La filastrocca è un tipo di componimento breve con ripetizione di sillabe ed utilizzo di parole, costituito da un linguaggio semplice e ritmato. È la prima forma poetica che conosce il bambino, il suo primo approccio con le parole e la musica. Il ritmo della filastrocca è rapido e cadenzato con rime, assonanze e allitterazioni ricorrenti.
Di origine popolare, usata nel passato per tramandare tradizioni o contro le maldicenze. Riadattata, viene oggi usata principalmente per far addormentare o divertire i bambini.
La filastrocca è una delle forme più antiche di espressione orale. Nasce prima della scrittura, quando le comunità umane trasmettevano conoscenze, regole e tradizioni attraverso la memoria e la ripetizione. Il ritmo, la rima e la musicalità servivano a rendere i testi facili da ricordare.
All’inizio, le filastrocche non erano pensate solo per i bambini: venivano usate anche dagli adulti in riti religiosi, incantesimi, preghiere, formule magiche e canti di lavoro.
Nel mondo antico
Mesopotamia ed Egitto: esistevano formule ritmate per invocare le divinità o accompagnare il lavoro.
Grecia antica: il ritmo era fondamentale nella poesia orale; molte nenie e conte avevano una funzione educativa.
Impero romano: erano diffuse filastrocche popolari usate nei giochi, nelle feste e nella vita quotidiana.
In tutte queste culture, la rima aiutava a tramandare sapere in società dove pochi sapevano leggere e scrivere.
Medioevo
Nel Medioevo le filastrocche si diffusero soprattutto attraverso il popolo. Venivano usate:
per insegnare ai bambini,
come conte per i giochi,
per commentare eventi storici o politici in modo ironico,
come canti rituali legati alle stagioni e al lavoro nei campi.
Molte filastrocche medievali contengono significati nascosti, riferimenti simbolici o critiche velate alla società.
Età moderna
Tra il XVII e il XVIII secolo, soprattutto in Europa, la filastrocca inizia a essere associata in modo più chiaro all’infanzia.
Con la diffusione della scuola, la filastrocca diventa uno strumento educativo per:
imparare a parlare,
memorizzare numeri e lettere,
sviluppare il senso del ritmo e del linguaggio.
Nel mondo
Ogni cultura possiede le proprie filastrocche:
Africa: filastrocche accompagnate da battiti di mani e percussioni.
Asia: testi brevi legati alla natura, alle stagioni e alla famiglia.
America Latina: filastrocche cantate, spesso molto ritmate.
Europa: grande varietà di conte, ninne nanne e giochi cantati.
Nordamerica: filastrocche sia nella tradizione europea portata dai coloni sia nelle tradizioni indigene.
Oceania: filastrocche, rime e canti tradizionali legati ai bambini anche in diverse culture.
Russia: filastrocche spesso tradizionali (tramandate oralmente), con rime semplici e gesti.
Nonostante le differenze linguistiche, tutte condividono ritmo, ripetizione e semplicità.
Nursery rhymes
Si definiscono nursery rhymes brevi canzoni o prose popolari per bambini originariamente impiegate, negli asili, a scopo didattico.
In molte culture queste filastrocche si sono tramandate di generazione in generazione seguendo i canoni della tradizione orale. Nella lingua inglese si definiscono strettamente "nursery rhymes" quelle inglesi, o di altre culture europee, generate sino al XVII secolo.
Alcune nursery rhymes risalgono al Medioevo; probabilmente la più famosa collezione di filastrocche è Mother Goose (Mamma Oca).
Illustrazioni di nursery rhymes famose
Popular Nursery Tales and Rhymes, Warner & Routledge, Londra, c. 1859
“The Wacky World of Mother Goose” – film d’animazione del 1967 basato sui personaggi delle filastrocche.
“The Truth About Mother Goose” – corto Disney che rivisita classiche nursery rhymes.
“Mother Goose Rock ’n’ Rhyme” – film TV musicale del 1990 con vari personaggi tratti da filastrocche.
Serie TV dedicate alle filastrocche
“Rhyme Time Town” – serie animata su Netflix basata sulle nursery rhymes.
“Jim Henson’s Mother Goose Stories” – show con pupazzi e storie che portano in vita le filastrocche.
Filastrocche citate all’interno di film e serie
In film horror o thriller, melodie infantili sono spesso usate in modo "inquietante" (come versi di Ring Around the Rosie o One, Two, Buckle My Shoe in contesti spaventosi).