Epentesi

L'epèntesi (dal greco epénthesis, "inserzione") è un fenomeno di fonetica storica che consiste nell'aggiunta di un suono all'interno di una parola e può avvenire per ragioni diverse e in posizioni diverse. È anche detta anaptissi quando l'inserimento è di vocale.

Esempi

Avviene, ad esempio, per evitare iato. Alcuni fenomeni di epentesi si manifestano nel passaggio dal latino all'italiano:

Alcune epentesi sono state cancellate nell'evoluzione dell'italiano:

Il fenomeno si presenta (anche solo graficamente) per evitare l'assimilazione:

Nel caso dell'anaptissi, l'inserzione di una vocale serve ad agevolare la pronuncia:

Talvolta, l'epentesi può derivare da incrocio:

Altri casi

Non è anaptissi quella che occorre con avverbi in -mente che originino da aggettivi sdruccioli, come nel caso di similemente (si tratta infatti della forma etimologica), e neppure è anaptissi quel che occorre in certe forme verbali, come averai. In questi casi si ha piuttosto sincope (similemente → similmente e averai → avrai), fenomeno opposto all'epentesi.

La d eufonica può essere considerata una forma di epentesi fonosintattica e così pure la forma sur per su.

Gaetano Berruto considera l'epentesi come uno dei fenomeni dell'italiano popolare, la cui definizione è discussa. Si tratterebbe dell'italiano dei meno colti, abituati all'impiego del dialetto. Esempi di epentesi nell'italiano popolare sono "pissicologo" per "psicologo" e "aritemetica" o "aritimetica" per "aritmetica".

Nel greco antico

Nel greco antico, il fenomeno dell'epentesi è frequente in molti temi del presente nei verbi in -ω (omega). Per esempio il verbo λαμβάνω (lambàno, prendere) nasce dalla radice λαβ- ληβ- (lab- leb-) che indica il prendere, a cui viene aggiunta la -ν (n: ecco il fenomeno dell'epentesi), successivamente viene aggiunto l'infisso -αν- (an, caratteristico infisso del presente), infine vengono aggiunte le desinenze personali, -ω nel caso della prima persona singolare.

Nell'enigmistica

Nell'enigmistica l'epentesi è un gioco che consiste nell'indovinare, a partire da alcuni versi, due parole, delle quali una è identica all'altra tranne che per l'aggiunta di una consonante. Ad esempio: casa e casta.

In retorica

In retorica l'epentesi (o anaptissi) è una figura retorica che prevede l'inserimento di una vocale fra due consonanti, rendendo una sillaba in più a fini metrici.

Esempi:

«Ciascun rivederà la trista tomba»
«d'un altro Orfeo la cetera»
«Niun fantasima di luce»
«di quella maramaglia, io non lo nego»

Note

  1. 1 2 3 Dizionario di linguistica, 2004, cit., p. 284.
  2. ↑ Gli esempi sono tratti da Dizionario di linguistica, 2004, cit., p. 284.
  3. ↑ Gaetano Berruto, Semplificazione linguistica e varietà sub-standard, De Gruyter, 31 dicembre 1990, pp. 17–43. URL consultato il 9 marzo 2025.
  4. ↑ La voce epentesi su treccani.it.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

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