Enrico Rosso

Enrico Rosso

Enrico Rosso (Biella, 15 maggio 1961) è un alpinista italiano. È considerato uno dei protagonisti dell'alpinismo esplorativo degli anni Ottanta e Novanta, noto per aver realizzato, in prima ascensione assoluta, itinerari su alcune delle più impegnative vette dell'Himalaya e delle Ande privilegiando spedizioni leggere e stile alpino, senza l'utilizzo di ossigeno supplementare, corde fisse o campi fissi in parete.. Ha realizzato documentari dedicati all’alpinismo e all’esplorazione.

Biografia

Prime esperienze alpinistiche e attività sulle Alpi

Tra il 1983 e il 1988, sulle Alpi Occidentali, apre numerose vie nuove, anche in scalata solitaria, e compie prime ripetizioni, anche invernali, maturando un approccio all'alpinismo esplorativo, creativo e leggero, basato sull'uso dei soli mezzi tecnici indispensabili. Nel 1988, con Paolo Cavagnetto, compie la prima salita del “pilastro di sinistra” della parete est delle Grandes Jorasses. Nel 1992 fonda l'Associazione Montagna Amica di Biella con il progetto sociale di coinvolgere nelle attività di montagna persone provenienti da situazioni di disagio, intendendo quest’ultima come potente stimolo per superare difficoltà personali.

Karakorum e Himalaya

Nel 1986, con Fabrizio Manoni e Paolo Bernascone, compie la prima ascensione della parete nord-est dello Shivling (6.543 m) nell'Himalaya del Garhwal, considerata all’epoca uno dei maggiori problemi alpinistici himalayani irrisolti.

Il pilastro sud del Nuptse (a destra della fotografia)

Nel 1987, con Manoni, tenta la cima est del Nuptse (7.804 m) lungo il Pilastro Sud del Nuptse pilastro sud (6.917 m), rinunciando sulla “Diamond Tower” a 30 m oltre il punto massimo raggiunto in precedenza da Jeff Lowe e Marc Twight. Nel luglio 1988, con Marco Forcatura e Marco Marciano, sale lo sperone sud-ovest del Latok III (6.949 m), realizzando la seconda salita assoluta e prima in stile alpino della montagna. Ad agosto dello stesso anno, con Forcatura, ripete la cresta nord-est del Monte Kun (7.077 m), con l’obiettivo di realizzare un film documentario sull’alpinista-esploratore Mario Piacenza. Nel 1989 completa, insieme a Kurt Walde e ai canadesi Peter Arbil e Gim Elzinga, la prima salita del pilastro sud del Nuptse (6.917 m), aprendo una via di 1.600 m.

Nell'autunno dello stesso anno sale il Cho Oyu (8.201 m) per il versante nord-ovest lungo la via austriaca.

Nel 1994, con Giancarlo Ruffino e Alessandro Vanetti, apre la via Through the mirror sul pilastro nord-est del Thalay Sagar (6.904 m). Raggiunto il collegamento con la via franco-norvegese, a 200 m dalla vetta, il gruppo è costretto a scendere per il maltempo e le mutate condizioni della parete.

Nel 1996 tenta il K2 (8.611 m) per lo Sperone Abruzzi. Nel 2024 ritorna in Nepal e sale il Monte Lobuche (6.119 m).

Patagonia e Terra del Fuoco

Nel 1990 e 1992 organizza due spedizioni alpinistico-esplorative in Patagonia e Terra del Fuoco, con l'obiettivo di realizzare un film documentario su Alberto Maria De Agostini. Nel corso della prima (1990) scala il Monte Fitz Roy. Nel 1995, con Giancarlo Ruffino, apre una via sulla parete sud della Gorra Blanca nelle Ande patagoniche. Dal 2006 al 2013 effettua diversi viaggi nella regione per completare scalate e ricerche storiche su De Agostini, salendo tra le altre l'Aguja Poincenot, il Cerro De Girad, il Cerro Solo, il Cerro Eléctrico e il Cerro Vespignani.

Ande peruviane e boliviane

Nel 1984, nelle Ande peruviane della Cordillera Huayhuash, realizza due prime ascensioni: la parete nord-est dello Jirishanca Chico (5.446 m) e la parete nord-ovest del Ninashanca (5.605 m). Nel 2000 sale la via Ferrari sull'Alpamayo (5.947 m), montagna che scalerà una seconda volta nel 2007 per la via francese in due ore.

Nel 2003 partecipa a un progetto di formazione per guide d’alta montagna con l'Escuela Don Bosco en Los Andes, fondata dall'Operazione Mato Grosso. Con Fabrizio Manoni e i peruviani Cesar Rosales e Miguel Martinez, sale in stile alpino la cresta sud del Nevado Copa (6.188 m), salita che ottiene il Premio Paolo Consiglio del Club Alpino Accademico Italiano. Nel 2008 guida una spedizione italo-peruviana che apre una nuova via sulla parete nord-ovest del Nevado Santa Cruz (6.259 m). Nel 2011, con Paolo Stoppini e Fabrizio Manoni, traccia una nuova via sulla parete est del Nevado Santa Cruz Chico (5.800 m) e scala, in prima assoluta, il Gran Gendarme del Nevado Santa Cruz Principale. Dal 2014, in Bolivia, collabora con il missionario e alpinista Antonio Zavatarelli, nell’ambito della formazione alpinistica presso la missione di Peñas e l'Università Campesina. Tra le realizzazioni in Bolivia:

Sale inoltre: Illimani (6.440 m), Huayna Potosí (6.088 m), Condoriri (5.648 m), Chachacomani (6.074 m), Chearoco (6.127 m), Paco'Kiuta (5.600 m), Jankho Huyo (5.512 m) e Wila-Lluxi (5.596 m).

Africa

Nel 2018 sale la parete nord del Monte Kenya (5199 m) effettuando poi la traversata delle due cime principali, Batian e Nelion.

Premi e riconoscimenti

Opere

Libri

Film e documentari

Note

  1. ↑ AA.VV., Storia dell'alpinismo biellese, Edizioni CAI Biella.
  2. ↑ Rivista del Club Alpino Italiano, numeri vari 1983-1988.
  3. ↑ AA.VV., Alpinismo italiano nel mondo – 150 anni di esplorazioni, Club Alpino Italiano, 2013.
  4. ↑ Alp, rivista di alpinismo, Edizioni Melograno, 1987.
  5. ↑ Bollettino del Club Alpino Accademico Italiano, 1989.
  6. ↑ Rivista del Club Alpino Italiano, n. speciale Himalaya, 1994.
  7. ↑ Catalogo ufficiale Trento Film Festival, 1987.
  8. ↑ Club Alpino Accademico Italiano, Premio Paolo Consiglio, annuario 2003.
  9. ↑ Piolets d'Or, cataloghi ufficiali 2011, 2020, 2024, 2025.

Bibliografia

Altri progetti

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