I fari a scomparsa, comunemente detti "fari pop-up", sono una soluzione tecnica applicata all'impianto di illuminazione anteriore delle vetture, determinata dall'esigenza stilistica e tecnica di abbinare una linea più aggressiva alla maggior aerodinamicità della sezione anteriore, nascondendo i fari anteriori di un'automobile quando non sono in uso.

I fari a scomparsa fanno la loro prima apparizione nel 1936 sulla Cord 810 e subito dopo in alcuni modelli della Alfa Romeo 8C 2900A (1936). Successivamente vennero usati dalla General Motors sul concept della Buick Y-Job e dalla DeSoto nel 1942, per un breve periodo.

I fari a scomparsa riguadagnarono popolarità verso la fine degli anni 60, soprattutto negli Stati Uniti d'America. Numerose furono le case automobilistiche che li installarono sulle proprie vetture, come per esempio la Toyota, che li utilizzò sulla Sprinter Trueno. I fari a scomparsa sono stati utilizzati per l'ultima volta nel 2004, quando sia la Lotus Esprit che la Corvette C5 uscirono di produzione.
Attualmente non è più possibile installarli sulle autovetture a causa delle restrizioni introdotte dalla normativa riguardante l'urto con i pedoni.
Sono ricomparsi in una forma alternativa, dove il faro rimane fisso, ma si muove una copertura che li nasconde parzialmente e scopre all'occorrenza, come nel caso delle Ferrari Daytona SP3 che ha una copertura con movimento basculante all'indietro.
Il faro a scomparsa può essere realizzato in vari modi: