Egon Zill

Egon Zill
NascitaPlauen, 28 marzo 1906
MorteDachau, 23 ottobre 1974
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Germania nazista
Forza armata Schutzstaffel
Anni di servizio1923-1945
GradoSS-Sturmbannführer
GuerreSeconda guerra mondiale
Comandante di
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Egon Zill (Plauen, 28 marzo 1906 – Dachau, 23 ottobre 1974) è stato un militare tedesco, ufficiale delle SS con il grado di Sturmbannführer. Prestò servizio come comandante in diversi campi di concentramento nazisti.

Biografia

Figlio di un birraio di Plauen, Zill dovette abbandonare precocemente gli studi per sostenere la famiglia dopo che il padre rimase gravemente ferito durante la prima guerra mondiale. Svolse un apprendistato come panettiere e, a diciassette anni, si unì al partito nazista e alle SA, passando successivamente alle SS nel 1926. Successivamente, lavorò come guardiano in una fabbrica di tende fino al 1934, quando fu nominato guardiano di un campo di concentramento minore a Chemnitz.

Da questo momento, Zill iniziò la sua ascesa gerarchica all'interno del sistema dei campi di concentramento. Il suo primo impiego in un campo fu a Lichtenburg (Schutzhaftlagerführer, capo del campo di custodia protettiva), dove insieme al futuro comandante Arthur Rödl, delimitò i confini del campo. Durante la sua carriera, prese servizio in molti campi: a Dachau, Ravensbrück, Hinzert e molti altri.

Comandante dei Lager

Il suo primo ruolo come comandante di un campo (Lagerkommandant) fu a Natzweiler-Struthof e successivamente a Flossenbürg. Come comandante, Zill si aspettava che le sue guardie agissero con la disciplina dei soldati e allo stesso tempo sosteneva l'idea che i detenuti (non ebrei), che fossero stati indottrinati con l'ideologia nazista, avrebbero potuto combattere per la Germania in cambio della loro libertà. Il suo regime di comando si caratterizzò per l'estrema crudeltà, e secondo le testimonianze di molti detenuti, Zill fu l'artefice di molti crimini, fra i quali, il legaggio degli stessi agli alberi, prima di permettere che i suoi cani gli sbranassero i genitali. Nel mese di aprile 1943, Zill fu sostituito da Max Kögel; considerato inefficace nel ruolo di comandante, Zill fu trasferito sul fronte orientale nel 1943, dopo essere stato accusato di corruzione all'interno dei campi da lui governati.

Il dopoguerra

Soprannominato Zill po a causa della sua bassa statura, dopo la seconda guerra mondiale fece perdere ogni sua traccia, fino a quando fu scoperto per aver usato il suo vero nome sul certificato di nascita di un figlio illegittimo. Nel 1955 fu condannato a 15 anni di reclusione, dopo che la pena iniziale dell'ergastolo fu diminuita in appello. In seguito al suo rilascio, nel 1970, Zill si stabilì a Dachau dove morì nel 1974.

Note

  1. 1 2 3 4 5 Egon Zill, su www.gedenkstaette-hinzert-rlp.de. URL consultato il 9 maggio 2026.
  2. ↑ (EN) Christopher Dillon, Dachau and the SS: A Schooling in Violence, Oxford University Press, 10 novembre 2016, ISBN 978-0-19-251334-2. URL consultato il 9 maggio 2026.
  3. 1 2 3 4 5 6 Il personale della SS | KZ-Gedenkstätte Flossenbürg, su www.gedenkstaette-flossenbuerg.de. URL consultato il 9 maggio 2026.
  4. 1 2 3 Segev, p. 138
  5. 1 2 3 4 5 (FR) ZILL Egon, su Fédération des Sociétés d'Histoire et d'Archéologie d'Alsace. URL consultato il 9 maggio 2026.
  6. 1 2 3 Tuchel, p. 172
  7. 1 2 3 4 Segev, p. 139
  8. ↑ Tuchel, p. 231
  9. 1 2 (EN) Spezial SS-lager/Konzentrationslager Hinzert - Hinzert-Pölert - TracesOfWar.com, su www.tracesofwar.com. URL consultato il 9 maggio 2026.
  10. ↑ Tuchel, p. 190
  11. ↑ Segev, p. 137
  12. ↑ Karin Orth, Die Konzentrationslager-SS, Wallstein Verlag, 2000, p. 184, ISBN 978-3892444527.
  13. ↑ Paul B. Jaskot, The Architecture of Oppression: The SS, Forced Labor and the Nazi Monumental Building Economy, Routledge, 2002, p. 38.
  14. ↑ Alicia Nitecki e Jack Terry, Jakub's World: A Boy's Story of Loss and Survival in the Holocaust, SUNY Press, 2005, p. 60.
  15. 1 2 Segev, p. 140
  16. ↑ Johannes Tuchel, Konzentrationslager: Organisationsgeschichte und Funktion der Inspektion der Konzentrationslager 1934–1938., H. Boldt, 1991, p. 396, ISBN 3-7646-1902-3.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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