Ekmaniopappus mikanioides

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Ekmaniopappus mikanioides
Immagine di Ekmaniopappus mikanioides mancante
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
Genere Ekmaniopappus
Borhidi, 1992
Specie E. mikanioides
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùSenecioneae
SottotribùSenecioninae
Genere Ekmaniopappus
Specie E. mikanioides
Nomenclatura binomiale
Ekmaniopappus mikanioides
(Urb. & Ekman) Borhidi, 1992

Ekmaniopappus mikanioides (Urb. & Ekman) Borhidi, 1992 è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae). È l'unica specie del genere Ekmaniopappus Borhidi, 1992.

Etimologia

Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Ignatz Urban (1848-1931), Erik Leonard Ekman (1883-1931) e Attila L. Borhidi (1932-) nella pubblicazione "Acta Botanica Hungarica. Budapest" (Acta Bot. Hung. 37(1–4): 111) del 1992. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione

Habitus. Ekmaniopappus mikanioides ha un habitus di tipo subarbustivo lianoso. Le superfici delle piante possono essere sia glabre che pubescenti per peli semplici.

Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose. I rizomi sono striscianti o legnosi.

Fusto. La parte aerea è strisciante o lianosa; semplice o ramosa.

Foglie. Le foglie cauline, disposte in modo sia alternato che opposto, sono picciolate con forme della lamina più o meno ovata. I margini sono dentati o seghettati. La superficie inferiore è tomentosa.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da più capolini organizzati in formazioni panicolate. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale o ascellare peduncolato di tipo radiato. Alla base dell'involucro (la struttura principale del capolino) può essere presente un calice formato da brattee fogliacee. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee sono disposte in modo embricato di solito su una sola serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è convessa e a volte è alveolato.

Fiori. I fiori, pochi per capolino, sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre ermafroditi, più precisamente i fiori del raggio (quelli ligulati e zigomorfi) sono femminili; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.

*/x K ∞, [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è ellittico-oblunga; la superficie è percorsa da 8 coste longitudinali e può essere glabra. Possono essere presenti delle ali o degli ispessimenti marginali. Non sempre il carpoforo è distinguibile. Il colore del frutto può essere nero o bruno. In alcuni casi gli acheni sono dimorfici. Il pappo è formato da numerose setole snelle.

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).

Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).

Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

La specie di questa voce è distribuita nella Repubblica Dominicana e Haiti.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi, oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi). La famiglia attualmente (2026) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae). In base ai dati filogenetici la sottotribù, all'interno della tribù, occupa il "core" della tribù e insieme alla sottotribù Othonninae forma un "gruppo fratello".

I seguenti caratteri sono indicativi per la sottotribù:

  • il portamento è molto vario (erbe, arbusti, liane, epifite, alberelli o alberi)
  • le foglie sono sia basali che cauline disposte in modo alternato
  • sono presenti capolini sia radiati, disciformi o discoidi
  • le antere sono tetrasporangiate, raramente bisporangiate

La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre 1.200 specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare.

Il genere di questa voce è collegato ai seguenti generi: Mattfeldia, Zemisia e Nesampelos i quali formano un clade (clade A) vicino al "core" della sottotribù, ossia la loro filogenesi è la più recente nell'ambito delle "Senecioninae". Questi generi hanno una comune origine nell'America centrale e in particolare nell'area delle Indie occidentali (a parte Zemisia con una distribuzione più ampia anche sul continente). Associati a questo gruppo sono altri due generi, Herodotia e Elekmania, entrambi originari dell'isola di Hispaniola e il "Senecio stigophlebius Group". "Gruppo fratello" di questo clade è un altro clade (B) formato dai generi Leonis, Antillanthus, Lundinia e Oldfeltia, un endemismo cubano. Ekmaniopappus insieme a Nesampelos formano un "Gruppo fratello", e sono il "core" del clade A. Il seguente cladogramma mostra una possibile configurazione filogenetica di questo gruppo di generi (la politomia del ramo principale del cladogramma è dovuto alla scarsità di dati attualmente in possesso).

 
_Clade_A_
 

Mattfeldia

 
 
 

Zemisia

 
 
 

Ekmaniopappus

 
 

Nesampelos

 
 
 
 
_Clade_B_

(Leonis, Antillanthus, Lundinia e Oldfeltia)

 
 

Elekmania

 
 

Herodotia

 
 

"Senecio stigophlebius Group"

 
 

I caratteri distintivi per la specie Ekmaniopappus mikanioides sono:

  • il portamento di questa specie è lianoso e arbustivo
  • il margine delle foglie è seghettato
  • la forma del capolino è turbinato-obconico con pochi fiori
  • si tratta di un endemismo dell'isola di Hispaniola

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:

  • Herodotia mikanioides Urb. & Ekman, 1926

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 22 novembre 2022.
  3. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 22 novembre 2022.
  4. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  5. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  6. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  7. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 226.
  8. 1 2 3 4 5 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
  9. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  10. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  11. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  12. ↑ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato il 18 aprile 2021.
  13. ↑ Pruski 2018.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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