Forcella (Napoli)

Forcella
Stemma del sedile di Forcella, di ignoto scultore napoletano (XVI secolo), situato nel Museo diocesano di Napoli, che ricorda il simbolo iniziatico della «Y pitagorica», cioè una forcella raffigurante il bivio ideale tra i sentieri del vizio e della virtù, trasfusa nella forma urbana dell'omonimo rione napoletano.
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione  Campania
ProvinciaCittà metropolitana di Napoli Napoli
CittàNapoli

Forcella (Furcella in napoletano) è una zona di Napoli del centro storico, situata tra i quartieri Pendino e San Lorenzo a ridosso di via Duomo e tra Spaccanapoli e il corso Umberto I.

Storia

Il nome del quartiere deriva dal suo caratteristico bivio ad ipsilon (Y), oggi formato dalle vie Cesare Sersale, Pietro Colletta e Annunziata, che ricorda le fattezze di una forcella. Si tratta di una delle zone più antiche di Napoli: si stima che essa fosse appena fuori dalle mura della città greca, delimitate da quella che in epoca romana venne denominata Porta Furciliensis; la diramazione che dà il nome al quartiere dovrebbe essere quella che attraverso la summenzionata porta conduceva verso est (in direzione di Ercolano) oppure verso il porto più a sud. Con la rifondazione romana, la zona assunse il nome di Regio Erculanensis, che ha portato a ipotizzare la presenza in loco di un tempio dedicato a Ercole; studi più recenti collocano invece questo tempio più a ovest, nell'area dell'attuale Basilica di San Giovanni Maggiore, mentre il nome della Regio deriverebbe dal fatto che da qui si dipartiva la via che conduceva a Ercolano.

In epoca romana, nella zona di Forcella sorsero importantissimi edifici pubblici, tra cui il Gymnasium e l'ippodromo; è possibile che qui si svolgessero, a partire dal 2 d.C., i Giochi Isolimpici dedicati ad Augusto. In epoca tardoantica, a ridosso della via fu costruito un fortilizio (l'attuale Castel Capuano) e gran parte degli edifici romani fu riconvertito in necropoli.

A partire dal XIII secolo, Forcella divenne sede dell'eponimo Sedile, che aveva sede in prossimità della Chiesa di Santa Maria a Piazza; nello stesso periodo, nell'area vennero istituite fondazioni di beneficienza ed opere pie, come il Conservatorio dell'Annunziata, quello di Santa Maria Egiziaca e il Pio Monte della Misericordia.

Durante il Risanamento di Napoli, Forcella subì alcuni rimaneggiamenti: in particolare fu soppressa la piazzetta detta dell'Olmo, di fronte alla Chiesa di Santa Maria Egiziaca.

Forcella è lo scenario del primo episodio di Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica, in cui Adelina (Sophia Loren), per evitare la prigione per spaccio di sigarette di contrabbando, continua a farsi mettere incinta dal marito (Marcello Mastroianni). Il film si ispirò ad un fatto realmente accaduto, oggetto di un'interrogazione parlamentare.

Tra gli anni '70 e '90 questa zona ha giocato un ruolo decisivo nelle logiche di camorra della città, quando Luigi Giuliano era il boss del clan Giuliano di Forcella. In seguito ha visto l'azione contro la non-camorra del prete don Luigi Merola, della vicina chiesa di San Giorgio Maggiore.

A Forcella è situato il teatro Trianon, di fronte al quale si trova anche l'antichissimo Cippo a Forcella, in realtà un gruppo di rovine in arenaria della Porta Furciliensis: da esso deriva l'espressione napoletana «‘Sta cosa s’arrecorda ‘o Cippo a Furcella», adoperata per rimarcare con ironia l'età di un dato oggetto.

Monumenti e luoghi d'interesse

Il murales di "Gennaro"

Nel settembre 2015 è stato realizzato a Piazza Crocelle ai Mannesi il grande "volto di Gennaro”, omaggio al santo patrono napoletano, firmato dall'artista Jorit Agoch. L'opera di street art ha restituito alla città una versione contemporanea del volto di san Gennaro, ispirata, come lo stesso artista ha dichiarato, ad un amico dello stesso, giovane operaio, scelto per sciogliere la santità del santo nel corpo del popolo partenopeo. Il tratto di Jorit, ispirato ai modelli caravaggeschi, è immediatamente riconoscibile grazie allo studio del ritratto fotografico e dall'incisione del “rito pittorico”. A seguito del particolare fermento religioso popolare incitato dall’opera, per la prima volta nella storia dell'arte urbana, l’opera ha ricevuto una benedizione dal parroco della chiesa di San Giorgio Maggiore. Il progetto è stato curato da Inward, Osservatorio sulla Creatività Urbana, e da Stefano Maria Capocelli, con il patrocinio della Eccellentissima Deputazione della Reale cappella del Tesoro di san Gennaro e del Museo del Tesoro di san Gennaro, e con il supporto tecnico del Comune di Napoli.

Palazzi storici

Chiese e complessi religiosi

Musei

Note

  1. ↑ Christiane L. Joost-Gaugier, Pitagora e il suo influsso sul pensiero e sull'arte, traduzione di Pasquale Faccia, Roma, Arkeios, 2008, p. 257, SBN MOD1498442.
  2. ↑ Martin Rua, Napoli esoterica e misteriosa § 5, Roma, Newton Compton, 2017 [2015], ISBN 978-88-227-1060-4, SBN VIA0305801.
  3. ↑ https://www.napolitoday.it/cultura/forcella-perche-si-chiama-cosi.html
  4. ↑ Anna Laura De Rosa, Il San Gennaro operaio di Jorit per far rinascere Forcella, su La Repubblica, 16 settembre 2015. URL consultato il 18 febbraio 2024.
  5. 1 2 Palazzo Ricca e Cuomo - Fondazione Banco di Napoli, su associazionedimorestoricheitaliane.it, 23 maggio 2021. URL consultato il 18 febbraio 2024.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni