Filippo Maria Rijli (Premosello, 2 maggio 1961) è un biologo e neuroscienziato italiano che studia i meccanismi genetici e dell'epigenetica alla base della formazione dei circuiti neuronali cerebrali e dello sviluppo craniofacciale.
È direttore del Laboratorio di Neuroepigenetica dello Sviluppo al Friedrich Miescher Institute for Biomedical Research di Basilea (Svizzera), e professore di Neurobiologia all'Università di Basilea. Dal 2022, è un membro eletto dell'Accademia Nazionale dei Lincei.
Rijli si è laureato con lode in Scienze Biologiche all'Università di Pisa nel 1985. È stato poi borsista al National Cancer Institute presso il National Institutes of Health (NIH) di Bethesda (MD, USA). Nel 1991 ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Biologia dello Sviluppo ed Evolutiva all'Università di Pisa, sotto la guida di Giuseppina Barsacchi. Nel 1991-1995, ha svolto ricerche di post-dottorato con Pierre Chambon presso il Laboratorio di Genetica Molecolare degli Eucarioti (LGME) a Strasburgo (Francia). Fino al 2007, Rijli è stato Direttore di Ricerca (in francese: Directeur de Recherche) del Centro Nazionale della Ricerca Scientifica (in francese: Centre National de la Recherche Scientifique, CNRS), e ha diretto un gruppo di ricerca presso l'Istituto di Genetica e Biologia Molecolare e Cellulare (IGBMC) di Strasburgo. Nel 1999, ha ottenuto l'abilitazione a dirigere le ricerche (in francese: Habilitation à Diriger des Recherches, HDR) dall'Università di Strasburgo (Francia) e, nel 2008, l'abilitazione alla libera docenza con il titolo di Privatdozent (PD) dall'Università di Basilea (Svizzera). Dal 2012 è professore di Neurobiologia all'Università di Basilea. Dal 2008, dirige il Laboratorio di Neuroepigenetica dello Sviluppo al Friedrich Miescher Institute for Biomedical Research di Basilea.
Il lavoro di Rijli integra la genetica molecolare del topo con la neurobiologia dello sviluppo, e si focalizza sul ruolo funzionale dei geni a homeobox della famiglia Hox, che codificano fattori di trascrizione regolatori dell’identità cellulare, e sul ruolo dei fattori della cromatina Polycomb nello sviluppo neuronale, nella formazione dei circuiti neurali, e nello sviluppo craniofacciale.
Rijli ha mostrato che i centri sensoriali del tronco encefalico, compresi i nuclei delle vie somatosensoriali del nervo trigemino, i nuclei precerebellari,, e i nuclei del sistema uditivo sono regionalizzati in base all'attività dei geni Hox durante la loro formazione e organizzazione della connettivita' neuronale. Ad esempio, nel tronco encefalico Hoxa2 è essenziale per costruire la mappa topografica somatosensoriale della faccia (homunculus sensoriale). Inoltre, la regolazione della cromatina dipendente da Polycomb durante lo sviluppo è necessaria per l'attività dei geni Hox, consentendo la migrazione neuronale a lunga distanza e la formazione dei circuiti neurali. Il gruppo di Rijli ha anche mostrato che la cromatina dipendente da Polycomb regola l'attivita' dei geni immediati precoci durante lo sviluppo prenatale dei neuroni sensoriali.
Nello sviluppo craniofacciale, Rijli studia come le cellule della cresta neurale cefalica (craniale) dirigono la morfogenesi delle strutture craniofacciali (recensito in). Tra i suoi lavori, c'è la scoperta che Hoxa2 dirige la formazione dell'orecchio medio e orecchio esterno, fornendo un modello genetico di microtia; l'identificazione degli elementi di regolazione (enhancers) a lungo raggio che regolano l'espressione di Hoxa2 nelle cellule della cresta neurale craniale; la scoperta che le cellule della cresta neurale cefalica mantengono il loro potenziale morfogenetico attraverso l'organizzazione della cromatina dipendente da Polycomb; e che il complesso Polycomb agisce anche come organizzatore della struttura tridimensionale della cromatina, facilitando il reclutamento di enhancers a lungo raggio durante lo sviluppo craniofacciale. Tale organizzazione epigenetica consente l'attivazione dei programmi trascrizionali appropriati per la morfogenesi delle differenti strutture craniofacciali.
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