| Ferdinando Girardi, C.M. vescovo della Chiesa cattolica | |
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| Incarichi ricoperti |
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| Nascita | 12 ottobre 1788 a Lauria |
| Ordinazione sacerdotale | 12 giugno 1813 |
| Nomina a vescovo | 22 luglio 1842 da papa Gregorio XVI |
| Consacrazione a vescovo | 24 luglio 1842 dal cardinale Pietro Ostini |
| Morte | 8 dicembre 1866 (78 anni) a Genova |
Ferdinando Girardi (Lauria, 12 ottobre 1788 – Genova, 8 dicembre 1866) è stato un vescovo cattolico italiano.
Nacque a Lauria il 12 ottobre 1788.
Intraprese la carriera ecclesiastica, entrando nella Congregazione della missione, di cui prese i voti l'8 dicembre 1810. Il 12 giugno 1813 fu ordinato sacerdote.
L'8 maggio 1842 il re delle Due Sicilie Ferdinando II lo scelse come vescovo di Sant'Angelo dei Lombardi e Bisaccia e il 22 luglio seguente papa Gregorio XVI confermò la nomina. Ricevette la consacrazione episcopale due giorni dopo, il 24 luglio, dalle mani del cardinale Pietro Ostini, prefetto della Congregazione dei vescovi e regolari, co-consacranti l'arcivescovo Fabio Maria Asquini, segretario della medesima congregazione (poi patriarca e cardinale), e il vescovo Giuseppe Rosati, vescovo di Saint-Louis e delegato apostolico ad Haiti.
Il 5 settembre 1846 Ferdinando II lo scelse come vescovo di Nardò; la sua nomina fu confermata il 21 dicembre seguente da papa Pio IX. Nella sede vescovile pugliese rimase poco meno di due anni, in quanto il 1º settembre 1848 lo stesso re lo volle trasferire alla sede di Sessa Aurunca, ottenendo la conferma da Pio IX l'11 settembre successivo.
Nel 1850 accolse nella sua diocesi lo stesso Pio IX, il quale dimorò nel palazzo vescovile e celebrò la messa nella cappella palatina.
Trovando un clero diviso da lotte tra nobili e borghesi, tentò di arginarle tramite il paternalismo, che però lo espose alle feroci critiche del clero borghese. I suoi atteggiamenti anti-liberali e filo-borbonici provocarono le ostilità degli abitanti della diocesi, tanto che, nel 1860, fu cacciato dalla città e costretto all'esilio a Genova.
Nel dicembre 1866 ricevette la ministeriale con cui gli veniva concessa facoltà di tornare nella sua diocesi, ma morì a Genova l'8 dicembre, prima della sua partenza.
La genealogia episcopale è: