Erimena

Erimena
Scudo urartiano con iscrizione che menziona Erimena
Re di Urartu
In carica625 a.C. –
605 a.C.
PredecessoreSarduri III
SuccessoreRusa III

Erimena (fl. VII secolo a.C.), secondo la tradizione, fu il dodicesimo re di Urartu e avrebbe regnato dal 625 al 605 a.C.

È indicato come successore di Sarduri III e padre di Rusa III, il quale avrebbe governato Urartu tra il 610 e il 590 a.C. Le informazioni sul suo regno sono tuttavia scarse e controverse. Il suo nome è attestato su uno scudo di bronzo con iscrizione, rinvenuto a Toprakkale da Hormuzd Rassam nel 1880 e oggi conservato al British Museum. Secondo una cronaca babilonese, Erimena avrebbe condotto una spedizione nella regione montuosa di Bit Hanounia durante il regno di Nabopolassar. Le stesse fonti indicano che Urartu subì ripetuti attacchi babilonesi in questo periodo, eventi che contribuirono al declino del regno.

Storia

Il Regno di Urartu (in giallo) tra il 610 e il 585 a.C.

L'ascesa di Erimena al potere è oggetto di diverse interpretazioni. Igor M. Diakonoff ritenne che Erimena fosse fratello di Sarduri III e che avesse governato come reggente o sovrano effettivo poiché, alla morte di Sarduri III, Sarduri IV non aveva ancora raggiunto l'età adulta. Erimena è attestato anche da un'impronta di sigillo appartenente a un suo possibile governatore, conservata su una tavoletta lapidea proveniente da Karmir Blur. In studi successivi, N. V. Harutyunyan, sulla base di nuovi dati archeologici emersi dagli scavi di Karmir Blur, ha sostenuto che non vi siano prove per l'ipotesi della reggenza e che Erimena salì al trono dopo Sarduri IV. Restano comunque ipotesi alternative: Erimena potrebbe essere stato figlio di Sarduri IV; potrebbe essere stato deposto intorno al 620 a.C. dallo stesso Sarduri IV, fondando in seguito una nuova dinastia urartea; oppure Erimena potrebbe non essere mai stato re, analogamente a quanto avvenne per Sarduri I, figlio di Lutipri, che salì al trono dopo Aram. In questa lettura, Rusa III, figlio di Erimena, avrebbe deposto Sarduri IV. Le fonti disponibili non consentono una soluzione univoca. Nella prima metà del XX secolo, Ivan Meščaninov propose che il patronimico di Rusa III non derivasse dal nome «Erimena», ma dall'etnonimo «armeno». Tale ipotesi fu ripresa anche da Richard David Barnett, ma venne successivamente abbandonata alla luce di nuovi dati epigrafici e storici. Questa interpretazione, combinata con tradizioni popolari, generò l'idea che dal 620 a.C. una dinastia armena governasse Urartu. La ricerca moderna respinge tale possibilità per ragioni linguistiche e storiche. Lo storico Robert Hewsen ha invece suggerito una possibile connessione onomastica tra il nome Erimena e la figura leggendaria di Armenak, citata da Movses Khorenatsi, senza però avanzare identificazioni storiche dirette.

Note

  1. 1 2 Robert Hewsen, "The Primary History of Armenia": An Examination of the Validity of an Immemorially Transmitted Historical Tradition, in History in Africa, vol. 2, Cambridge University Press, 1975, p. 93, DOI:10.2307/3171466, JSTOR 3171466.
  2. ↑ Richard Barnett, Urartu, a cura di John Bagnell Bury, John Bernard Bury, Martin Percival Charlesworth e Stanley Arthur Cook, The Cambridge Ancient History, 2ª ed., Cambridge, Cambridge University Press, 1928, p. 363, ISBN 0-521-22496-9.
  3. ↑ Mack Chahin, The Kingdom of Armenia: A History, 2ª ed., Inghilterra, Routledge, 2001, p. 104, ISBN 9780700714520.
  4. ↑ Gérard Dédéyan, History of the Armenian people, Tolosa, Éditions Privat, 2007, p. 93, ISBN 978-2-7089-6874-5.
  5. ↑ I. M. Dyakonov, The last years of the Urartian state according to the Assyrian-Babylonian sources, in Bulletin of Ancient History, n. 2, 1951.
  6. 1 2 Gregory E. Areshian, Bisotun, 'Urartians' and 'Armenians' of the Achaemenid Texts, in Pavel S. Avetisyan, Roberto Dan e Yervand H. Grekyan (a cura di), Over the Mountains and Far Away: Studies in Near Eastern History and Archaeology Presented to Mirjo Salvini on the Occasion of His 80th Birthday, Oxford, Archaeopress, 2019, p. 7, ISBN 9781784919443.
  7. ↑ N. V. Harutyunyan, Biainili (Urartu), in Publishing House of the Academy of Sciences of the Armenian SSR, Erevan, 1970.
  8. 1 2 N. V. Arutyunyan, Some questions of the last period of the history of Urartu, in Ancient East, Publishing House of the Academy of Sciences of the Armenian SSR, n. 2, Erevan, 1976.
  9. ↑ I. I. Meshchaninov, To the analysis of the name of Erimen, in Language and thinking, vol. 1, Leningrado, 1933.
  10. ↑ R. Barnett, The Archeology of Urartu, in CR du Rencontre Assyriologique internationale, vol. 17, 1952.
  11. ↑ R. D. Barnett, Urartu, a cura di I. E. S. Edwards, C. J. Gadd, N. G. L. Hammond e J. Boardman, Cambridge Ancient history, vol. 3, Londra, Cambridge University Press, 1982, pp. 314-371, ISBN 0-521-22496-9.
  12. ↑ I. M. Dyakonov, Urartian Letters and Documents, Mosca, Leningrado, 1963.
  13. ↑ B. B. Piotrovsky, Kingdom of Van (Urartu), Mosca, Eastern Literature Publishing House, 1959.

Collegamenti esterni

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