| Eumetazoi | |
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Da sinistra in alto in senso orario: un calamaro europeo (mollusco), Chrysaora quinquecirrha (cnidario), Aphthona flava (artropodoe), Eunereis longissima (anellide), una tigre (cordato) | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa Butschli, 1910 |
| Cladi | |
Gli eumetazoi (Eumetazoa Butschli, 1910) (dal greco εὖ [eu], bene/vero + μετά [metà], al di sopra + ζῷον [zóon], animale) sono un sottoregno del regno Animalia a cui appartengono la stragrande maggioranza degli organismi animali (sono escluse solamente le spugne).
In essi, la notevole differenziazione istologica in veri e propri tessuti ne ha da sempre suggerito una posizione filogenetica distinta da quella dei poriferi da almeno 940 milioni di anni. Rispetto a questi, svilupparono l'apertura boccale definita ed organi ben delineati, il che ne fa un raggruppamento di verosimile origine monofiletica. La condizione originale degli eumetazoi era probabilmente una simmetria raggiata (mantenuta negli cnidari), dalla quale secondariamente si sono sviluppate quella biradiale degli ctenofori e quella bilaterale della linea monofiletica dei bilateri.
Alcuni zoologi ritengono che la larva planula degli cnidari rappresenti il livello di organizzazione di un verosimile eumetazoo ancestrale, diblastica ma al contempo simile ad un protista cigliato. Secondo i fautori della teoria planuloide, furono queste mesoplanule ancestrali ad evolvere un terzo foglietto di cellule embrionali. Infatti, parallelamente all'acquisizione della simmetria bilaterale, la medesima linea evolutiva fece propria un'ulteriore fondamentale conquista: il terzo foglio cellulare interposto fra l'ectoderma e l'endoderma, definito mesoderma, non omologo agli strati acellulari dei radiati, il quale viene a caratterizzare la nuova organizzazione triblastica (o triploblastica), propria di tutti i bilateri. L'importanza del mesoderma è notevole poiché, dalla cavitazione e compartimentazione di questo, l'evoluzione ha portato alla formazione del celoma e degli organi correlati ad esso, come si può vedere in molti phyla dei bilateri. Probabilmente il mesoderma degli animali precursori dei bilateri era un ectomesoderma simile a quello di alcuni cnidari attuali, quindi di derivazione ectodermica, che andò via via differenziandosi.
Prima dell'avvento delle moderne tecniche biomolecolari la ricostruzione della filogenesi di animali privi di parti scheletriche era piuttosto difficoltosa. Ad oggi, la teoria planuloide sembra essere verosimile, in opposizione alla teoria che prevede il clado Myriazoa, secondo cui i ctenofori si sarebbero separati prima dei poriferi, i quali costituirebbero invece un clado insieme ai ParaHoxozoa. Ciò implicherebbe che le spugne abbiano perso complessità oppure che i Ctenophora abbiano sviluppato complessità in modo indipendente, o forse anche una combinazione di entrambi i processi.
Prima della nuova classificazione, queste specie venivano divise in Acelomati, Pseudocelomati e Celomati Schizocelici. Ma alla fine, tale catalogazione tassonomica, presentò molti punti oscuri e divisioni controverse, e venne quindi abbandonata e pertanto oggi è considerata obsoleta.