| Falloidina | |
|---|---|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C35H48N8O11S |
| Massa molecolare (u) | 788.89 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 241-484-5 |
| PubChem | 4752 |
| SMILES | CC1C(=O)NC2CC3=C(NC4=CC=CC=C34)SCC(C(=O)N5CC(CC5C(=O)N1)O)NC(=O)C(NC(=O)C(NC(=O)C(NC2=O)CC(C)(CO)O)C)C(C)O |
| Proprietà tossicologiche | |
| DL50 (mg/kg) | 2 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
| pericolo | |
| Frasi H | 300 - 310 - 330 |
| Consigli P | 260 - 264 - 280 - 284 - 301+310 - 302+350 |
La falloidina è una micotossina del gruppo delle fallotossine e presente in alcune specie di funghi velenosi appartenenti al genere Amanita, in particolare nell'Amanita phalloides.
La falloidina è un "ciclo-peptide" che provoca una sindrome gastrointestinale e danni epatici causando il blocco della sintesi proteica attraverso l'inibizione della trascrizione del DNA negli epatociti.
Dal punto di vista della struttura molecolare, la falloidina è abbastanza simile all'amanitina, un altro ciclo-peptide presente in alcune specie fungine fra cui la già citata Amanita phalloides.
A livello del citoscheletro cellulare polimerizza e stabilizza i microfilamenti di actina, impedendo in questo modo i movimenti citoplasmatici.
In letteratura è previsto l'utilizzo di N-acetilcisteina ("Fluimucil" o "Hidonac", quest'ultimo più maneggevole dal punto di vista terapeutico perché confezionato in flaconi di maggior contenuto).