| Egoria | |
|---|---|
| Stato di conservazione | |
Fossile | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Amphibia |
| Ordine | Caudata |
| Famiglia | incertae sedis |
| Genere | † Egoria |
| Specie | † E. malashichevi |
Egoria (Skutschas, Kolchanov, Krasnolutskii, Averianov, Schellhorn, Schultz & Martin, 2020) è un genere estinto di salamandra appartenente al gruppo basale dei Caudata, descritto sulla base di resti provenienti dal Giurassico medio della Siberia occidentale. Il genere comprende la sola specie Egoria malashichevi, rinvenuta nella Formazione Itat del Bathoniano presso la località di Berezovsk, in Russia.
I resti di Egoria furono inizialmente interpretati come appartenenti a un taxon non ancora descritto, noto informalmente come “Berezovsk salamander A”. Le analisi successive, basate su un atlante ben conservato e su un frammento di vertebra del tronco, portarono nel 2020 all’istituzione del nuovo genere e della nuova specie. Lo studio rappresentò un contributo importante alla conoscenza delle salamandre del Giurassico medio, periodo nel quale il record fossile dei Caudata è relativamente scarso e dominato soprattutto da forme di grandi dimensioni come Urupia e Marmorerpeton.
Egoria malashichevi era una salamandra di piccola taglia, con una lunghezza stimata compresa tra 180 e 215 millimetri. La morfologia vertebrale rivela una combinazione di caratteri diagnostici che distinguono chiaramente il taxon da altre forme giurassiche. L’atlante presenta cotili anteriori con profilo ellittico disposti con un angolo compreso tra 135 e 137 gradi; la porzione posteriore dell'atlante è insolitamente ampia; il tubercolo intercotilare si presenta ossificato solo tramite una struttura formata da un labbro dorsale e uno ventrale; l’assenza di una depressione ventrale marcata e la mancanza di creste ventrolaterali conferiscono alla vertebra un aspetto relativamente robusto. Allo stesso modo, l’atlante non presenta forami per i nervi spinali, mentre la superficie ventrale e le superfici laterali mostrano una tessitura punteggiata. L'arco neurale dell'atlante è corto e la sua estremità anteriore è posta dietro il livello dei cotili anteriori.
Le vertebre del tronco risultano brevi e caratterizzate da una marcata differenza di dimensioni tra il processo trasverso superiore (diapofisi), più sviluppato, e quello inferiore (parapofisi), più ridotto. Il canale notocordale si apre nella metà superiore della cavità articolare, evidenziando una struttura interna nella quale la parte inferiore del centro vertebrale è particolarmente massiccia. Le analisi microanatomiche indicano la presenza di tessuto osseo endocondrale di tipo spugnoso sia nell’atlante sia nelle vertebre del tronco.
Egoria rappresenta un importante membro del gruppo basale delle salamandre. L’insieme delle sue caratteristiche vertebrali suggerisce una collocazione al di fuori del crown group degli Urodeli moderni, ma non direttamente in prossimità dei karauridi né delle forme giurassiche di grandi dimensioni. La presenza di una combinazione mista di tratti primitivi e derivati testimonia la diversità morfologica dei Caudata del Giurassico medio, periodo cruciale per l’evoluzione iniziale del gruppo. La piccola taglia di Egoria mostra inoltre che non tutte le salamandre basali giurassiche erano forme neoteniche giganti, come avviene per Urupia e Marmorerpeton, suggerendo che la radiazione dei Caudata primitivi fosse ecologicamente più varia di quanto precedentemente ipotizzato.
L’ambiente della Formazione Itat era costituito da sistemi fluvio-lacustri ricchi di vegetazione e caratterizzati da sedimenti fini che favorirono la preservazione di resti vertebrati. Egoria conviveva con una fauna diversificata che comprendeva pesci, rettili di piccole dimensioni, mammiferi basali e altri anfibi. La sua struttura vertebrale, unita alla taglia ridotta, suggerisce un animale attivo in microhabitat acquatici o semiaquatici, probabilmente predatore di piccoli invertebrati. La presenza di ossificazione endocondrale spugnosa indica un’ossatura adattata a un regime locomotorio acquatico, pur non implicando necessariamente una condizione pienamente neotenica.