| Fiat R.22 | |
|---|---|
| Descrizione | |
| Tipo | aereo da ricognizione |
| Equipaggio | 2 |
| Progettista | Celestino Rosatelli |
| Costruttore | |
| Data primo volo | 1925 |
| Utilizzatore principale | |
| Esemplari | 23 |
| Sviluppato dal | Fiat B.R.2 |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 9,40 m |
| Apertura alare | 14,00 m |
| Altezza | 3,70 m |
| Superficie alare | 48,53 m² |
| Peso a vuoto | 1600 kg |
| Peso max al decollo | 2500 kg |
| Propulsione | |
| Motore | un Fiat A.22, dodici cilindri a V raffreddati a liquido |
| Potenza | 550 CV (405 kW) |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 240 km/h (130 kn) |
| Velocità di salita | a 5 000 m (16 404 ft) in 28 min e 26 s |
| Autonomia | 3 h e 30 min |
| Tangenza | 6 000 m (19 685 ft) |
| Armamento | |
| Mitragliatrici | 4 calibro 7,7 mm: due Darne a prua (sparanti attraverso il disco dell'elica) e una o due Lewis brandeggiabili nell'abitacolo del navigatore |
| Bombe | Max. 300 kg |
Dati estratti da Annuario dell'Aeronautica Italiana 1929 - 1930, tranne dove diversamente indicato. | |
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Il Fiat R.22 era un aereo da ricognizione biposto, monomotore e biplano, prodotto dall'azienda aeronautica italiana Fiat Aviazione dalla seconda metà degli anni venti.
Venne impiegato dalla Regia Aeronautica nel periodo tra le due guerre mondiali.
Progettato dall'ingegner Celestino Rosatelli, per quanto esteriormente somigliante al bombardiere Fiat B.R.2, era una macchina completamente diversa.
Furono realizzati due prototipi che ricevettero rispettivamente le matricole MM.67 ed MM.68; vennero portati in volo per la prima volta nel corso del 1926.
Il Fiat R.22 era un biplano dalla struttura interamente metallica; la fusoliera, alla cui estremità anteriore era disposto il motore, alloggiava gli abitacoli del pilota e del navigatore/osservatore, disposti in tandem e completamente scoperti.
I due piani alari erano tra loro collegati da una travatura reticolare realizzata secondo lo schema della trave Warren; l'impennaggio era di tipo classico, monoplano, controventato nella parte inferiore. La configurazione alare era di tipo sesquiplana e le ali inferiori, al fine di consentire una migliore visuale d'osservazione, erano opportunamente sagomate in corrispondenza del bordo di collegamento con la fusoliera.
Il carrello d'atterraggio era di tipo biciclo, fisso, con elementi monoruota; al posteriore era integrato da un pattino d'appoggio sistemato nel tronco di coda della fusoliera.
Il motore era il Fiat A.22, un dodici cilindri a V raffreddato a liquido, in grado di erogare la potenza di 550 CV.
Il Fiat R.22 era armato con quattro mitragliatrici calibro 7,7 mm, di cui due Darne disposte nella parte anteriore della fusoliera (sparanti attraverso il disco dell'elica) e una o due Lewis brandeggiabili, a disposizione dell'osservatore, nell'abitacolo posteriore.
Sotto la fusoliera poteva essere installato un lanciabombe capace di trasportare fino ad un massimo di 300 kg di bombe.
L'R.22 entrò in servizio con i reparti di ricognizione della Regia Aeronautica dal 1925.
Il 28 giugno 1927 mattina il Sottosegretario di Stato al Ministero dell'aeronautica Italo Balbo decolla dall'Aeroporto di Roma-Centocelle diretto a Londra ai comandi di un Fiat R.22 con il Capitano Ezio Guerra alla guida di una pattuglia dell'Aeronautica per rappresentare l'Italia all'airshow di Hendon facendo scalo al pomeriggio all'Aeroporto di Parigi-Le Bourget ed arrivando all'Aeroporto di Croydon nel pomeriggio del 29 a causa del maltempo. Al rientro fanno scalo all'Aeroporto di Berlino-Tempelhof. Nel 1928 sei R.22 dotati di motore Fiat A.22T, accompagnati da altrettanti Ansaldo A.120, compirono un tour con Italo Balbo che, partito da Roma, toccò Londra e Berlino (presero quindi parte anche, tra gli altri, Francesco Brach Papa, Paride Sacchi, Roberto Lordi, Mario Ajmone Cat su Fiat R.22 e Ferruccio Ranza, Sabato Martelli Castaldi e Rino Corso Fougier su Fiat-Ansaldo A.120), anche al fine di promuovere la vendita dei due velivoli. L'iniziativa, per quanto concerne il Fiat R.22, non portò alcun risultato commerciale concreto.