Un'operazione sotto falsa bandiera (in inglese: false flag operation o semplicemente false flag) è una operazione commessa con l'intento di mascherare l'effettiva fonte di responsabilità e incolparne un'altra. Consiste in una tattica segreta perseguita con operazioni militari, attività di intelligence e/o spionaggio, condotte in genere da governi, servizi segreti, progettata per apparire come perseguita da altri enti e organizzazioni.
Il termine ha anche acquisito il significato di un'operazione eseguita da un paese contro sé stesso per farne ricadere la responsabilità su paesi nemici od organizzazioni terroristiche, fornendo così un pretesto per una repressione interna o un'aggressione militare verso uno stato estero.
Storia
Il termine "false flag" ebbe origine nel XVI secolo per indicare "una deliberata falsa rappresentazione dell'affiliazione o dei motivi di qualcuno".
In seguito è stato utilizzato per descrivere uno stratagemma di guerra navale attraverso il quale una nave sventolava la bandiera di un paese neutrale o amico al fine di nascondere la sua vera identità. La tattica era originariamente usata dai pirati e dai corsari per ingannare le altre navi permettendo loro di avvicinarsi prima di attaccarle. Successivamente fu considerata una pratica accettabile durante la guerra navale secondo le leggi marittime internazionali, a condizione che la nave attaccante mostrasse la sua vera bandiera una volta che un attacco era iniziato.
Caratteristiche
Un'operazione sotto falsa bandiera può vedersi come una versione in grande, strategico-politica, di un falso d'autore, ma non solo: la tattica della falsa bandiera non si limita esclusivamente a missioni belliche e di contro-insorgenza, bensì viene utilizzata anche in tempi di pace, e copre anche operazioni nelle quali il nemico viene guidato a sua insaputa verso il raggiungimento di un obiettivo che lo stesso nemico può persino ritenere essere connaturale al completamento della propria missione e/o all'attuazione della propria strategia.
Operazioni sotto falsa bandiera possono essere utilizzate in stato di guerra o nello spionaggio, ma anche nel business e nel marketing (come in alcune campagne di relazioni pubbliche) o nelle campagne politiche.
Metodi e strumenti
Attacchi terroristici
Gli attacchi terroristici possono essere di fatto operazioni sotto falsa bandiera.
Tattiche sotto falsa bandiera sono state ad esempio impiegate nella guerra civile algerina, a partire dalla metà del 1994. Gli squadroni della morte si travestivano da terroristi islamisti e commettevano attacchi sotto falsa bandiera. Tali gruppi includevano la OJAL o la OSSRA (organizzazione segreta per la salvaguardia della Repubblica algerina).
Pseudo-operazioni
Le pseudo-operazioni sono quelle in cui le forze di una potenza si travestono da forze nemiche e, più in particolare, quando la potenza è uno stato e l'altra potenza è un gruppo rivoluzionario, si traveste da gruppo rivoluzionario, spesso con l'aiuto di transfughi, per operare come squadre in grado di infiltrare le sfere insurrezionaliste. Lo scopo di tali pseudo-operazioni può essere sia quello di raccogliere informazioni d'intelligence sul breve o sul lungo termine, sia quello di impegnarsi in operazioni attive, in particolare assassinii di nemici importanti. Tuttavia, essi di solito implicano entrambi i tipi di azione, in quanto i rischi di smascheramento aumentano col passare del tempo, e conducono quindi a scontri violenti. Le pseudo-operazioni potrebbero essere dirette da forze di polizia, militari o entrambe. Le forze di polizia sono di solito le più adatte a svolgere compiti d'intelligence; tuttavia l'esercito fornisce la struttura necessaria ad appoggiare tali pseudo-operazioni con forze militari.
1979-1983 - I servizi segreti israeliani condussero una campagna di attentati con autobombe che uccisero molti palestinesi e libanesi, per lo più civili, rivendicata dal "Fronte per la liberazione del Libano dagli stranieri" (FLLE). Il generale israeliano David Agmon affermò che l'obiettivo era quello di "creare il caos tra palestinesi e siriani in Libano, senza lasciare un'impronta israeliana, per dare loro l'impressione di essere costantemente attaccati e infondere in loro un senso di insicurezza". "L'editorialista militare israeliano Ronen Bergman sottolinea che l'obiettivo principale era quello di "spingere l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) a usare il terrorismo per fornire a Israele la giustificazione per un'invasione del Libano".
2000 — Il 28 luglio in Perù, durante la protesta nota come la Marcha de los Cuatro Suyos, infiltrati del Servicio de Inteligencia Nacional misero in atto un attentato al Banco de la Nación, causando sei morti e vari feriti.
2007-2008 - Il finanziamento, da parte del Mossad durante il periodo 2007-2008 dello Jundallah, movimento sunnita indipendentista del Baluchistan, coinvolto in numerosi attentati in Iran. Il servizio segreto d'Israele aveva arruolato membri del movimento separatista a Londra, fingendosi la CIA, in modo tale che lo Jundallah credesse di avere l'appoggio degli USA. Il gruppo indipendentista usò i kamikaze per colpire pasdaran, moschee e obiettivi governativi iraniani.
Il dibattito nelle teorie del complotto
Diversi teorici della cospirazione utilizzano questo termine per affermare che avvenimenti reali fossero invece dei falsi costruiti ad arte con finalità più o meno oscure.
Ad esempio è accaduto talvolta negli USA che conflitti a fuoco avvenuti in luoghi pubblici, venissero etichettati da esponenti della destra americana o da membri della NRA come operazioni sotto falsa bandiera, effettuati al solo scopo di normare e limitare la compravendita di armamenti.
Nel fumetto V per Vendetta (1982-1989), scritto da Alan Moore e disegnato da David Lloyd, l'ascesa del regime totalitario britannico è legata a un attentato biologico organizzato dagli stessi apparati del potere e attribuito a soggetti esterni, allo scopo di diffondere paura e legittimare il controllo autoritario. La versione a fumetti approfondisce maggiormente rispetto al film il contesto politico e le modalità con cui il partito conquista il potere.
Nel fumetto Watchmen (1986-1987), scritto da Alan Moore e disegnato da Dave Gibbons, Adrian Veidt pianifica un attacco su vasta scala attribuito a una minaccia extraterrestre, con l'obiettivo di creare un nemico comune e interrompere la contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Nel romanzo American Hero (1993) di Larry Beinhart una rete di consulenti politici e produttori cinematografici orchestra una guerra per favorire la rielezione del presidente degli Stati Uniti. L'opera affronta la costruzione artificiale del consenso attraverso la rappresentazione mediatica di un conflitto.
Cinema
Nelle opere cinematografiche, le operazioni sotto falsa bandiera e la manipolazione mediatica di attentati o crisi sono rappresentate attraverso trame in cui soggetti politici o apparati clandestini costruiscono una minaccia, ne occultano la responsabilità o la attribuiscono a un nemico, allo scopo di influenzare l'opinione pubblica e modificare gli equilibri politici. Tra gli esempi figurano:
In The Long Kiss Goodnight (1996), una fazione corrotta della CIA pianifica un attentato chimico alle cascate del Niagara, da attribuire a terroristi islamici, per ottenere un incremento dei finanziamenti dell'agenzia.
In The Sum of All Fears (2002), tratto dal romanzo omonimo di Tom Clancy, un gruppo neonazista fa esplodere una bomba nucleare a Baltimora e cerca di attribuire l'attacco alla Russia, provocando un conflitto tra le due potenze. La falsa attribuzione dell'attentato è al centro della trama.
Nel film distopicoV per Vendetta (2005), tratto dall'omonimo fumetto di Alan Moore e David Lloyd, un governo autoritario organizza un attacco contro la propria popolazione per alimentare la paura e ottenere in tal modo il consenso necessario per consolidare il proprio potere. In particolare, attraverso la diffusione di un virus, la manipolazione dell'opinione pubblica e la successiva distribuzione di una cura, il partito riesce a ottenere un consenso politico totale:
«A questo punto della storia entra in scena il nostro amico [Creedy]: è un uomo apparentemente senza coscienza per il quale il fine giustifica sempre i mezzi, ed è lui a consigliare che il bersaglio non sia un nemico della nazione, ma piuttosto la nazione stessa. Vengono scelti tre obiettivi per rendere al massimo l'effetto dell'attacco: una scuola, una stazione della metropolitana e un impianto di depurazione dell'acqua. Muoiono subito diverse centinaia di persone... Alimentati dai media, la paura e il panico si diffusero rapidamente, separando e dividendo il paese finché alla fine si individuò il vero obiettivo. Prima della crisi alla Saint Mary nessuno avrebbe predetto i risultati delle elezioni di quell'anno, nessuno! E poi, poco dopo le elezioni, udite udite il miracolo! Qualcuno credette che fosse stato Dio in persona, ma fu opera di un'azienda farmaceutica controllata da alcuni membri del partito che diventarono oscenamente ricchi. Un anno dopo alcuni estremisti vengono processati, dichiarati colpevoli e giustiziati, mentre viene costruito un monumento per canonizzare le vittime. Ma il risultato finale, la vera genialità del piano, fu la paura... la paura diventò lo strumento ultimo del governo e con esso il nostro politico fu alla fine eletto con la nuova carica appositamente creata di Alto Cancelliere. Il resto, come si suol dire, è storia.»
La vicenda costituisce la rappresentazione narrativa di una operazione sotto falsa bandiera e dell'uso politico di una crisi: il governo stesso, o una parte di esso, diffonde deliberatamente un agente patogeno e attribuisce poi tale attacco a terroristi esterni, sfruttando la paura e manipolando l'informazione per ottenere consenso e consolidare il proprio potere.
In Watchmen (2009), adattamento dell'omonimo fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons, il personaggio di Adrian Veidt organizza un attacco catastrofico per poi attribuirne la responsabilità a una minaccia esterna, allo scopo di indurre le potenze mondiali a unirsi e scongiurare una guerra nucleare. La trama presenta una crisi deliberatamente costruita e una falsa attribuzione della stessa, proiettate su uno scenario internazionale.
In Four Lions (2010), il personaggio di Barry propone di bombardare una moschea per provocare la radicalizzazione dei musulmani moderati. La falsa bandiera è presentata come una proposta all'interno della trama, non come un'operazione effettivamente realizzata.
In Iron Man 3 (2013), il personaggio di Aldrich Killian crea l'identità terroristica del «Mandarino», interpretato da un attore professionista, e gli attribuisce una serie di attentati che servono in realtà a coprire il proprio piano per assumere il controllo del governo statunitense. Il film rappresenta la costruzione artificiale di un nemico pubblico e la manipolazione spietata delle informazioni.
↑Lounis Aggoun e Jean-Baptiste Rivoire (2004). Françalgérie, crimes et mensonges d'Etats, (Franco-Algeria, Crimes and Lies of the States). Editions La Découverte. ISBN 2-7071-4747-8.
↑Cline, Lawrence E. (2005) Pseudo Operations and Counterinsurgency: Lessons from other countries, Strategic Studies Institute, read here (PDF) (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2016).
↑(EN) The Cambridge History of Japan: The Twentieth Century, p. 294, Peter Duus,John Whitney Hall, Cambridge University Press: 1989 ISBN978-0-521-22357-7
↑An instinct for War: Scenes from the battlefields of history, p. 315, Roger J. Spiller, ISBN978-0-674-01941-6; Harvard University Press
↑Janet Hunter, Concise dictionary of modern Japanese history, p. 120, University of California Press: 1984, ISBN 978-0-520-04557-6