Ferdinand Dutert

Charles Louis Ferdinand Dutert nel 1891.

Charles Louis Ferdinand Dutert (Douai, 21 ottobre 1845 – Parigi, 12 febbraio 1906) è stato un architetto francese il cui contributo più celebre all'architettura francese fu la progettazione della Galerie des Machines all'Esposizione universale di Parigi del 1889.

Biografia

Charles Louis Ferdinand Dutert nacque il 21 ottobre 1845 a Douai, figlio di un commerciante della città. Ammesso all’École nationale supérieure des Beaux-Arts nel 1863, studiò nello studio di Louis-Hippolyte Lebas e Léon Ginain. Partecipò due volte al Prix de Rome e nel 1869 vinse il Gran Premio di Architettura con un progetto intitolato Palazzo dell’ambasciata francese nella capitale di un potente Stato.

Tra il 1870 e il 1873 soggiornò a Villa Medici. Tornato in Francia, lavorò sia nel suo dipartimento d’origine sia a Parigi.

Dutert fu scelto come architetto del Palais des Machines per l’Esposizione universale di Parigi del 1889, opera di cui fu pieno responsabile della progettazione architettonica in cui venne assistito dagli architetti Blavette, Deglane e Eugène Hénard.

L’ingegnere Victor Contamin curò il progetto tecnico della gigantesca struttura metallica, compresi i calcoli necessari a garantirne la stabilità.

Secondo Eugène Hénard, il Palais des Machines riuscì a combinare con successo la funzione ingegneristica con l’estetica architettonica, due obiettivi che si rivelarono complementari.

Dutert partecipò anche all’Esposizione universale del 1900. Morì nella sua abitazione al numero 41 di avenue Kléber, nel XVI arrondissement di Parigi, il 12 febbraio 1906.

Riconoscimenti

Opere principali

La Galerie des Machines all'inizio del XX secolo

Note

  1. 1 2 Yves Bruley, L'ambassade idéale au XIXe siècle : étude comparative des prix de Rome d'architecture de 1841 et 1869, in Livraisons d'Histoire de l'Architecture, vol. 4, n. 4, 2002, pp. 9–26, DOI:10.3406/lha.2002.912.
  2. ↑ Charles Louis Ferdinand Dutert, su villamedici.it. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2025).
  3. ↑ Henri de Parville, L'Exposition universelle (1889), J. Rothschild, 1890, p. 208.
  4. ↑ Henri de Parville, L'Exposition universelle (1889), J. Rothschild, 1890, p. 209.
  5. ↑ Henri de Parville, L'Exposition universelle (1889), J. Rothschild, 1890, p. 210.
  6. ↑ Max de Nansouty, Revue rose, Germer Baillière, 1889, p. 116 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2022).
  7. ↑ Dutert, su culture.gouv.fr. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 4 dicembre 2024).
  8. ↑ Monument de Mariette Bey, in Mérimée: Inventaire général du patrimoine culturel, Ministero della Cultura. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 25 novembre 2023).
  9. ↑ Hôpital annexe Gatien de Clocheville, in Mérimée: Inventaire général du patrimoine culturel, Ministero della Cultura. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2024).
  10. ↑ École nationale supérieure des arts et industries textiles (ENSAIT), in Mérimée: Inventaire général du patrimoine culturel, Ministero della Cultura. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2024).
  11. ↑ Monument commémoratif de Wattignies-la-Victoire, in Mérimée: Inventaire général du patrimoine culturel, Ministero della Cultura. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2024).
  12. ↑ Hôpital général de Saint-Louis, in Mérimée: Inventaire général du patrimoine culturel, Ministero della Cultura. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2024).

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