Eleanor Coppola

Eleanor Coppola nel 2013

Eleanor Jessie Coppola, nata Eleanor Jessie Neil (Los Angeles, 4 maggio 1936 – Rutherford, 12 aprile 2024) è stata una regista, sceneggiatrice e artista statunitense.

Membro della famiglia Coppola, fu sposata con il regista Francis Ford Coppola dal 1963 fino alla sua morte. È ricordata soprattutto per il documentario Viaggio all'inferno (Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse), dedicato alla complessa lavorazione del film Apocalypse Now, oltre che per altri documentari che raccontano il dietro le quinte delle opere cinematografiche realizzate dal marito e dai figli.

Biografia

Eleanor Coppola nacque a Los Angeles, in California, il 4 maggio 1936, con il nome di Eleanor Jessie Neil. Suo padre era un vignettista politico che lavorava per il Los Angeles Examiner e morì quando lei aveva appena dieci anni. Fu cresciuta insieme ai due fratelli dalla madre, Delphine Neil (nata Lougheed), a Sunset Beach, in California. Aveva origini inglesi e irlandesi. Suo fratello Bill divenne un affermato artista specializzato in effetti visivi. Eleanor si laureò in design applicato all'Università della California di Los Angeles (UCLA), dove fece parte della confraternita femminile Alpha Chi Omega, nella sezione Alpha Psi.

Nel 1963, durante le riprese del film horror Terrore alla 13ª ora (Dementia 13), conobbe il futuro marito, Francis Ford Coppola, al suo esordio alla regia. Eleanor lavorava alla produzione come assistente alla direzione artistica. I due si frequentavano già da alcuni mesi quando lei scoprì di essere incinta. In un primo momento prese in considerazione la possibilità di dare il bambino in adozione, ma Francis riuscì a convincerla a cambiare idea. La coppia si sposò a Las Vegas il 2 febbraio 1963. In seguito Eleanor diede alla luce il loro primogenito, Gian-Carlo Coppola; negli anni successivi nacquero anche Roman e Sofia Coppola, destinati entrambi a intraprendere una carriera nel mondo del cinema.

Carriera cinematografica

Eleanor Coppola fu una presenza costante sui set dei film diretti dai membri della sua celebre famiglia. Il suo contributo al mondo del cinema si concentrò soprattutto sulla realizzazione di documentari, nei quali ricoprì diversi ruoli, tra cui quelli di regista, direttrice della fotografia, operatrice video e sceneggiatrice.

Molti dei suoi lavori documentaristici offrono uno sguardo dietro le quinte di film come Il giardino delle vergini suicide (The Virgin Suicides) e Marie Antoinette, entrambi diretti dalla figlia Sofia Coppola. Attraverso le sue riprese, Eleanor documentò le difficoltà e gli ostacoli che mettevano a rischio la realizzazione dei progetti cinematografici della sua famiglia, spesso ancora prima che arrivassero sul grande schermo. I suoi documentari non si limitavano a mostrare gli aspetti pratici ed economici della produzione cinematografica, ma raccontavano anche il peso emotivo che il processo creativo comporta per tutte le persone coinvolte, sia davanti sia dietro la macchina da presa. Il suo lavoro contribuì così a mettere in luce il lato più intimo e complesso della realizzazione di un film.

Apocalypse Now

Lo stesso argomento in dettaglio: Apocalypse Now.

Nella prima fase della sua carriera cinematografica, Eleanor Coppola trascorse molto tempo accompagnando il marito sui set dei suoi film. Nel 1976 iniziò a documentare la travagliata lavorazione di Apocalypse Now. Le riprese da lei realizzate durante la produzione, segnata da numerosi imprevisti e momenti di forte tensione, confluirono successivamente nel libro Notes on the Making of Apocalypse Now, pubblicato nel 1979. Il volume racconta le difficoltà che rischiarono di compromettere la realizzazione del film, soffermandosi anche sulle condizioni di forte stress vissute dal cast e dalla troupe. Eleanor decise in seguito di approfondire ulteriormente questa esperienza, realizzando un documentario dedicato agli stessi eventi. Nacque così Viaggio all'inferno (Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse), diretto da Eleanor insieme a Fax Bahr e George Hickenlooper. Le immagini mostrano alcuni degli episodi più drammatici di quel periodo, tra cui il crollo psicologico del protagonista Martin Sheen e le complicazioni che coinvolsero Francis Ford Coppola dopo la distruzione di un costoso set.

Uscito nel 1991, il film ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui un Emmy Award per la miglior regia nell'ambito dei programmi informativi. Nello stesso anno, il documentario ricevette anche una candidatura ai Directors Guild of America Awards nella categoria dedicata ai documentari.

Esordio alla regia

Eleanor Coppola esordì alla regia di un lungometraggio nel 2016 con la commedia romantica Parigi può attendere (Paris Can Wait). Il film, interpretato da Diane Lane e Arnaud Viard, racconta la storia della moglie di un facoltoso produttore cinematografico che, durante un viaggio, si ritrova ad attraversare la Francia da Cannes a Parigi in compagnia di un affascinante francese. Quello che inizialmente sembra un semplice trasferimento si trasforma in un viaggio ricco di incontri, scoperte e nuove prospettive. La pellicola fu presentata in anteprima al Toronto International Film Festival nel 2016.

Nel 2020 diresse il suo secondo lungometraggio, Love Is Love Is Love, un film composto da tre storie sentimentali intrecciate tra loro, ciascuna incentrata sulle relazioni e sui legami affettivi di tre diverse coppie.

Carriera letteraria

Eleanor Coppola fu autrice di due libri di successo. La sua prima opera, Notes on the Making of Apocalypse Now, ripercorre le vicende legate alla realizzazione del film di Francis Ford Coppola, documentandone le fasi di lavorazione dal 1976 al 1979. La sua abitudine di annotare con precisione gli eventi si estese progressivamente anche alla vita privata, portandola a raccogliere ricordi ed esperienze significative del proprio percorso personale. Attingendo a oltre trent'anni di appunti, pubblicò successivamente Notes on a Life, un'opera in cui ripercorre momenti ed episodi della sua vita.

Notes on a Life

Il memoir Notes on a Life ripercorre trent'anni della vita dell'autrice, divisa tra la crescita dei figli e il sostegno al marito Francis Ford Coppola durante la realizzazione dei suoi film, che spesso costringevano la famiglia a trasferirsi da un luogo all'altro. Il libro è composto da brevi annotazioni quotidiane e si apre con la morte del figlio maggiore, Gian-Carlo Coppola, scomparso a soli 22 anni, seguita, pochi mesi dopo, dalla nascita della nipote Gia. La perdita di Gian-Carlo rappresenta un tema ricorrente nell'intera opera, segnando profondamente il racconto e la vita dell'autrice.

La narrazione adotta il punto di vista personale di Eleanor, che, pur soffermandosi anche su vicende riguardanti gli altri membri della famiglia - come le polemiche suscitate dalla decisione di Francis di affidare alla figlia Sofia un ruolo in Il padrino - Parte III -, concentra l'attenzione soprattutto sulle difficoltà intime, sui conflitti e sulle fragilità affrontate dalla famiglia in quel periodo. Ne emerge un ritratto personale della vita privata dei Coppola, lontano dall'immagine pubblica di una delle famiglie più celebri del cinema.

Morte

Eleanor Coppola morì il 12 aprile 2024 a Rutherford, in California, all'età di 87 anni.

In un'intervista rilasciata nell'agosto dello stesso anno, il marito Francis Ford Coppola rivelò che alla moglie era stato diagnosticato un timoma, un tumore del timo, nel 2010. Secondo quanto raccontato dal regista, i medici le avevano prospettato la possibilità di ridurre le dimensioni della massa attraverso tre mesi di chemioterapia, per poi procedere alla sua rimozione chirurgica. Eleanor, tuttavia, aveva deciso di non sottoporsi al trattamento. Nell'intervista, Francis ricordò la scelta della moglie, spiegando che aveva voluto continuare a vivere secondo le proprie decisioni e dedicarsi ai suoi progetti cinematografici. Con il passare degli anni, però, il tumore era cresciuto fino a provocarle dolori sempre più intensi. Secondo il racconto del marito, le sue condizioni erano infine diventate così difficili da spingerla a non voler più continuare a vivere.

Altre attività

Eleanor Coppola fondò, insieme ad altri artisti, l'organizzazione Circle of Memory, un progetto dedicato a commemorare le persone scomparse e i propri cari perduti. L'iniziativa nacque in memoria del figlio Gian-Carlo Coppola, morto prematuramente. Le sue opere artistiche sono state esposte in musei e gallerie di tutto il mondo.

Oltre alla sua attività cinematografica e artistica, Eleanor si occupò anche di altri ambiti creativi: realizzò costumi per la Oberlin Dance Company e gestì la Rubicon Estate Winery, azienda vinicola appartenente alla famiglia Coppola.

Filmografia

Regista

Sceneggiatrice

Direttore della fotografia

Altri ruoli

Note

  1. ↑ Eleanor Coppola - Event - Library Foundation of Los Angeles, su www.lfla.org. URL consultato il 19 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2011).
  2. ↑ (EN) The surprising American stars with Irish roots, su IrishCentral.com, 23 dicembre 2021. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  3. ↑ (EN) Mike Barnes, Eleanor Coppola, Emmy-Winning Director of ‘Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse,’ Dies at 87, su The Hollywood Reporter, 12 aprile 2024. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  4. ↑ (EN) Associated Press, Eleanor Coppola, matriarch who documented her film family’s work, dies at 87, in The Washington Post, 17 aprile 2024. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  5. 1 2 (EN) Associated Press, Eleanor Coppola, matriarch who documented her film family’s work, dies at 87, in The Washington Post, 17 aprile 2024. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  6. 1 2 (EN) Clyde Haberman, Eleanor Coppola, Who Chronicled Her Family’s Filmmaking, Dies at 87, in The New York Times, 12 aprile 2024. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  7. ↑ (EN) By Mairi Mackay CNN, Coppola's wife: 'Apocalypse Now' was 'out of control' - CNN.com, su edition.cnn.com. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  8. ↑ (EN) Mike Barnes, Eleanor Coppola, Emmy-Winning Director of ‘Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse,’ Dies at 87, su The Hollywood Reporter, 12 aprile 2024. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  9. 1 2 (EN) Melissa Baumgart, You Have to Fail a Little, su Bright Wall/Dark Room, 13 giugno 2018. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  10. ↑ Francesca Berti, Eleanor Coppola and the Diary from Apocalypse, su iwanttobeacoppola.com, 7 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 18 ottobre 2014).
  11. ↑ (EN) Winner and Nominee Search, su www.dga.org, 1º gennaio 0001. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  12. ↑ (EN) Paris Can Wait, su TIFF. URL consultato il 19 ottobre 2026 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2016).
  13. ↑ (EN) Lisa Kennedy, ‘Love Is Love Is Love’ Review: Romance Triptych Delivers Earned Wisdom on a Pillow of Privilege, su Variety, 11 novembre 2021. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  14. ↑ (EN) SCOTT EYMAN, Eleanor Coppla again proves her artistic mettle, su Chron, 11 maggio 2008. URL consultato il 19 ottobre 2026.
  15. ↑ Eleanor Coppola, Notes on a Life, Nan A. Talese, 2008, ISBN 978-0-385-52499-5.
  16. ↑ (EN) David Fear, Francis Ford Coppola: 'I Have Nothing Left to Lose', su Rolling Stone, 25 agosto 2024. URL consultato il 19 ottobre 2026.