaggiate o disabili. Il suo nome venne, sia pur temporaneamente, cancellato dalle cronache della sua famiglia. Nel 1904, la figlia di Elisabeth, Margot, fu la prima a fare un tentativo per rintracciare la madre rinnegata. Il figlio Egmont la incontrò invece solo cinque anni dopo. Elisabeth von Ardenne si ricongiunse con i suoi figli dopo due decenni di separazione. Il suo ex marito morì nel 1919, all'età di 71 anni. Elisabeth von Ardenne morì il 4 febbraio 1952, a Lindau, all'età di 98 anni e fu sepolta in un Ehrengrab a Berlino. Lo scienziato Manfred von Ardenne era suo nipote.

Differenze tra finzione e realtà

Fontane ha cambiato numerosi dettagli per non compromettere con il romanzo la vita privata delle persone interessate. Inoltre, aveva intenzione di accentuare gli effetti drammatici della storia. Ad esempio, Elisabeth von Plotho non sposò il marito all'età di diciassette anni come Effi Briest, ma quando ne aveva diciannove. E Armand von Ardenne era più vecchio di lei di solo cinque anni e non di venti. Elisabeth, inoltre, ebbe la relazione extraconiugale dopo dodici anni di matrimonio, anziché dopo uno soltanto.

Fontane era consapevole del fatto che Elisabeth von Ardenne non si fosse ritirata a vita privata una volta che il suo amore fu venuto alla luce; a differenza di Effi Briest, lei ebbe varie occupazioni e si dedicò ai più svantaggiati. Infine Elisabeth von Ardenne morì nel 1952 all'età di 98, mentre Effi muore a 29 anni.

Ulteriori differenze tra la storia letteraria e quella vera su cui si basa, sono i giorni in cui alcuni fatti del romanzo di Fontane si verificano. Effi Briest sposa il marito il 3 ottobre, mentre Elisabeth von Plotho si sposò il 1º gennaio. Il primo figlio di Effi nasce il 3 luglio, mentre nessuno dei figli di Elisabeth nacque in quel giorno. Infatti, Margot ed Egmont von Ardenne nacquero rispettivamente il 5 novembre e il 4 gennaio. Infine il giorno di nascita di Elisabeth von Ardenne è il 26 ottobre, mentre Effi Briest festeggia il suo compleanno nel mese di agosto.

Concezioni

Fontane, nel suo ampio lavoro, ha inteso ridicolizzare una certa borghesia prussiana, vecchia guardia troppo legata al passato, sempre in ricerca del trionfo, della carriera, delle simpatie importanti e che in questa sua chiusura mentale non ha saputo accogliere una giovane ragazza ancora imbevuta della sua vita fatta di piccole gioie, di giochi e di risatine nel giardino di casa.

Importante e incombente compare spesso il senso del dovere; quando Effi si sposa neppure diciottenne; nel lavoro di Instetten, che lo costringe a isolare la moglie; nel duello; nelle visite delle famiglie borghesi e infine nel comportamento della madre, che inizialmente rifiuta la figlia perché aveva deviato dalla retta via.

Fa da contraltare la figura di Gieshubler, aperto alla vita, poco interessato alla stretta disciplina aristocratica ed infatti unico amico di Effi, con la quale condivide l'estraneità a questo mondo sorpassato. Nella sua figura si può forse rispecchiare l'autore, il quale, attraverso di esso, espone appunto la contraddittorietà delle concezioni del vivere borghese del tempo.

Edizioni

In italiano

Trasposizioni cinematografiche

Note

  1. ↑ Bibliografia di Fontane Su zeno.org
  2. ↑ (DE) Thomas Mann, Das essayistische Werk, Francoforte sul Meno, 1968, pp. 106f.
  3. ↑ La cittadina porta un nome fittizio, che tuttavia corrisponderebbe all'attuale Swinemünde

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