Ermenegildo è un nome proprio di persona italiano maschile.
Continua l'antico nome germanico Erminigild o Hermingild di tradizione visigotica, composto da due elementi: il primo è ermen, un epiteto del dio del cielo germanico Tiwaz, che significa "grande", "potente", "completo", "universale" (presente anche nei nomi Arminio, Ermengarda, Ermentrude ed Ermelinda); il secondo è gild, che vuol dire "che vale", "che ha consistenza" o "restituire", ma anche "valoroso", "valente". Alcune fonti propongono, come senso complessivo del nome, "completo sacrificio" o "sacrificio divino", tuttavia questa interpretazione presente diverse difficoltà, ed è invece più probabile che sia "valoroso e potente".
Il nome venne portato da Ermenegildo, principe dei Visigoti, fatto uccidere dal suo stesso padre Leovigildo per aver rifiutato l'arianesimo, e venerato quindi come santo e martire dalle Chiese cristiane. Il suo culto, seppure scarso, può aver contribuito alla diffusione del nome in Italia, dove è attestato con maggior frequenza al Nord e minore al Sud (nonché spesso abbreviato in "Gildo" per via del suono pesante e austero).

L'onomastico si festeggia il 13 aprile in onore di sant'Ermenegildo, erede al trono dei Visigoti. Con questo nome si ricordano anche, alle date seguenti:

