Esther Phillips

Esther Phillips
NazionalitàStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
GenereRhythm and blues
Blues
Jazz
Pop
Soul
Periodo di attività musicale1949 – 1984
Strumentocantante
EtichettaAtlantic
Kudu Records
Mercury
Lenox

Esther Phillips, pseudonimo di Esther Mae Washington (Galveston, 23 dicembre 1935 – Carson, 7 agosto 1984), è stata una cantante statunitense, conosciuta soprattutto per le sue performance nel genere R&B.

Biografia

Gli inizi

Esther Phillips, nata Esther Mae Washington, era figlia di genitori che divorziarono quando era ancora adolescente. Si divideva tra il padre residente a Houston e la madre, che abitava in un quartiere di Los Angeles. Nel periodo in cui cantava nel coro della chiesa, fu inserita, grazie alle insistenze della sorella, in un contest di musica blues che si svolgeva in un club. Poco più che bambina all'età di 14 anni, vinse un "amateur talent contest" nel 1949 al "Barrelhouse Club" di Johnny Otis. Otis rimase impressionato dal talento della giovanissima cantante e la fece incidere per la Modern Records, inserendola inoltre nel "California Rhythm and Blues Caravan", con il nome di Little Esther. Solo più tardi la cantante aggiunse il cognome Phillips, ispirata dall'insegna di un distributore di benzina.

Il successo

Interprete prolifica, ha ricevuto nel corso della sua carriera 4 nomination ai Grammy Awards. Nel 1970: "Best Rhythm & Blues Vocal Performance Female" per il singolo Set Me Free; nel 1972: "Best Rhythm & Blues Vocal Performance Female" per l'album From a Whisper to a Scream; nel 1973: "Best Rhythm & Blues Vocal Performance Female" per l'album Alone Again (Naturally); nel 1975: "Best Rhythm & Blues Vocal Performance Female" per l'album What a Diff'rence a Day Makes.

Tra i suoi più grande successi è annoverata la versione disco dI What a Diff'rence a Day Makes tratta dall'album omonimo del 1975.

La dipendenza dalla droga

Fin dall’adolescenza, la vita privata e la carriera artistica di Esther Phillips, furono condizionate dalla dipendenza dalla droga, che la costrinsero in più occasioni a lunghi periodi di disintossicazione. Nel 1984, poco prima di morire a causa di una grave insufficienza epatica a soli 49 anni, registrò con l’etichetta Muse l'album A Way To Say Goodbye, che vide la luce due anni dopo.

L'ultima antologia

Nel 2004 David Nathan, autore di testi e amico della cantante, ha realizzato un'antologia intitolata A Beautiful Friendship - The Kudu Anthology 1971-1976 contenente 33 tracce in cui prestano la loro opera grandi arrangiatori come David Matthews, Don Sebesky, Jack Wilson, Joe Beck, Pee Wee Ellis. Si tratta di un apprezzabile lavoro nella cui track-list non manca What A Difference A Day Makes.

Discografia

What A Difference A Day Made (label)

Album

Singoli

Note

  1. ↑ (EN) Jim O’Neal, Esther Phillips, su The Blues Foundation.
  2. ↑ (EN) Santelli, Robert, The Big Book of Blues: A Biographical Encyclopedia, Pinguin Books, pag. 376 ISBN 0-14-015939-8, 2001. URL consultato il 18 luglio 2021.
  3. ↑ (EN) Freeland, David, Ladies of Soul, University Press of Mississippi, pag.23 ISBN 1-57806-331-0, 2001. URL consultato il 21 luglio 2021.
  4. ↑ (EN) 18th Annual GRAMMY Awards (1975): Esther Phillips, su grammy.com, Recording Academy / Grammy Awards, 1975. URL consultato il 18 luglio 2021.
  5. ↑ Gloucester, I giorni della disco (35), su hitparadeitalia.it, Hit Parade Italia. URL consultato il 18 luglio 2021.
  6. 1 2 Gianfranco Marmoro, Esther Phillips A Beautiful Friendship: The Kudu Anthology, su ondarock.it, Onda Rock, 4 dicembre 2017. URL consultato il 21 luglio 2021.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 46947367 · ISNI (EN) 0000 0000 7365 7506 · SBN RAVV307106 · Europeana agent/base/63790 · LCCN (EN) n87119318 · GND (DE) 134484487 · BNF (FR) cb13898450d (data) · CONOR.SI (SL) 56388963