Il borgo è situato lungo la fascia del litorale costiero sabbioso, approssimativamente tra la foce del torrente Pora e piazza Oberdan. Il nucleo, nonostante le trasformazioni ed espansioni edilizie degli ultimi decenni, ha mantenuto gli antichi elementi di interesse urbanistico, monumentali e storici.
A partire dalla seconda metà del XVI secolo Finale Marina conobbe i periodi di massima espansione, con un importante sviluppo del commercio e dell'economia, divenendone il centro commerciale principale del marchesato dei Del Carretto e ancora con la dominazione degli spagnoli che della Repubblica di Genova.
Palazzi Ferri e Mendaro, sul lato a monte di piazza Vittorio Emanuele II a Finale Marina, con tipiche facciate del XVII secolo con finestroni sovrapposti in tre ordini, in seguito rimaneggiati.
Palazzo Buraggi, situato nell'omonimo piazzale a fronte mare. Edificato sul finire del XVI secolo presenta facciate spartite da allungate lesene e capitelli corinzi, questi ultimi in parte spariti dalla signorile facciata. Decorato nel suo interno, lungo lo scalone d'ingresso, da marmorei busti, il palazzo ospitò nel 1702 il sovrano Filippo V di Spagna. Un secondo palazzo, un tempo di proprietà della stessa casata Buraggi, sito in via Garibaldi, è oggi sede del Municipio cittadino.
Palazzo De Raymondi, del XVII secolo, residenza nobiliare che conserva affreschi ed elementi architettonici tipici delle dimore aristocratiche liguri. Sul fianco meridionale si apre una loggia ottocentesca, contigua alla cappella privata del palazzo, eretta su un porticato sorretto da colonne in Pietra di Finale. Vi soggiornarono nel 1835 e 1842 la regina Maria Cristina di Borbone e nel 1836 re Carlo Alberto di Savoia, nel corso del suo viaggio verso Nizza.
Palazzi Ghiglieri e Burone Lercari a Finale Marina.
Teatro Camillo Sivori del 1868. Progettato dall'ingegnere Giorgio Finocchio e fortemente voluto dalla comunità di Finale Marina, alla sua costruzione parteciparono artisti come Antonio Brilla e Luigi Baroni con scenografie di Mario e Giuseppe Moscino e sipario del pittore Giovanni Quinzio. Con tre ordini di palchi e platea, per una capienza totale di 400 persone, fu in seguito dedicato a Camillo Sivori - allievo di Niccolò Paganini - che egli stesso inaugurò con un concerto il teatro. Chiuso al pubblico dal 1956 per inagibilità, la struttura attualmente è interessata ad un sostanzioso intervento restaurativo per una prossima riapertura.
Arco a Carlo Alberto di Savoia. Sito nella parte orientale di Finale Marina, in prossimità dell'oratorio dei Neri e di Castelfranco, la sua edificazione avvenne nel 1836 a ricordo del passaggio del sovrano del Regno di Sardegna nel Finalese diretto a Nizza e per celebrare l'apertura della nuova galleria sotto il promontorio di Caprazoppa.
Architetture militari
Castelfranco. Innalzato inizialmente dalla Repubblica di Genova nel 1365 in funzione anticarrettesca, venne modificato e circondato da altre fortezze, oggi demolite, dagli spagnoli nel XVII secolo.