| Fra Gherardo | |
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| Titolo originale | Fra Gherardo |
| Lingua originale | italiano |
| Genere | dramma |
| Musica | Ildebrando Pizzetti |
| Libretto | Ildebrando Pizzetti (libretto online) |
| Fonti letterarie | Cronache di Salimbene da Parma |
| Atti | tre |
| Prima rappr. | 16 maggio 1928 |
| Teatro | Teatro alla Scala di Milano |
| Personaggi | |
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Fra Gherardo è un'opera di Ildebrando Pizzetti su libretto proprio. Fu rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 16 maggio 1928.
Il lavoro è ispirato a una figura storica descritta da Salimbene da Parma, Gherardello Segalello, che nell'opera del Salimbene viene però tratteggiato come personaggio idiota e ribaldo, piuttosto che in positivo come nell'opera. La musica è nello stile ormai acquisito da Pizzetti, con prevalenza del declamato, che a tratti lascia spazi più vicini al tradizionale "pezzo chiuso", e significativi interventi corali (la lauda dei flagellanti al termine del primo atto, la disperazione e lo scoraggiamento del popolo nel terzo atto). La première ebbe un ottimo successo, e furono apprezzati in modo particolare un duetto tra Gherardo e Mariola, l'interludio e il coro finale nel primo atto e il terzo atto.
| Personaggio | Interprete |
|---|---|
| Gherardo | Antonin Trantoul |
| Mariola | Florica Cristoforeanu |
| Frate Guido Putagio Il guercio L'assessore del Podestà | Aristide Baracchi |
| Frate Simone Il notaro | Giuseppe Nessi |
| Il podestà Un gentiluomo | Salvatore Baccaloni |
| Il vescovo Un vecchio | Edoardo Faticanti |
| Una madre | Irene Minghini Cattaneo |
| Una vecchia | Gina Pedroni |
| Il Cieco | Giuseppe Menini |
| Un fraticello | Ebe Stignani |
| Un incredulo | Nello Palai |
Direttore: Arturo Toscanini.
Scenografo: Giovacchino Forzano.
La vicenda ha luogo a Parma, il primo atto nel 1260, il secondo e il terzo atto nel 1269, rispettivamente il 16 luglio e il 18 luglio.
Gherardo è un uomo ricco che ha deciso di rinunciare a tutti i suoi beni per dedicarsi a una vita religiosa e di predicazione. Per questo molti lo deridono e l'unica a prendere le sue parti è Mariola, giovane e povera popolana. Gherardo ha a sua volta l'occasione di difendere la ragazza per proteggerla da alcuni ubriachi e la conduce nella propria casa dove, non resistendo alla sua bellezza, trascorre con lei una notte d'amore. Il giorno dopo la caccia, convinto di avere commesso un grave peccato.
Gherardo è divenuto frate e conduce una rivolta contro le corrotte autorità cittadine e religiose, alla guida del proprio ordine religioso. La sua intransigenza però gli attira un certo malcontento anche tra i suoi sostenitori. Ricompare Mariola, che gli racconta che dalla loro notte d'amore è nato un bambino, morto neonato. Gherardo, colmo di rimorso, viene arrestato dale guardie del Podestà.
Gherardo, credendo erroneamente che anche Mariola sia stata arrestata, è sul punto di confessarsi eretico e rinunciare alle proprie battaglie, pensando in questo modo di poter salvare la giovane. Ma quando Gherardo viene condotto tra la folla è la stessa Mariola a farglisi incontro e incoraggiarlo a continuare la lotta per i propri ideali di giustizia e amore. Poco dopo però Mariola viene uccisa da una donna, furiosa perché nella rivolta precedente aveva perso un figlio, e Gherardo viene condotto al rogo.