| Enopione | |
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su un'anfora dell'Attica del 540 A.C. | |
| Nome orig. | Οἰνοπίων |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Sesso | maschio |
| Luogo di nascita | Lemno |
| Professione | re di Chio |
Enopione (in greco antico Οἰνοπίων?, Oinopíōn) è un personaggio della mitologia greca. Fu re di Chio.
Figlio di Dioniso e Arianna, ebbe dalla ninfa Elice i figli Mela, Talus, Evante, Salago, Atamante e la figlia Merope.
Fondò la città di Chio nell'isola omonima ricevuta da Radamanto e di cui divenne re.
Si narra che dato il suo nome (l'origine derivava dal greco e significava "bevitore di vino") avesse diffuso l'arte di coltivare le viti nei suoi territori.
Ricevette il gigante cacciatore Orione che, giunto a Chio per cacciare la numerosa selvaggina dell'isola, fu in seguito accolto con un banchetto dove assalì sua figlia Merope.
Per vendicarsi, Enopione lo fece ubriacare e quando si assopì lo pugnalò negli occhi e lo buttò giù dall'isola.
Efesto ebbe pietà del cieco Orione e gli diede come guida il suo servitore Cedalione che lo condusse verso est, dove il sole nascente gli restaurò la vista.
Orione volle a sua volta vendicarsi e cercò di uccidere Enopione, ma questi si nascose in una fortezza costruita dai Chiani e in seguito fuggì a Creta.
Igino scrive che non andò a Creta ma fu rapito da Eos.
Pausania scrive che la sua (presunta) tomba si trovava a Chio nel tempo del suo viaggio.