Egesandro

Egesandro (in lingua greca antica: ῾Ηγήσανδρος; Delfi, II secolo a.C. – dopo il 144 a.C.) è stato uno storico greco antico.

Biografia

Nato a Delfi, Egesandro dovrebbe essere stato uno scrittore a metà tra storiografia ed erudizione, situabile nel tardo Ellenismo, come si nota dai frammenti della sua opera a noi pervenuti. Dovrebbe essere vissuto almeno dopo Antigono Gonata, da lui menzionato.

Un'iscrizione onoraria, inoltre, è stata attribuita a questo autore, onorato negli anni 149-144 nella sua città con la seguente motivazione:

«Divinità. [Buona fortuna]. Quando [Pisiteos figlio di Xenone] era arconte e i membri del Consiglio [per la seconda metà dell'anno Eudoco figlio di Prassia], Agesilao [figlio di Tarantino e Glauco figlio] di Xenone; [è stato risolto dalla città di Delfi, in piena assemblea] con i voti [come prescritto dalla legge: da allora. . . di Atene è sempre stato pio e santo] verso [il dio] se stesso [ed ha mostrato buona volontà e condotta onorevole nei confronti del popolo di Delfi; e ora], dopo essere arrivato nel[la nostra città, si è condotto, durante il suo soggiorno qui, in maniera fine e decorosa], degno del dio [e della sua terra e della nostra città, spendendo dalle sue risorse non una piccola] quantità sul . . . quindi con fortuna [si è risolto alla lode. . . di Atene per la sua] pietà e la santità [verso il dio, sia per la sua buona volontà e condotta onorevole verso la nostra città, sia perché ha condotto se stesso durante il suo soggiorno qui in maniera degna] del dio e della [città di] Atene [e della nostra gente; e che] la città [concede a lui e ai suoi discendenti] la prossenia, [la priorità nell'accesso al l'oracolo, la priorità nel ricevere la giustizia, inviolabilità, lo stato di theorodokos, libertà da tutte le tasse], posti a sedere privilegiato a tutti i [giochi che la città indice, il diritto per se stesso e i suoi discendenti di possedere terreni e fabbricati] e [tutti gli altri diritti che] sono concessi [ad altri prosseni e benefattori] della città; [e sono stati inviati ai suoi cari i più grandi doni di ospitalità prescritti (?)] dalla legge; ed essi sono stati invitati [al focolare pubblico nel Pritaneo]. I magistrati [devono iscrivere questo decreto] nel [posto più importante nel tempio], e se ne invia copia al popolo [di Atene, in modo che tutti possano essere a conoscenza di esso].»

L'iscrizione, se davvero riferibile al nostro Egesandro, rivela che egli risiedette per lungo tempo anche ad Atene e ne fu benefattore.

Memorie

Egesandro compose un'opera con il titolo di Memorie (in greco: ῾Υπομνήματα), in almeno 6 libri, che consistevano in una raccolta di aneddoti e detti, in gran parte immaginari, concernenti filosofi, re ellenistici, cortigiani, parassiti. Ad essa attinsero sia Plutarco che Ateneo di Naucrati, che, dunque, ne tramandano numerosi frammenti.

Ancora da Ateneo abbiamo notizia di un trattato, ὑπόμνημα ἀνδριάντων καὶ ἀγαλμάτων (Commentario su statue e busti), probabilmente riguardante la statuaria e la bronzistica presenti nel tempio di Apollo e sulla Via Sacra e, inoltre, un pamphlet antiaccademico Sulla malignità di Platone.

Note

  1. 1 2 Sylloge Inscriptionum Graecarum, ed. W. Dittenberger, Lipsia, Hirzel, 1883, vol. 3, n. 654.
  2. ↑ Ateneo, IX, 400,d.
  3. ↑ Ateneo lo cita nei suoi Deipnosofisti, inː I 19; II 44; IV 167; V 210; VI 248-251 e 260; VII 289; VIII 337, 340, 350; IX 400; X 419 e 432; XI 477 e 507; XII 544; XIII 564, 572, 584, 592; XIV 621 e 652.
  4. ↑ Tutti i frammenti e le testimonianze in Fragmenta historicorum Graecorum, curato da Karl Wilhelm Ludwig Müller, Parigi, Didot, 1854, vol. IV.

Bibliografia

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